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Ritardi EES, Wizz Air ai britannici: arrivate negli scali europei 3 ore prima del volo

Da quando è entrato in vigore l'EES, le code negli aeroporti dell'UE si sono notevolmente allungate.
Da quando l’EES è entrato in vigore, le code negli aeroporti dell’UE si sono allungate sensibilmente. Diritti d'autore  Paul Cuoco/Unsplash
Diritti d'autore Paul Cuoco/Unsplash
Di Saskia O'Donoghue
Pubblicato il Ultimo aggiornamento
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La low cost Wizz Air invita i passeggeri ad arrivare in aeroporto con tre ore di anticipo: i nuovi controlli UE alle frontiere provocano lunghe code e alcuni viaggiatori hanno perso il volo, alimentando timori per l’estate.

I viaggiatori britannici che quest’estate rientreranno in patria dall’Europa potrebbero dover affrontare attese molto più lunghe negli aeroporti, con Wizz Air che avverte i passeggeri di arrivare fino a tre ore prima della partenza, mentre i nuovi controlli di frontiera post-Brexit continuano a provocare disagi.

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La compagnia low cost afferma che alcuni viaggiatori hanno già perso il volo a causa delle lunghe code ai controlli passaporti, legate al sistema europeo di ingressi/uscite (EES), che obbliga i visitatori non UE a registrare i dati biometrici quando entrano ed escono dallo spazio Schengen.

In tutta Europa gli aeroporti confermano code importanti, che stanno peggiorando con l’avvicinarsi dell’alta stagione estiva.

La Commissione europea ha ripetutamente affermato che l’EES funziona bene nella maggior parte dei punti di frontiera, ma molte compagnie aeree e molti aeroporti stanno incontrando difficoltà proprio a causa del nuovo sistema.

Il sistema prevede che i viaggiatori provenienti da Paesi extra UE – compreso il Regno Unito, da quando la Brexit è entrata in vigore – debbano registrare i propri dati biometrici, comprese le impronte digitali, quando entrano in molti Paesi dello spazio Schengen. Queste informazioni vengono poi nuovamente verificate all’uscita.

Da ottobre dello scorso anno sono stati registrati quasi 80 milioni di ingressi e uscite di questo tipo, con 35 mila casi di rifiuto d’ingresso.

Da metà aprile di quest’anno l’EES dovrebbe essere pienamente operativo a tutte le frontiere della zona Schengen di libera circolazione, compresi gli aeroporti, ma l’attuazione non è stata affatto semplice.

Si sono registrate lunghe code nelle principali mete turistiche, in particolare in Spagna, Portogallo e Francia, e la Grecia ha praticamente sospeso i controlli per i cittadini britannici per ridurre il caos.

Yvonne Moynihan, direttrice generale di Wizz Air per il Regno Unito, ha dichiarato alla BBC (fonte in inglese) che l’impatto dell’EES è «frammentato in tutta Europa» e che, sebbene in alcuni luoghi il sistema funzioni senza particolari problemi, la compagnia continuerà a raccomandare ai passeggeri di prepararsi a lunghe attese e di arrivare tre ore prima, invece delle due abituali.

Ha aggiunto di consigliare ai passeggeri di «portare un caricatore portatile o dell’acqua» nel caso restino bloccati in code più lunghe del normale e di prevedere più tempo in caso di voli in coincidenza.

Potrebbe essere un’estate di caos per i viaggi?

A condividere questa valutazione è ACI Europe, l’organizzazione di categoria degli aeroporti.

All’emittente britannica l’organizzazione ha spiegato che i passeggeri dovrebbero presentarsi in aeroporto nei tempi indicati dalla propria compagnia, ma che il caos legato all’EES sta provocando code fino a tre ore e mezza.

L’associazione ha aggiunto che, sebbene alcuni scali sospendano parzialmente l’EES nei momenti di maggiore affluenza, si aspetta che la situazione «peggiori ulteriormente» e «diventi ingestibile» con l’arrivo del picco estivo.

Tutto ciò avviene mentre il conflitto che coinvolge l’Iran sta creando problemi di approvvigionamento di carburante per aerei e spinge i viaggiatori a essere più prudenti, con alcuni che aspettano fino all’ultimo momento per prenotare i voli a causa dell’incertezza.

Moynihan afferma che Wizz Air registra un aumento delle prenotazioni all’ultimo minuto e insiste sul fatto che i passeggeri «dovrebbero sentirsi tranquilli nel prenotare» le proprie vacanze estive, un sentimento condiviso anche da altri dirigenti del settore, tra cui quelli di EasyJet e Jet2.

Tuttavia, la numero uno di Wizz Air UK ha assicurato che i fornitori si sono adeguati, non si prevedono carenze e non sono attesi tagli all’operativo della compagnia.

Le tariffe probabilmente aumenteranno in futuro se i prezzi del petrolio resteranno elevati. Nel breve periodo, però, secondo Moynihan i vettori possono ridurre i costi in altri ambiti.

I viaggiatori britannici non devono fare i conti solo con le lunghe code in aeroporto: è emerso che un cittadino su cinque quest’anno non può permettersi una vacanza.

Un nuovo sondaggio su 2 mila britannici condotto da SumUp e YouGov ha rivelato che l’aumento vertiginoso dei costi ha spinto il 30% a rinviare le ferie e che il 9% accorcia la durata dei viaggi per risparmiare.

Rilevazioni YouGov in altri Paesi europei mostrano risultati simili, con Francia, Germania, Italia e Spagna tutte nella fascia tra il 18% e il 21% per quanto riguarda il problema dell’accessibilità economica.

A chi si applica l’EES e chi è esentato?

L’EES si applica ai cittadini di Paesi non appartenenti all’UE e allo spazio Schengen che si recano in Stati Schengen o dell’UE per brevi soggiorni fino a 90 giorni in un periodo di 180 giorni.

Ne fanno parte i cittadini britannici, così come i viaggiatori esentati dal visto, indipendentemente dal fatto che viaggino per turismo o per affari. Il sistema si applica anche a chi possiede una proprietà nell’UE ma non ha un permesso di soggiorno.

Irlanda e Cipro sono però esentate dall’uso dell’EES, il che significa che continueranno a effettuare controlli manuali dei passaporti.

Alcune categorie di persone sono anch’esse esentate dall’EES. È il caso dei cittadini degli Stati membri dell’UE e Schengen, così come di chi è in possesso di visti di lunga durata o permessi di soggiorno rilasciati da questi Paesi, comprese le persone di nazionalità extra UE.

L’esenzione riguarda anche i familiari di cittadini dell’UE che possiedono una carta di soggiorno di uno di questi Paesi, oltre ai residenti in possesso di validi permessi di traffico frontaliero locale.

Sono esclusi inoltre i membri degli equipaggi di treni e aerei in servizio su rotte internazionali, così come il personale delle forze armate e i loro familiari impegnati in missioni nell’ambito del Partenariato per la Pace o della NATO.

Sono previste inoltre alcune esenzioni per le escursioni giornaliere delle crociere che iniziano e terminano fuori dallo spazio Schengen.

Anche i cittadini di Andorra, San Marino, Città del Vaticano e Monaco sono esclusi dall’applicazione del sistema.

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