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"Social jet lag": orari di sonno sfasati alimentano l'ansia negli adolescenti

Orari di sonno sfasati potrebbero alimentare l'ansia negli adolescenti.
Orari di sonno sfasati potrebbero alimentare l'ansia negli adolescenti. Diritti d'autore  Cleared/Canva
Diritti d'autore Cleared/Canva
Di Marta Iraola Iribarren
Pubblicato il Ultimo aggiornamento
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Gli adolescenti che dormono a orari molto diversi nei giorni di scuola e nel fine settimana potrebbero avere maggiori probabilità di soffrire di ansia, secondo un nuovo studio.

Con l'inizio della scuola e il ritorno a una routine "normale", molti adolescenti faranno fatica ad alzarsi presto dopo un'estate di lunghe dormite e orari di vacanza irregolari. Per tutto l'anno scolastico gli studenti aspettano il fine settimana sperando di recuperare le ore di sonno perse nei giorni di scuola, uno schema che i ricercatori chiamano 'jet lag sociale'.

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Proprio questo 'jet lag sociale' potrebbe incidere negativamente sulla salute mentale dei giovani, secondo un nuovo studio (fonte in inglese) dell'Università di Southampton, nel Regno Unito. E dato che durante l'adolescenza il sonno cambia anche dal punto di vista biologico, affrontare in modo mirato i bisogni di sonno dei ragazzi e persino rivedere l'orario di inizio delle lezioni potrebbe essere una possibile soluzione, sostengono i ricercatori.

La revisione ha preso in esame 12 studi, per oltre 230.000 partecipanti, e ha rilevato che gli adolescenti con livelli più elevati di 'jet lag sociale' tendono a riferire livelli di ansia più alti. Sembra un circolo vizioso: livelli di ansia più alti, a loro volta, anticipano un 'jet lag sociale' più marcato. Gli autori sottolineano però che si tratta di un'associazione statistica e non di un rapporto di causa-effetto dimostrato.

Questi risultati, scrivono gli autori, mettono in luce l'importanza di strategie comportamentali che puntano a un sonno sano e regolare, come strumento per migliorare la salute mentale in adolescenza.

L'ansia è già il problema di salute mentale più diffuso tra gli adolescenti. L'Organizzazione mondiale della sanità stima che, a livello globale, il 4,4% dei 10–14enni e il 5,5% dei 15–19enni soffra di un disturbo d'ansia, cioè di una paura o di una preoccupazione intensa e persistente, difficile da controllare.

Un dato preoccupante, perché le difficoltà di salute mentale in adolescenza possono avere ripercussioni anche più avanti nella vita. Da qui la necessità di una diagnosi precoce e di interventi tempestivi.

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Perché l'orologio biologico degli adolescenti si sposta

Ognuno di noi ha un proprio cronotipo, cioè tende a essere più mattiniero o più nottambulo. In genere questo rimane stabile per tutta la vita, ma gli autori rilevano che nell'adolescenza si verifica un netto slittamento verso orari più serali.

"Durante la pubertà l'orologio interno del corpo di solito si sposta indietro di alcune ore. Questo significa che gli adolescenti, in modo naturale, non iniziano ad avere sonno fino a più tardi e idealmente si sveglierebbero anche più tardi", ha dichiarato Sarah Chellappa, coautrice dello studio dell'Università di Southampton.

"Gli adolescenti devono anche far fronte a molte richieste di tempo, dagli ingressi a scuola al mattino presto alla socialità online, che finisce per togliere ore al sonno, soprattutto durante la settimana", ha aggiunto.

Lo scontro tra questa tendenza e gli inizi di giornata molto anticipati crea una 'tempesta perfetta' per un disallineamento del ritmo circadiano, quando l'orologio interno del corpo non è più in sintonia con l'orario esterno.

"È importante andare oltre ciò che i singoli possono fare da soli e riconoscere come i sistemi sociali più ampi influenzino il sonno", ha affermato Hannah Ravenhall, autrice principale dello studio.

"Tutto parte dal riconoscere i cambiamenti biologici del sonno che avvengono in adolescenza, dal farsi portavoce dei loro bisogni di sonno e dal riconsiderare gli orari di inizio delle scuole secondarie, per sostenere il benessere dei giovani", ha aggiunto.

Secondo gli autori, è fondamentale che le raccomandazioni di sanità pubblica promuovano la salute del sonno tra gli adolescenti e sottolineino l'importanza di andare a dormire e svegliarsi a orari regolari.

In pratica ciò potrebbe tradursi in scuole che rivedono l'orario di inizio delle lezioni e in genitori che ripensano le regole sull'uso degli schermi alla sera. Piccoli cambiamenti strutturali che, sostengono i ricercatori, potrebbero fare di più per la salute mentale degli adolescenti rispetto al semplice dire loro di "andare a letto prima".

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