Il presidente FIFA Infantino conferma la presenza dell’Iran ai Mondiali 2026 negli Usa: “Lo sport deve restare fuori dalla politica”, nonostante le tensioni
Il presidente della FIFA, Gianni Infantino, ha dichiarato che l’Iran parteciperà “sicuramente” ai Mondiali del 2026, nonostante la guerra in corso in Medio Oriente e le crescenti tensioni internazionali.
Parlando al Forum Invest in America della CNBC, Infantino ha ribadito la posizione dell’organismo calcistico internazionale, sottolineando come la qualificazione sportiva debba restare il criterio principale. “La squadra iraniana verrà di sicuro, sì. Speriamo che per allora la situazione sia pacifica”, ha dichiarato, evidenziando il valore simbolico della partecipazione anche in un contesto geopolitico complesso.
Le dichiarazioni arrivano dopo gli attacchi aerei lanciati il 28 febbraio da Stati Uniti e Israele contro l’Iran, che hanno riacceso le tensioni e sollevato dubbi sulla presenza della nazionale iraniana al torneo. Nonostante ciò, Infantino ha insistito sul fatto che la squadra debba prendere parte alla competizione: “Rappresentano il loro popolo. Si sono qualificati. I giocatori vogliono giocare”.
Il presidente della FIFA ha inoltre raccontato di aver incontrato recentemente la nazionale iraniana ad Antalya, in Turchia, rimanendo colpito dalla qualità e dalla determinazione del gruppo. “Sono una buona squadra. Vogliono davvero giocare e dovrebbero farlo”, ha aggiunto.
Pur riconoscendo che la separazione tra sport e politica non è sempre possibile, Infantino ha rivendicato il ruolo del calcio come strumento di dialogo. “Non viviamo sulla Luna, ma sulla Terra. Ma se nessuno crede nella costruzione di ponti, allora noi stiamo facendo questo lavoro”, ha detto.
I Mondiali del 2026 si svolgeranno tra Stati Uniti, Canada e Messico. L’Iran è previsto disputi due partite della fase a gironi negli Stati Uniti, a Inglewood e Seattle.
La partecipazione iraniana resta comunque un tema sensibile: da un lato, dichiarazioni contrastanti da parte delle autorità di Teheran e dei vertici calcistici; dall’altro, le riserve espresse dal presidente americano Donald Trump, che ha sollevato preoccupazioni legate alla sicurezza. In questo scenario, la posizione della FIFA appare chiara: garantire lo svolgimento del torneo nel segno dello sport, anche in un contesto internazionale fortemente instabile.