Il vescovo di Corfù Nektarios è andato in Russia, autorizzato dal Sinodo, per portare la destra di San Spyridon; quanto accaduto è stato definito "colpo di mano" da circoli ecclesiastici e sarebbe arrivato fino al palazzo Maximos
La visita a Mosca del metropolita di Corfù, Paxoi e Isole Diapontie, Nektarios, sta provocando tensioni nella Chiesa ortodossa di Grecia. Il vescovo greco è volato nella capitale russa su invito del Patriarcato di Mosca, portando con sé la mano destra di sant’Spyridon, patrono di Corfù, per permetterne la venerazione ai fedeli russi.
Durante la trasferta, Nektarios ha concelebrato la Divina Liturgia con il patriarca di Mosca e di tutte le Russie Kirill nella cattedrale di Cristo Salvatore. Al termine della celebrazione gli ha inoltre consegnato la massima onorificenza della Metropolia di Corfù, l'Ordine della Croce d'oro con stella di sant’Spyridon.
Un gesto che arriva in un momento particolarmente delicato nei rapporti tra Mosca e la Chiesa di Grecia e che ha suscitato reazioni anche negli ambienti politici di Atene.
L'incontro con Kirill e il paragone con Christodoulos
Nel corso della celebrazione, Nektarios ha rivolto parole molto calorose a Kirill, ricordando di averlo conosciuto quando era ancora metropolita di Smolensk e responsabile delle Relazioni esterne del Patriarcato di Mosca.
Il metropolita di Corfù ha paragonato Kirill al defunto arcivescovo Christodoulos, storico primate della Chiesa di Grecia, sottolineandone la capacità di attirare i fedeli, soprattutto i giovani, verso la Chiesa ortodossa russa.
Il 18 agosto Nektarios aveva inoltre incontrato il metropolita di Volokolamsk Antonio, responsabile del Dipartimento per le Relazioni esterne del Patriarcato di Mosca. La stessa sede che, nelle prossime ore, dovrebbe accogliere il ministro degli Esteri del Vaticano, monsignor Paul Richard Gallagher.
La polemica ad Atene
La visita ha provocato forti reazioni all'interno della Chiesa di Grecia. Secondo la stampa greca, la vicenda sarebbe stata esaminata anche negli ambienti del governo del premier Kyriakos Mitsotakis.
Il punto più controverso è la concelebrazione con Kirill. Dal 2019, infatti, il Patriarcato di Mosca ha interrotto la comunione eucaristica con la Chiesa di Grecia dopo il riconoscimento da parte di Atene della Chiesa ortodossa autocefala dell'Ucraina. Kirill, inoltre, non commemora l'arcivescovo di Atene e di tutta la Grecia, Ieronimos.
La questione potrebbe essere affrontata dal Sinodo permanente della Chiesa di Grecia, riunito ad Atene il 25 e 26 agosto. Del Sinodo fa parte anche Nektarios, rientrato in Grecia poco dopo la visita in Russia.
"Avevo il permesso del Santo Sinodo"
Il metropolita ha respinto le critiche spiegando di aver ottenuto l'autorizzazione della Chiesa di Grecia prima di partire.
"Abbiamo ricevuto un invito dal patriarca di Mosca. Ho presentato la lettera del patriarca, allegandovi una mia richiesta, al Santo Sinodo e ho chiesto il permesso. E il Santo Sinodo mi ha concesso l'autorizzazione ad andare", ha dichiarato in un'intervista.
Nektarios ha aggiunto di aver portato a Mosca anche i saluti dell'arcivescovo Ieronimos e ha sostenuto di non aver visto atteggiamenti ostili nei confronti della Chiesa di Grecia.
Per il metropolita, la visita potrebbe addirittura rappresentare un'occasione per riaprire il dialogo tra le Chiese ortodosse: "Io lo considero un'apertura, perché non credo che qualcuno desideri che nella Chiesa ci sia uno scisma".
E alla domanda se sarebbe disposto a svolgere un ruolo di mediazione, nel caso gli venisse chiesto, ha risposto: "Volentieri, volentieri".
La frattura con Mosca
La vicenda si inserisce nella profonda frattura che da anni divide il Patriarcato di Mosca dal Patriarcato ecumenico di Costantinopoli e da alcune Chiese ortodosse.
Nel 2018 Kirill aveva interrotto la commemorazione del patriarca ecumenico Bartolomeo, mentre nel 2019 Mosca aveva rotto la comunione eucaristica con la Chiesa di Grecia. Lo scontro si è ulteriormente aggravato dopo l'invasione russa dell'Ucraina, con accuse reciproche tra Mosca e Costantinopoli.
Nektarios era già considerato uno dei metropoliti greci più critici nei confronti del riconoscimento della Chiesa ucraina. La sua visita a Mosca, dunque, riapre una questione delicata per la Chiesa di Grecia e arriva proprio mentre il Vaticano tenta di mantenere aperti i canali di dialogo con Mosca.
Euronews ha chiesto un commento al metropolita Nektarios e al governo greco, ma al momento della pubblicazione non aveva ricevuto una risposta ufficiale.