Newsletter Newsletters Events Eventi Podcasts Video Africanews
Loader
Seguiteci
Pubblicità

Processo storico negli Usa: giuria accusa Meta e YouTube di danneggiare i giovani

Il CEO di Meta Mark Zuckerberg lascia l'aula dopo aver testimoniato in un processo sui social che creano dipendenza e danneggiano minori, mercoledì 18 febbraio 2026, a Lo
Il CEO di Meta Mark Zuckerberg lascia l'aula dopo aver testimoniato in un processo su social e danni ai minori, il 18 febbraio 2026, a Lo Diritti d'autore  AP Photo/Damian Dovarganes
Diritti d'autore AP Photo/Damian Dovarganes
Di Anna Desmarais & AP
Pubblicato il Ultimo aggiornamento
Condividi Commenti
Condividi Close Button

La giuria ha dato ragione alla querelante di 20 anni, che in aula ha raccontato di essere diventata dipendente dai social da bambina e che questa dipendenza ha aggravato i suoi problemi di salute mentale

Meta e YouTube dovranno versare a una donna di 20 anni 6 milioni di dollari (5,1 milioni di euro) di risarcimento dopo che una giuria ha stabilito che le società di social media hanno progettato le loro piattaforme per creare dipendenza tra i giovani utenti.

PUBBLICITÀ
PUBBLICITÀ

La ricorrente, indicata con le iniziali KGM, ha testimoniato in aula di aver passato fino a 16 ore al giorno sulle piattaforme social, in particolare sui servizi di Meta e su YouTube di Google, fin da bambina, e che questo ha aggravato i suoi problemi di salute mentale.

La giuria le ha dato ragione e, dopo 40 ore di testimonianze, ha chiesto un risarcimento di 3 milioni di dollari (2,54 milioni di euro).

I giurati hanno poi raccomandato ulteriori 3 milioni di dollari a titolo di danni punitivi, dopo aver stabilito che le società hanno agito con malizia, oppressione o frode nel danneggiare i minori attraverso le loro piattaforme. La decisione finale sull'ammontare complessivo del risarcimento spetta però al giudice.

Uno dei giurati ha raccontato ai giornalisti, dopo il verdetto, che la testimonianza dell'amministratore delegato di Meta, Mark Zuckerberg, non è stata "ben accolta" dalla giuria.

I giurati hanno spiegato di aver definito in questo modo l'entità delle sanzioni perché erano preoccupati di assegnare a una sola persona una somma troppo elevata, ma volevano comunque che le aziende capissero che le loro pratiche sono inaccettabili.

La causa in California è stata un "bellwether trial", cioè un processo pilota, che con ogni probabilità influenzerà il modo in cui verranno giudicate migliaia di altre cause negli Stati Uniti contro le società di social media per i danni provocati intenzionalmente.

Meta "più negligente" di YouTube, secondo la giuria

Secondo la giuria, Meta e YouTube sono state negligenti nel modo in cui hanno progettato le rispettive piattaforme e questa negligenza ha causato danni a KGM.

Ogni società sapeva che le sue piattaforme potevano essere pericolose se utilizzate da minori, ma non ha avvertito in modo adeguato di questo rischio, hanno aggiunto i giurati.

Meta è stata ritenuta maggiormente responsabile del danno subito da KGM e dovrà farsi carico del 70% dei 6 milioni di dollari, mentre YouTube pagherà il restante 30%.

Nel corso delle sei settimane di processo, i giurati hanno ascoltato le arringhe degli avvocati, gli elementi di prova e le testimonianze di Zuckerberg e di Adam Mosseri , responsabile di Instagram.

Gli avvocati di KGM hanno sostenuto che alcuni elementi di progettazione, come lo "scroll infinito", che permette agli utenti di scorrere senza sosta e di guardare video che partono automaticamente, alimentano la dipendenza dagli schermi.

Il verdetto offre una rappresentazione distorta di YouTube, "che è una piattaforma di streaming costruita responsabilmente, non un sito di social media", ha replicato Jose Castañeda, portavoce di Google, società madre di YouTube.

La salute mentale degli adolescenti è "estremamente complessa e non può essere ricondotta a una singola app", ha dichiarato Meta in un comunicato all'Associated Press.

Nel corso della causa, Meta ha sostenuto che i problemi di salute mentale di KGM fossero dovuti a una situazione familiare turbolenta, non all'uso dei suoi social network.

Gli argomenti di YouTube si sono concentrati invece sulla natura della piattaforma, che secondo la società è assimilabile alla televisione più che a un social network. I legali di YouTube hanno inoltre osservato che l'uso del servizio da parte di KGM è diminuito con il passare degli anni.

Gli avvocati di entrambe le piattaforme hanno infine richiamato le funzioni di sicurezza e i sistemi di controllo che consentono agli utenti di monitorare e personalizzare l'utilizzo.

Migliaia di cause pendenti potrebbero essere influenzate dal verdetto

Sarah Kreps, professoressa e direttrice del Tech Policy Institute della Cornell University, ha spiegato che il verdetto potrebbe orientare la soluzione di "migliaia" di altre cause pendenti negli Stati Uniti.

"Per una piattaforma di social media la preoccupazione è che, come va questa causa, così potrebbero andare anche le altre", ha detto. "Una volta ottenuto un verdetto di questo tipo in un caso, si aprono le porte a molto altro".

Peter Ormerod, professore associato di diritto alla Villanova University, ha definito il verdetto "uno sviluppo di portata storica".

Ha però precisato che il pubblico non deve aspettarsi di vedere cambiamenti immediati sulle piattaforme, perché questo caso è "solo un passo in una saga molto più lunga".

"Non credo si tratti di una vittoria inequivocabile e penso che ci sia ancora molta strada da fare prima di arrivare a qualcosa di paragonabile all'accordo globale a cui spesso si fa riferimento nelle controversie sul tabacco e sugli oppioidi", ha aggiunto.

Perché si producano cambiamenti significativi, ha affermato Ormerod, Meta e Google dovranno con ogni probabilità perdere i ricorsi e altri processi pilota come questo.

È la seconda decisione sfavorevole per Meta in una settimana: una giuria del New Mexico ha imposto al gruppo una sanzione da 375 milioni di dollari (317 milioni di euro), dopo aver stabilito che la piattaforma ha danneggiato consapevolmente la salute mentale dei minori e ha nascosto informazioni sullo sfruttamento sessuale dei bambini.

Nella decisione, emessa martedì, si afferma che Meta ha adottato pratiche commerciali "riprovevoli", sfruttando in modo scorretto le vulnerabilità e l'inesperienza dei minori.

Più di 40 procuratori generali statali hanno intentato cause contro Meta, sostenendo che contribuisce alla crisi di salute mentale tra i giovani progettando deliberatamente funzioni di Instagram e Facebook pensate per creare dipendenza.

Vai alle scorciatoie di accessibilità
Condividi Commenti

Notizie correlate

"Un tentativo di affossare Anthropic": giudice USA dubita del divieto contro l'azienda IA

OpenAI chiude all'improvviso l'app video Sora dopo le polemiche su deepfake e contenuti AI

Tribunale Usa: Meta ha danneggiato consapevolmente la salute mentale dei minori