I Paesi frugali dell'Ue si sono riuniti a Berlino per confermare la volontà di tagliare il bilancio dell'Unione europea. Ma restano divisi sull'entità, mentre i negoziati entrano in una fase cruciale
Germania, Austria, Danimarca, Finlandia, Paesi Bassi e Svezia vogliono ridurre il bilancio pluriennale dell'Unione europeaproposto per il periodo 2027-2034, ma non hanno ancora trovato un accordo sull'entità dei tagli.
Il cancelliere tedesco Friedrich Merz ha ospitato giovedì a Berlino i leader di Helsinki, Vienna e Copenaghen per un pranzo di lavoro dedicato proprio al tema. I primi ministri dei Paesi Bassi e della Svezia hanno partecipato in videoconferenza. L'incontro dei cosiddetti "frugali", Paesi contributori netti molto attivi nel dibattito sulla questione del bilancio europeo, aveva l'obiettivo di ribadire la richiesta comune di ridurre l'ammontare complessivo.
Ma anche questa volta non si è arrivati a un accordo su una cifra concreta: "Continueremo a gestire la questione come gruppo. Su questo oggi abbiamo trovato un'intesa, perché condividiamo l'interesse a difendere realismo e riforme in questi negoziati", ha dichiarato Merz in una conferenza stampa successiva. "Finanziamo circa il 40% del bilancio europeo. Questo significa che siamo, per così dire, il gruppo dei maggiori contributori", ha aggiunto.
Due blocchi contrapposti in Europa sul bilancio dell'Ue
Nel luglio 2025 la Commissione europea ha proposto un bilancio dell'Ue da duemila miliardi di euro, ora in discussione tra i 27 Stati membri. A seguito della proposta sono formati due blocchi.
Gli "Amici della coesione" vogliono tutelare agricoltura, pesca e fondi regionali, che nella proposta della Commissione verrebbero ridotti rispetto all'attuale bilancio. Il gruppo riunisce 17 Stati membri, tra cui Spagna, Italia, Polonia, Ungheria e Portogallo. Il campo dei "frugali" punta invece a ridurre in modo significativo il bilancio complessivo e a spostare la spesa verso priorità come competitività e difesa. Sempre più spesso si presentano come i "modernizzatori".
"Il bilancio europeo deve dare priorità a competitività e sicurezza. Dobbiamo anche, come ha appena detto il cancelliere, costruire un'economia più forte", ha dichiarato la premier danese Mette Frederiksen, che chiesto un bilancio "responsabile e comprensibile per i nostri cittadini". A giugno Cipro, che allora presiedeva i negoziati tra gli Stati membri, ha presentato un compromesso che prevede un taglio di 32,8 miliardi di euro, concentrato sui programmi preferiti dai modernizzatori.
Una nuova proposta di compromesso arriverà dall'Irlanda
Cipro appartiene tradizionalmente al campo degli "Amici della coesione", ma non ha firmato la lettera inviata dal gruppo a maggio, in linea con la neutralità richiesta alla presidenza di turno. Per i frugali, però, il compromesso cipriota è ben lontano da una vera posizione mediana.
Sostengono che la proposta della Commissione aumenterebbe il bilancio fino al 60%, in un momento in cui i conti nazionali sono già sotto pressione per l'aumento della spesa per la difesa e gli aiuti all'Ucraina. L'Irlanda, che ora guida i negoziati, deve presentare un nuovo compromesso prima del vertice del Consiglio europeo di metà ottobre, il principale obiettivo della dimostrazione di unità di giovedì.
Il presidente del Consiglio europeo António Costa sta inoltre visitando le capitali europee per discutere della questione, con l'obiettivo di raggiungere un accordo entro fine anno. Con il 2027 destinato a essere un anno elettorale cruciale in diversi Stati membri, tra cui Francia, Italia, Polonia, Finlandia, Grecia, Spagna, Slovacchia ed Estonia, i leader europei sono sotto pressione per chiudere un accordo prima dell'avvio delle campagne.
Il primo ministro finlandese Petteri Orpo ha ribadito l'impegno a raggiungere un accordo entro la fine dell'anno, ma "non a qualsiasi costo". "Non siamo avari, ma stanziamenti come quelli proposti dalla Commissione sono semplicemente fuori dal tempo. Vogliamo un bilancio europeo all'altezza delle nostre ambizioni per un'Europa sovrana e forte", ha aggiunto da parte sua Merz.
Nessuna cifra condivisa tra i "frugali"
Il portavoce del governo tedesco Stefan Kornelius ha dichiarato a Die Zeit che Berlino vorrebbe ridurre il bilancio totale dell'Ue a 1.600 miliardi di euro, ben 400 miliardi in meno rispetto alla proposta della Commissione. Altri governi si sono concentrati sui contributi nazionali più che sul bilancio complessivo.
L'esecutivo dei Paesi Bassi ha informato il parlamento sulla volontà di garantire che, dal 2028 in poi, i contributi dei Paesi Bassi aumentino di 1,6 miliardi di euro in meno rispetto a quanto attualmente previsto. La Svezia, che dopo le prossime elezioni dovrebbe assumere una linea più rigida, chiede che i contributi nazionali siano fissati a un massimo dell'1% del reddito nazionale lordo, contro l'1,26% proposto dalla Commissione.
La dichiarazione congiunta del gruppo resta vaga: si limita ad affermare che la proposta della Commissione da "quasi 2.000 miliardi di euro" deve essere ridotta di "diverse centinaia di miliardi di euro" in modo equilibrato. Queste divergenze potrebbero alla lunga indebolire il potere contrattuale dei frugali: il gruppo dei ricchi contributori netti ha tradizionalmente esercitato una forte influenza sui negoziati di bilancio proprio perché si è mosso come un blocco unito.