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Laser, la chiave per una navigazione tipo GPS sulla Luna?

Alcuni scienziati hanno proposto di costruire laser estremamente stabili nei crateri più oscuri della Luna.
Alcuni scienziati hanno proposto di costruire laser estremamente stabili nei crateri più bui della Luna. Diritti d'autore  Canva
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Di Roselyne Min
Pubblicato il
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I crateri permanentemente in ombra interessano da tempo gli scienziati. Un nuovo sistema laser potrebbe aiutare le future navicelle a navigare sulla Luna in maggiore sicurezza?

Alcuni scienziati propongono di costruire laser estremamente stabili nei crateri più bui della Luna, per aiutare le future navicelle spaziali a orientarsi e a misurare il tempo con maggiore precisione, secondo un nuovo studio (fonte in inglese).

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Un gruppo di ricercatori del Jet Propulsion Laboratory della NASA e del National Institute of Standards and Technology, negli Stati Uniti, ha proposto, in uno studio pubblicato su una rivista scientifica con revisione paritaria, di collocare un piccolo dispositivo di silicio all'interno di uno dei crateri in ombra permanente della Luna per stabilizzare la luce laser.

Una volta stabilizzato, il laser potrebbe essere usato come segnale di riferimento per il tempo e la navigazione nelle future missioni lunari.

Secondo gli scienziati, questo potrebbe aiutare le navicelle ad atterrare in sicurezza, sostenere un sistema simile al GPS sulla Luna e migliorare le comunicazioni tra i satelliti.

Perché i crateri più bui della Luna?

I crateri in ombra permanente interessano da tempo gli scienziati, perché potrebbero contenere ghiaccio d'acqua e altre risorse necessarie alle future missioni lunari.

Ma sono anche difficili da studiare, perché ricevono poca o nessuna luce solare. Questo rende complessi l'atterraggio, gli spostamenti e l'osservazione diretta.

Lo studio propone di calare in uno di questi crateri un piccolo dispositivo di silicio, chiamato cavità ottica, per stabilizzare un laser controllando la luce che lo attraversa.

Il dispositivo funziona riflettendo la luce tra due specchi. Perché il fascio laser resti stabile, la distanza tra questi specchi deve rimanere quasi perfettamente costante.

I ricercatori affermano che il freddo estremo all'interno dei crateri aiuterebbe a ottenere questo risultato.

Poiché il silicio si dilaterebbe o si contrarrebbe pochissimo a temperature così basse, il segnale laser potrebbe restare molto più stabile che sulla Terra.

I ricercatori ritengono inoltre che una rete di questi laser potrebbe aiutare a rilevare minuscole variazioni di distanza tra oggetti sulla Luna, aprendo potenzialmente nuove strade per studiare la gravità e lo spazio-tempo.

Il team sostiene che la tecnologia potrebbe essere testata prima in orbita bassa terrestre, per poi essere installata sulla superficie lunare entro i prossimi anni.

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