La FIFA ha portato il prezzo massimo dei biglietti per la finale dei Mondiali a 10.990 dollari (9.533 euro) nella riapertura delle vendite di mercoledì, segnata da problemi tecnici, dopo la definizione delle 48 squadre qualificate.
Il prezzo massimo dei biglietti era di 8.680 dollari (7.529 euro) quando la FIFA ha messo in vendita i primi tagliandi dopo il sorteggio del torneo a dicembre.
Da allora i biglietti di categoria 2 per la finale sono aumentati di 1.805 dollari (1.566 euro), mentre quelli di categoria 3 sono saliti di 1.600 dollari (1.388 euro).
Mercoledì sera risultavano disponibili biglietti per 17 delle 72 partite della fase a gironi, mentre nessuna gara a eliminazione diretta era in vendita.
Prezzi dei biglietti alle stelle
La FIFA applica prezzi dinamici per il torneo. Ciò significa che il costo per i clienti può cambiare durante la procedura di acquisto in base alla domanda e alla disponibilità.
I membri democratici del Congresso degli Stati Uniti hanno scritto il 10 marzo una lettera al presidente della FIFA Gianni Infantino, sostenendo che l’uso dei prezzi dinamici per i biglietti "renderà la Coppa del Mondo 2026 la più esclusiva e inaccessibile dal punto di vista economico mai vista finora".
Euroconsumers, un’organizzazione europea per i diritti dei consumatori, e Football Supporters Europe hanno presentato il mese scorso un reclamo formale alla Commissione europea per l’impennata dei prezzi dei biglietti dei Mondiali 2026.
Per la gara d’esordio degli Stati Uniti contro il Paraguay, in serata erano disponibili solo biglietti da 2.735 dollari (2.372 euro), i posti più cari.
Non risultavano in vendita biglietti né per la partita degli americani del 19 giugno contro l’Australia, né per la sfida contro la Turchia.
Sempre mercoledì sera, per la partita inaugurale del torneo tra Messico e Arabia Saudita dell’11 giugno erano disponibili soltanto posti da 2.985 dollari (2.589 euro).
Si tratta di 630 dollari (546 euro) in più rispetto alle vendite di dicembre. E per la prima partita del Canada, il 12 giugno contro la Bosnia-Erzegovina, erano rimasti solo biglietti da 2.240 dollari (1.943 euro), con un aumento di 70 dollari (60,72 euro).
I tifosi hanno condiviso su Twitter la loro frustrazione per i prezzi dei biglietti e per le difficoltà nel processo di acquisto.
Un processo di acquisto pieno di problemi
La FIFA non ha comunicato quali partite e quali categorie di prezzo fossero disponibili, costringendo i potenziali acquirenti a cercare da soli su un sito di biglietteria che spesso richiedeva ore solo per essere raggiunto.
Alcune persone che hanno cliccato su quella che la FIFA definiva la sua "last-minute sales phase" quando le vendite si sono aperte alle 11.00 (ora della costa orientale USA) sono state reindirizzate in una coda per la "PMA late qualifier supporters sales phase", destinata a una fascia di tifosi delle sei nazionali che avevano conquistato la qualificazione martedì.
La FIFA non ha fornito spiegazioni su perché si sia verificato questo reindirizzamento, ma verso mezzogiorno ha dichiarato che i link funzionavano correttamente.
La FIFA ha inoltre precisato che non tutti i biglietti rimanenti per le 104 partite sono stati messi in vendita e che ulteriori tagliandi saranno rilasciati progressivamente.
Questa è la quinta fase di vendita dei biglietti. Secondo la FIFA, questa fase, che resterà aperta per tutta la durata del torneo, è la prima in cui è possibile acquistare un posto specifico invece di richiedere un biglietto in una determinata categoria.
A gennaio Infantino ha affermato che il numero di richieste di biglietti ricevute dalla FIFA equivaleva a "richieste per mille anni di Coppe del Mondo tutte insieme".
Non è chiaro se molte di queste richieste riguardassero posti nelle fasce di prezzo più basse.
Rivendita dei biglietti del Mondiale
Bosnia-Erzegovina, Congo, Repubblica Ceca, Iraq, Svezia e Turchia hanno completato il quadro delle qualificate ai Mondiali.
I tifosi delle squadre eliminate martedì, tra cui Italia, Polonia, Danimarca, Giamaica e Bolivia, possono provare a rivendere i biglietti che avevano già acquistato.
La FIFA gestisce inoltre un proprio mercato di rivendita, trattenendo il 15% sia dal compratore sia dal venditore.
Infantino ha difeso la quota della FIFA sulle rivendite, sostenendo che l’ente svolge un’attività commerciale legale secondo il diritto statunitense.
Alcuni Paesi europei hanno leggi che possono limitare la rivendita, imponendo che i biglietti siano ceduti al valore nominale o solo tramite partner autorizzati dagli organizzatori dell’evento.