La direttiva UE sul diritto alla riparazione punta a obbligare i produttori a sistemare i tuoi dispositivi elettronici e a ridurre 35 milioni di tonnellate di rifiuti da apparecchi guasti. Guarda il video!
Ogni anno gli europei buttano via milioni di tonnellate di rifiuti elettronici, molti dei quali potrebbero essere riparati. La direttiva europea sul diritto alla riparazione (Right to Repair), approvata quest'estate, si applica a tutti i 27 Paesi membri e spinge i produttori a rendere le riparazioni più semplici della sostituzione.
Con le nuove norme, scegliere la riparazione durante la garanzia legale del prodotto estende la copertura di almeno 12 mesi. Una volta scaduta la garanzia, i produttori devono comunque riparare su richiesta alcuni beni, tra cui lavatrici, lavastoviglie, frigoriferi, TV, telefoni, tablet, aspirapolvere, asciugatrici, server, apparecchiature per la saldatura e batterie per e-bike ed e-scooter.
Le aziende non possono più rifiutare la riparazione solo perché i ricambi sono costosi, perché un laboratorio indipendente ha aperto il dispositivo o perché il proprietario ha provato a ripararlo da solo. Possono rifiutarsi soltanto se la riparazione è davvero impossibile. I clienti insoddisfatti possono presentare reclamo alle autorità nazionali, che devono applicare sanzioni "efficaci, proporzionate e dissuasive".
Le riparazioni non saranno gratuite. I produttori potranno continuare a chiedere prezzi ragionevoli per ricambi e manodopera. Per aiutare i consumatori a confrontare le offerte, Bruxelles introdurrà un modulo standard con le informazioni sulla riparazione e, dal 2027, una piattaforma online gratuita dedicata alle riparazioni.
Per ora sono esclusi laptop, console e mobili, ma l'elenco è destinato ad ampliarsi.