Newsletter Newsletters Events Eventi Podcasts Video Africanews
Loader
Seguiteci
Pubblicità

Chi lavora di più in Europa: i Paesi con le settimane lavorative più lunghe e più corte

Mercoledì 14 ottobre 2009, dipendenti della MAN Turbo AG lavorano su turbine a vapore nello stabilimento MAN di Oberhausen.
Mercoledì 14 ottobre 2009, dipendenti della MAN Turbo AG lavorano alle turbine a vapore nello stabilimento MAN di Oberhausen. Diritti d'autore  Copyright 2009 AP. All rights reserved.
Diritti d'autore Copyright 2009 AP. All rights reserved.
Di Servet Yanatma
Pubblicato il
Condividi Commenti Segui Euronews su Google
Condividi Close Button

In alcuni Paesi europei si lavora quasi otto ore in più alla settimana rispetto ad altri, secondo Eurostat. Per gli esperti il divario dipende da contrattazione collettiva, diffusione del part-time e struttura economica.

I nuovi dati di Eurostat mettono in luce forti differenze negli orari di lavoro in tutta Europa.

PUBBLICITÀ
PUBBLICITÀ

Nell’UE si lavora in media 35,9 ore alla settimana, secondo gli ultimi dati sulle ore di lavoro effettive dell’ufficio statistico europeo. Il dato riguarda i lavoratori a tempo pieno e a tempo parziale tra i 20 e i 64 anni, nel loro impiego principale.

I numeri mostrano anche notevoli differenze tra Paesi e sollevano interrogativi sul perché alcuni europei lavorino molte più ore di altri.

I Paesi balcanici registrano gli orari di lavoro più lunghi

All’interno dell’UE, le ore di lavoro settimanali effettive vanno da 31,9 ore nei Paesi Bassi a 39,6 ore in Grecia. Se si includono i Paesi candidati all’adesione e i membri dell’EFTA, il valore massimo sale a 42,4 ore in Turchia. Altri due Paesi candidati seguono da vicino: Bosnia ed Erzegovina (40,9 ore) e Serbia (40,6 ore).

Sono gli unici Paesi in cui l’orario medio supera le 40 ore settimanali, cioè più di otto ore al giorno su una settimana lavorativa di cinque giorni.

Seguono Grecia (39,6 ore), Macedonia del Nord (39,5 ore) e Bulgaria (38,7 ore). I Paesi balcanici dominano quindi la classifica delle settimane lavorative più lunghe, con Grecia e Turchia spesso considerate parte dell’area balcanica allargata.

«In nessun Paese i lavoratori “scelgono” davvero quante ore lavorare: in genere svolgono un orario “normale”, definito in larga misura dai datori di lavoro. Una bassa produttività può spiegare le ore più lunghe nei Paesi citati, oltre alla scarsa forza contrattuale dei lavoratori», ha dichiarato a Euronews Business il professore David Spencer dell’Università di Leeds.

Secondo Jorge Cabrita, responsabile senior della ricerca a Eurofound, anche le diverse modalità di regolazione dell’orario di lavoro possono contribuire a spiegare perché in alcuni Paesi si lavorano più ore che in altri.

I Paesi Bassi hanno l’orario di lavoro più breve

I Paesi Bassi spiccano come il Paese con la settimana lavorativa media più corta d’Europa: si lavora appena 31,9 ore alla settimana.

Cabrita osserva che nei Paesi Bassi il lavoro a tempo parziale rappresenta quasi il 43% dell’occupazione totale, una quota di gran lunga superiore a quella di qualsiasi altro Stato membro dell’UE. Il Paese ha inoltre una delle settimane lavorative medie contrattate collettivamente più brevi del blocco.

«Nei Paesi Bassi si è passati a più lavoro part-time, il che ha contribuito a ridurre la durata media della settimana lavorativa; tuttavia, per i lavoratori a tempo pieno la settimana resta vicina alle 40 ore», ha spiegato Spencer a Euronews Business.

Germania, Norvegia e Danimarca seguono con 33,9 ore, il che significa che nei Paesi Bassi si lavora circa due ore in meno alla settimana rispetto ai Paesi subito successivi in classifica.

Anche in Austria (34,0 ore), Belgio (34,3) e Finlandia (34,7) l’orario medio settimanale è inferiore alle 35 ore. In questi sette Paesi, la giornata lavorativa media non arriva a sette ore, considerando una settimana di cinque giorni.

In Germania si lavora meno che in Francia, Italia e Spagna

La Germania registra la settimana lavorativa più breve tra le quattro maggiori economie dell’UE, con 33,9 ore. I lavoratori tedeschi fanno 1,7 ore in meno alla settimana rispetto a quelli francesi (35,6 ore).

La Spagna, con 36,3 ore, ha la settimana lavorativa più lunga tra le quattro grandi, mentre l’Italia, con 36,1 ore, supera anch’essa la media UE di 35,9 ore. Il divario tra la Germania e questi due Paesi è superiore alle due ore settimanali.

«In Germania, per esempio, gli orari più brevi riflettono in parte la forza dei sindacati e l’effetto positivo della contrattazione collettiva», ha sottolineato Spencer.

Altrove, l’orario settimanale medio è di 38,7 ore in Polonia, 38,2 in Romania, 37,5 in Cechia, 37,4 in Ungheria, 35,9 in Svizzera, 35,4 in Svezia e 35,1 in Irlanda.

Perché gli orari di lavoro variano così tanto?

In generale, i Paesi dell’Europa settentrionale e occidentale tendono ad avere settimane lavorative più brevi rispetto a quelli dell’Europa centrale e orientale.

Cabrita indica tra i principali fattori di differenza tra Paesi i sistemi di regolazione dell’orario di lavoro, la struttura dell’occupazione e, più in generale, la struttura economica.

Il ruolo dei sindacati e della contrattazione collettiva

Secondo Cabrita, nei Paesi in cui sindacati e contrattazione collettiva hanno un ruolo più forte nel definire i limiti dell’orario, le ore effettive di lavoro tendono a essere più basse.

Ha aggiunto che una contrattazione collettiva più solida è anche associata a meno straordinari e a un maggiore rispetto delle norme sul lavoro.

L’impatto del part-time e del lavoro autonomo

Anche la struttura dell’occupazione gioca un ruolo importante, a partire dalla distribuzione dei lavoratori tra professioni, settori, status occupazionali e tipologie di contratto.

Cabrita sottolinea che, più è alta la quota di lavoro part-time, più l’orario medio tende a ridursi.

I lavoratori autonomi, che in genere hanno maggiore autonomia sugli orari, tendono invece a lavorare più a lungo dei dipendenti, soprattutto se a loro volta danno lavoro ad altre persone.

Conta anche la struttura economica: il peso relativo dei vari settori può influenzare l’orario medio, poiché alcuni comparti richiedono in genere turni più lunghi di altri.

Grandi differenze di orario tra i settori

I lavoratori qualificati dell’agricoltura, della silvicoltura e della pesca registrano la settimana lavorativa più lunga nell’UE, con 42 ore, seguiti dai dirigenti (40,6 ore) e dal personale delle forze armate (39,4 ore).

All’estremo opposto, i lavoratori delle professioni elementari hanno la settimana media più corta, con 31,8 ore, seguiti dal personale di supporto amministrativo (34,0 ore) e dagli addetti ai servizi e alle vendite (34,5 ore).

Vai alle scorciatoie di accessibilità
Condividi Commenti Segui Euronews su Google

Notizie correlate

Stipendi medi in Europa: i Paesi con salari più alti e più bassi

Pensioni: quali sono le fonti di reddito degli anziani in Europa?

Consorzio guidato da Airbus lancia nuovo caccia tedesco dopo il flop del FCAS