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Strage di Crans-Montana: Moretti in libertà, scontro tra Italia e Svizzera

Candele per le vittime dell'incendio a Crans-Montana
Candele per le vittime dell'incendio a Crans-Montana Diritti d'autore  Copyright 2026 The Associated Press. All rights reserved
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Di Euronews
Pubblicato il Ultimo aggiornamento
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Il Tribunale di Sion ha disposto la scarcerazione di Jacques Moretti nonostante il parere contrario della Procura. Il governo italiano annuncia che chiederà spiegazioni formali alle autorità svizzere. Cassis: "Seguiamo con attenzione", poi la critica dal presidente Parmelin

Il Tribunale delle misure coercitive di Sion ha disposto la scarcerazione di Jacques Moretti, proprietario del Constellation di Crans-Montana, il locale dove durante i festeggiamenti di Capodanno hanno perso la vita 40 persone e altre 116 sono rimaste ferite.

L’uomo, che risulta indagato insieme alla moglie Jessica Maric per omicidio, lesioni e incendio colposi, ha ottenuto la libertà dopo il pagamento di una cauzione di 200 mila franchi versata da un suo amico stretto che ha chiesto di rimanere anonimo.

La decisione del tribunale ha scatenato uno scontro a distanza tra le autorità italiane e quelle elvetiche, portando al richiamo dell'ambasciatore italiano in Svizzera da parte di Roma.

Perché è stato scarcerato Moretti

Secondo quanto si legge nelle motivazioni del tribunale, la decisione è stata presa a seguito di una nuova valutazione del rischio di fuga e dopo aver esaminato l’origine dei fondi e la natura dei rapporti tra l'imputato e chi ha versato la cauzione. Nonostante la Procura generale del Vallese avesse richiesto l'imposizione del braccialetto elettronico, i giudici non lo hanno ritenuto necessario, applicando invece le cosiddette misure classiche.

Moretti avrà l'obbligo di presentarsi quotidianamente presso un posto di polizia, non potrà lasciare il territorio elvetico e ha dovuto depositare tutti i documenti d'identità e di soggiorno presso il ministero Pubblico.

Dura reazione da parte del governo di Roma

La notizia ha scatenato una durissima reazione istituzionale a Roma. La presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, si è detta indignata, definendo il provvedimento un oltraggio alla memoria delle vittime e un insulto alle loro famiglie. La premier ha inoltre annunciato che il governo italiano chiederà ufficialmente conto della decisione alle autorità svizzere.

Sulla stessa linea il vicepremier e ministro degli Esteri, Antonio Tajani, che ha affidato ai social e a una successiva dichiarazione a Napoli il suo sdegno. Il ministro ha descritto la scarcerazione come un atto che non tiene conto del lutto e del dolore profondo condiviso con il popolo italiano, aggiungendo che, se fosse stato per lui, non avrebbe mai concesso la libertà su cauzione poiché si tratta di una scelta che lascia molto a desiderare.

Al coro di proteste si uniscono le voci straziate dei familiari delle vittime e dei feriti italiani. I genitori di Riccardo Minghetti, uno dei giovani deceduti nel locale, hanno definito la decisione una vergogna per i propri figli, dichiarandosi sconcertati dall'accaduto. Anche il legale Alessandro Vaccato, che assiste la famiglia di un'altra vittima, Emanuele Galeppini, ha espresso forte sconcerto, sottolineando come questa scarcerazione lasci la difesa interdetta e richieda un intervento immediato affinché non si prosegua in questa direzione.

Tajani richiama l'ambasciatore Cornado

Il ministro Tajani ha poi fatto sapere sabato di aver richiamato l'ambasciatore italiano in Svizzera. "Con la presidente del Consiglio e abbiamo deciso di richiamare immediatamente l’ambasciatore Gian Lorenzo Cornado in Italia per avere ulteriori informazioni e valutare i prossimi passi”, ha detto il ministro aggiungendo che prima del rientro l’ambasciatore incontrerà la procuratrice svizzera che segue l’inchiesta.

"Quanto accaduto ci ha profondamente indignati, non solo come governo ma come Paese”, ha aggiunto il ministro e ha concluso: "Qui non si tratta di garantismo, ma di fatti oggettivi”.

Procuratrice difende il suo operato, Cassis: "Vogliamo anche noi chiarezza"

La procuratrice del cantone del Valais Beatrice Pilloud, incaricata delle indagini sulla strage, ha commentato con le reti svizzere le accuse rivolte dal governo italiano e ha confermato di essere stata contattata dall'ambasciatore italiano. "Ho spiegato che non si tratta di una mia scelta, ma di una decisione del Tribunale delle misure coercitive. Gli ho inoltre consigliato di prendere contatto con il tribunale, oppure con le autorità federali, il Consiglio federale o l'Ufficio federale di giustizia", ha detto la procuratrice e ha aggiunto: "Non voglio provocare un incidente diplomatico tra i due Paesi. Non cederò a un'eventuale pressione delle autorità italiane, per cui ho consigliato all'ambasciatore di rivolgersi alle autorità politiche svizzere".

Nel frattempo il vicepresidente della Confederazione svizzera Ignazio Cassis ha pubblicato un post in italiano su X per commentare la vicenda e lo scontro con Roma:"Come l’Italia**, anche la Svizzera piange le 40 vittime** e i tanti feriti della tragedia di Crans-Montana. Capiamo il dolore, perché è anche il nostro dolore. Vogliamo chiarezza".

"Seguiamo con attenzione il lavoro della giustizia del canton Vallese. Ne ho discusso oggi con il collega Antonio Tajani e abbiamo ribadito la volontà di Svizzera e Italia di sostenersi reciprocamente in questa tragedia comune", ha aggiunto.

Alle parole di Cassis ha fatto eco il presidente della Confederazione Parmelin. "Possiamo comprendere l'indignazione, ma in Svizzera abbiamo procedure diverse da quelle italiane. In Svizzera vige la separazione dei poteri e deve essere rispettata", ha detto Parmelin a margine di un incontro dei delegati dell'Udc a Nafels, nel Canton Glarona.

Secondo il presidente, la magistratura deve condurre le indagini in modo trasparente e poi ha detto: "Se sono stati commessi errori, devono essere previste sanzioni". "La politica non può interferire", ha concluso dicendo poi di essere in contatto con Giorgia Meloni.

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