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Fitch pronta a svelare il rating sulla Francia: "statu quo più probabile"

Il verdetto di Fitch arriverà questa sera.
Il verdetto di Fitch sarà reso noto questa sera. Diritti d'autore  AP Photo/Henny Ray Abrams, File; Ludovic Marin/Pool via AP
Diritti d'autore AP Photo/Henny Ray Abrams, File; Ludovic Marin/Pool via AP
Di Alexander Kazakevich
Pubblicato il Ultimo aggiornamento
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L'agenzia aveva abbassato il rating della Francia nel settembre 2025, poi lo aveva confermato nel marzo 2026. Nonostante prospettive peggiorate, Fitch potrebbe attendere le presidenziali prima di irrigidire la propria posizione, secondo gli esperti sentiti da Euronews.

Per il governo Lecornu, restare a galla sarebbe già un sollievo. Questo venerdì, a un mese dal deposito del disegno di legge di bilancio 2027 all'Assemblea nazionale, Fitch si pronuncerà sul rating sovrano della Francia.

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L'agenzia assegna per ora il rating A+ alla seconda economia dell'UE, con una prospettiva stabile. Il Paese ha perso il doppio A nel settembre 2025, quando Fitch ha sanzionato l'instabilità politica, in un contesto post-dissoluzione segnato dalla brevissima durata dei governi Barnier e Bayrou, rimasti al potere rispettivamente 99 e 270 giorni. Questa valutazione è stata confermata a marzo 2026.

Interpellato da Euronews, Hadrien Camatte, economista senior per Francia, Belgio e area euro presso Natixis CIB, scommette su uno status quo, "lo scenario più probabile", anche se "un passaggio a una prospettiva negativa non può essere escluso".

"È il primo impatto concreto dell'estate orribile che abbiamo vissuto"

Da marzo, spiegano Hadrien Camatte e il suo collega stratega sui tassi Théophile Legrand, l'ambiente macroeconomico si è in parte deteriorato. I due esperti segnalano in particolare una revisione al ribasso delle previsioni di crescita per il 2026, "sulla scia della guerra in Medio Oriente". Mentre a marzo Fitch puntava su una crescita dell'1% nel 2026, il governo aveva nello stesso momento abbassato la sua previsione allo 0,7%, mentre Natixis CIB anticipava una crescita dello 0,6%.

Questo venerdì mattina, sono arrivati i nuovi dati (fonte in francese): il PIL francese è rimasto invariato nel secondo trimestre, a 0,0%, invece del lieve rimbalzo dello 0,2% annunciato inizialmente dall'Insee. A pesare è in particolare "la situazione ancora più deteriorata della produzione agricola rispetto alle informazioni disponibili a fine luglio", precisa l'Insee.

"È il primo impatto concreto dell'estate orribile che abbiamo vissuto", ha reagito questa mattina il ministro dell'Economia Roland Lescure alle Universités d'été de l'économie de demain, evocando le ondate di calore ripetute e la siccità.

Per il deficit, Fitch punta su un 4,9% del PIL, un livello vicino all'obiettivo fissato dal governo, al 5%. Natixis CIB prevede invece il 5,1%. Secondo Hadrien Camatte e Théophile Legrand, questi livelli "non lasciano alcun margine di manovra di bilancio per ridurlo nei prossimi anni".

Il debito pubblico dovrebbe continuare ad aumentare almeno fino al 2030, in un contesto di forte crescita dell'onere degli interessi, sottolineano i due esperti.

"Si tratta di un punto cruciale per l'agenzia di rating", che a marzo aveva avvertito (fonte in francese) che uno dei principali fattori in grado di influenzare il rating sarebbe "un aumento duraturo del rapporto debito pubblico/PIL nel medio termine, dovuto all'incapacità di attuare misure di consolidamento di bilancio o a un incremento persistente dei costi di finanziamento", spiegano a Euronews.

Orizzonte di bilancio e politico oscurato

"Il prossimo ciclo di bilancio si preannuncia particolarmente complicato per ridurre il deficit, mentre l'avvicinarsi dell'elezione presidenziale dovrebbe accentuare la volatilità politica", affermano gli analisti di Natixis CIB.

Ritengono tuttavia che Fitch potrebbe mostrare pazienza: "il ciclo di bilancio non è ancora iniziato e i principali rischi potrebbero concretizzarsi maggiormente nel 2027".

Il primo ministro Sébastien Lecornu prevede di presentare il bilancio 2027 già il 30 settembre, con l'avvio del dibattito parlamentare a ottobre.

Jean-Luc Mélenchon ha già annunciato che il suo movimento, La France insoumise (LFI), presenterà una mozione di censura contro il nuovo bilancio.

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