L'azienda ritiene che le IA diventeranno presto più intelligenti degli esseri umani, con effetti drastici sul lavoro, sulla vita quotidiana e sul sistema fiscale.
OpenAI sollecita i governi a ripensare le fondamenta dell’economia. Nel mirino ci sono il modo in cui le persone lavorano, guadagnano e pagano le tasse, mentre la transizione verso l’intelligenza artificiale (IA) avanza.
L’azienda ha illustrato alcune “prime idee” in un documento programmatico pubblicato lunedì, per attenuare le perturbazioni che l’IA sta causando agli Stati Uniti e all’economia globale.
Tra le principali misure suggerite c’è la creazione di un fondo patrimoniale pubblico che consenta a tutti i cittadini di partecipare alla crescita economica trainata dall’IA. Secondo il documento, il fondo potrebbe investire in attività diversificate e di lungo periodo, che intercettino la crescita sia delle aziende dell’IA sia delle imprese più ampie che adottano e utilizzano queste tecnologie, riversando poi i rendimenti direttamente ai cittadini.
I governi dovrebbero inoltre incentivare le imprese a introdurre progetti pilota di settimana lavorativa di quattro giorni, “senza perdita di salario”, come modo per compensare l’aumento di produttività generato dall’uso dell’IA, ha aggiunto la società.
Secondo il rapporto, i legislatori dovrebbero anche valutare una modernizzazione del sistema fiscale statunitense, spostando il carico dalle imposte sul reddito da lavoro a quelle sui redditi societari e sulle plusvalenze, così da proteggere un gettito minacciato da una possibile ondata di perdite di posti legate all’IA e dalle ricadute sulle prestazioni sociali. I governi potrebbero inoltre prendere in considerazione un’imposta specifica quando un’azienda utilizza lavoro automatizzato al posto della manodopera umana.
Il documento propone inoltre di trasformare sistemi di welfare come le pensioni e l’accesso all’assistenza sanitaria in “conti portabili”, che seguano le persone nei cambi di lavoro, tra settori diversi e nelle attività imprenditoriali.
Non è la prima volta che OpenAI, o gli amministratori delegati di altre aziende dell’IA, avanzano proposte per attenuare l’impatto della crescita dell’intelligenza artificiale sul mercato del lavoro.
Leader del settore tecnologico, tra cui Elon Musk di xAI e Sam Altman di OpenAI, sostengono l’introduzione di un reddito di base universale, ritenuto sempre più necessario in un mondo in cui il lavoro tradizionale viene sostituito dall’IA.
Altri, come Jensen Huang di Nvidia ed Eric Yuan di Zoom, hanno invece appoggiato l’idea di una settimana lavorativa di quattro o addirittura tre giorni, alla luce dei guadagni di produttività garantiti dall’IA.
A gennaio il CEO di Anthropic, Dario Amodei, ha firmato un lungo saggio in cui avverte che la IA superintelligente, in grado di superare le capacità umane e difficile da controllare, rappresenta una “ricetta per un pericolo esistenziale”.
In quel saggio ha indicato, tra le soluzioni principali, il controllo delle esportazioni di tecnologie chiave, come i chip a semiconduttore utilizzati per l’addestramento dei modelli linguistici di grandi dimensioni (LLM).
Ha inoltre chiesto leggi sulla trasparenza che obblighino le aziende dell’IA a rendere pubbliche le modalità con cui indirizzano il comportamento dei loro modelli.