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Serbia: Vučić sfida l'UE dalla Cina e difende l'asse economico con Xi Jinping

Il presidente serbo Aleksandar Vučić.
Il presidente serbo Aleksandar Vučić. Diritti d'autore  AP Photo
Diritti d'autore AP Photo
Di Andrew Naughtie
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Il presidente serbo Vučić attacca Bruxelles da Pechino, rivendicando l'autonomia diplomatica e commerciale con la Cina, principale investitore di Belgrado. L'asse solleva forti preoccupazioni nell'UE, mentre Xi Jinping consolida il suo ruolo centrale tra Trump e Putin

Il presidente serbo Aleksandar Vučić ha assunto toni critici nei confronti dell'Unione europea durante una visita al presidente cinese Xi Jinping, denunciando i presunti tentativi di Bruxelles di impedirgli di coltivare rapporti con il principale investitore estero del suo Paese.

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Arrivato a Pechino, Vučić ha accusato l’UE di cercare di "dettare" la politica diplomatica serba, chiedendogli di astenersi da colloqui diretti con il Cremlino.

"Sarebbe meglio se mi facessero direttamente una lista dei desideri con su scritto con chi posso parlare e con chi no", ha detto in conferenza stampa.

"Allora a cosa ci serve un presidente? A cosa ci serve un governo? La Serbia è uno Stato autonomo, sovrano e indipendente e continuerà ad agire in base ai propri interessi».

Xi aveva a sua volta visitato la Serbia nel 2024, per celebrare l’accordo di libero scambio tra i due Paesi. La Cina è il principale investitore estero di Belgrado e, con l’intesa, ha accettato di ridurre drasticamente nell’arco del prossimo decennio i dazi su quasi tutte le importazioni serbe.

Il Paese è candidato all’adesione all’UE dal 2009, ma i legami del governo Vučić con Pechino sono uno dei principali motivi di attrito nel processo di integrazione. A Bruxelles c’è preoccupazione all’idea di ammettere uno Stato membro più legatoa alla Cina di qualsiasi altro governo dell’Unione.

L’accordo di libero scambio del 2024 è arrivato proprio mentre l’UE cercava di aumentare la pressione sulle importazioni di veicoli elettrici cinesi per proteggere il mercato interno del blocco. Uno sforzo che si è ulteriormente intensificato nei due anni successivi.

Xi Jinping al centro della scena?

Il viaggio di Vučić in Cina arriva dopo una serie di visite di alto profilo a Xi, tra cui quella del presidente statunitense Donald Trump, seguita da quella del presidente russo Vladimir Putin.

I colloqui tra Xi e Trump miravano ad allentare le tensioni commerciali tra Pechino e Washington, aumentate sin dall’inizio del secondo mandato di Trump alla Casa Bianca.

Dopo la visita, è stata annunciata la creazione di un consiglio commerciale per facilitare "un accordo quadro per la riduzione reciproca delle tariffe su prodotti di pari valore", che potrebbe potenzialmente ridurre o eliminare le tariffe su prodotti per un valore di circa 30 miliardi di dollari.

La visita di Putin, invece, si è conclusa con la firma di una dichiarazione congiunta sul rafforzamento della cooperazione militare. Un colpo per le speranze europee di convincere la Cina a ridurre il proprio sostegno al Cremlino nella sua invasione su larga scala dell’Ucraina.

Xi ha accolto Putin definendolo un "caro amico" e l’accordo firmato dai due leader esalta il legame "incrollabile" tra i loro Paesi e promette di mantenere "buon vicinato e cooperazione amichevole".

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