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Commissario Ue all'Economia: niente ritorno a gas e petrolio russi nonostante la crisi

Valdis Dombrovskis, commissario europeo per l'Economia e la Produttività
Valdis Dombrovskis, commissario europeo per l'Economia e la Produttività Diritti d'autore  Euronews
Diritti d'autore Euronews
Di Angela Skujins & Maria Tadeo
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In un'intervista esclusiva, il commissario europeo all'Economia Valdis Dombrovskis accusa la Russia di sfruttare la crisi in Medio Oriente per aumentare i profitti energetici e avverte: l'Ue non allenterà le sanzioni per ottenere petrolio o gas a prezzi più bassi

Il commissario europeo all'Economia Valdis Dombrovskis ha dichiarato, in un'intervista esclusiva a Euronews, che l'Ue "non dovrebbe" fare affidamento sui combustibili fossili e sul gas russi a basso costo per attenuare la crisi energetica ancora in corso.

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"Semmai, dobbiamo rafforzare le sanzioni contro la Russia, non allentarle, perché in realtà la Russia è un Paese che trae beneficio da questo conflitto in Medio Oriente e dai prezzi elevati dell'energia, ottenendo profitti straordinari consistenti. Non dovremmo quindi agevolarla ulteriormente", ha dichiarato Dombrovskis al programma Europe Today di Euronews.

Martedì il governo britannico ha pubblicato una licenza a tempo indeterminato che consente l'importazione di diesel e cherosene per aerei prodotti, in altri Paesi come Turchia e India, a partire da petrolio greggio russo acquistato a prezzi scontati.

Un'altra licenza permette inoltre di stipulare contratti di servizi a breve termine con i progetti russi Sakhalin-2 e Yamal Lng fino al gennaio 2027.

Mentre l'Ucraina e i suoi alleati sono rimasti colti di sorpresa dall'annuncio, una mossa insolita da parte di Londra dato che il primo ministro Keir Starmer è rimasto uno dei più convinti sostenitori di Kiev, il numero 10 di Downing Street ha minimizzato l'episodio, parlando di semplice problema di comunicazione.

Alla domanda se l’Ue possa fare marcia indietro su alcune delle sanzioni contro petrolio e gas russi per sostenere le famiglie alle prese con bollette energetiche sempre più elevate, Valdis Dombrovskis ha escluso questa possibilità, affermando che esiste una “decisione strategica” di continuare ad allontanarsi da Mosca.

"Già nel 2022 abbiamo visto che la Russia ha cercato di usare le sue forniture di combustibili fossili come strumento di ricatto e di manipolazione. Abbiamo pagato un prezzo economico molto alto per questa dipendenza dalla Russia, quindi non avrebbe senso tornare a quella situazione", ha affermato.

Le previsioni indicano un indebolimento dell'economia europea quest'anno. La guerra in Iran e le tensioni persistenti in Medio Oriente hanno innescato la seconda crisi energetica più grave degli ultimi cinque anni, dopo l'invasione russa dell'Ucraina.

Dombrovskis ha affermato che non c'è il rischio che l'Europa piombi nei blackout, un timore emerso durante la crisi energetica del 2022.

I legislatori europei stanno spingendo per vietare formalmente tutte le restanti forniture di gas russo entro il 2027 e per eliminare in via definitiva le importazioni di petrolio prima del previsto.

Il dilemma di Roma

Lunedì la presidente del Consiglio italiana Giorgia Meloni ha sollecitato l'Ue a trattare la crisi energetica come un'emergenza di difesa e ad allentare le regole di bilancio alla luce dell'aumento dei costi dell'energia.

In una lettera inviata lunedì alla presidente della Commissione Ursula von der Leyen e visionata da Euronews, Meloni ha scritto che l'Ue dovrebbe mostrare sul fronte energetico lo stesso "coraggio politico" dimostrato in materia di difesa.

"Se riteniamo giustamente che la difesa sia una priorità strategica tale da giustificare l'attivazione della clausola di salvaguardia nazionale, allora dobbiamo avere il coraggio politico di riconoscere che oggi anche la sicurezza energetica è una priorità strategica europea", si legge nella lettera.

Dombrovskis ha spiegato che l'Ue sta "valutando opzioni di politica economica" a sostegno di Roma, ma che questo sostegno dovrà essere "temporaneo e mirato".

"Stiamo certamente ascoltando le preoccupazioni degli Stati membri e valutando una risposta politica adeguata", ha aggiunto.

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