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La crisi migratoria a Ceuta fa esplodere l'odio sui social: quasi 9.600 messaggi

Migranti arrivati dal Marocco in Spagna raccolgono i loro beni dopo lo sgombero dalla spiaggia nell'enclave spagnola di Ceuta, giovedì 20 agosto 2026.
Migranti arrivati dal Marocco in Spagna raccolgono i loro effetti personali dopo essere stati sgomberati dalla spiaggia nell'enclave spagnola di Ceuta, giovedì 20 agosto 2026. Diritti d'autore  AP Photo
Diritti d'autore AP Photo
Di Escarlata Sánchez
Pubblicato il
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L’Osservatorio spagnolo sul razzismo e la xenofobia (OBERAXE) ha rilevato in soli due giorni 9.590 messaggi d’odio sui social legati all’ingresso massiccio di migranti a Ceuta il 30 e 31 luglio, che il governo ha stimato in circa 80.000 persone

La crisi migratoria a Ceuta ha fatto esplodere i messaggi d'odio sui social, con 9.590 contenuti individuati dall'Osservatorio spagnolo sul razzismo e la xenofobia (OBERAXE) in appena due giorni, in coincidenza con la entrata massiccia di migranti del 30 e 31 luglio, stimata dal Governo in circa 80.000 persone.

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Il ministero dell'Inclusione, della Sicurezza Sociale e delle Migrazioni segnala che questo aumento ha fatto salire a 57.406 i contenuti d'odio registrati a luglio, contro i 40.800 contabilizzati a giugno.

Il rapporto mensile indica che le persone del Nord Africa continuano a essere il principale bersaglio del discorso d'odio sui social, concentrando il 68% dei contenuti rilevati a luglio. I messaggi contro le persone immigrate hanno rappresentato il 19% del totale, seguiti da quelli rivolti ai musulmani (16%), agli afrodiscendenti (10%) e ai latinoamericani (7%).

L'insicurezza e il Mondiale hanno concentrato il discorso d'odio a luglio

L'insicurezza cittadina è stata il principale focolaio del discorso d'odio a luglio, con il 48% dei contenuti analizzati, molti dei quali associano in maniera generalizzata la migrazione alla criminalità.

Lo sport ha raccolto un altro 34% dei messaggi, in un contesto segnato dal Mondiale di calcio, che ha generato contenuti razzisti, xenofobi e islamofobi contro giocatori, nazionali e tifosi. Le politiche migratorie hanno concentrato il 17% dei contenuti, seguite dai messaggi sulle aggressioni sessuali (5%), sul terrorismo (4%) e sugli arrivi di imbarcazioni (1%).

L'OBERAXE, dipendente dalla Segreteria di Stato per le Migrazioni, indica che quattro messaggi su dieci disumanizzano o degradano gravemente i gruppi presi di mira. Il 38% contiene minacce, mentre il 15% ne promuove l'espulsione e il 4% incita alla violenza. Il 2% punta a screditarli e l'1% elogia chi li attacca.

Le piattaforme migliorano la rimozione dei contenuti d'odio

Il rapporto segnala che il 60% dei contenuti ha utilizzato un linguaggio apertamente aggressivo, con insulti, minacce e denigrazioni. Il 34% ha fatto ricorso a ironia o sarcasmo, mentre il 33% ha usato immagini, video, meme o linguaggio codificato, strumenti che ne favoriscono la diffusione e rendono più difficile la rilevazione automatica.

Il rapporto di OBERAXE evidenzia una miglioramento nella rimozione dei contenuti d'odio da parte delle piattaforme, che hanno cancellato il 12% dei messaggi segnalati dagli utenti, contro il 10% di giugno.

Il 9% è stato rimosso nelle prime 24 ore, mentre un altro 3% è scomparso nella settimana successiva. La figura del "trusted flagger", che significa letteralmente segnalatore fidato, ha permesso di eliminare il 58% dei contenuti segnalati, sette punti in più rispetto al mese precedente.

Per piattaforma, X ha guidato la rimozione con il 93%, seguita da TikTok (88%), Facebook (74%) e Instagram (71%). YouTube è rimasta molto indietro, con il 14%, anche se Instagram si è distinta per aver più che raddoppiato il proprio tasso di rimozione rispetto a giugno.

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