Il prezzo medio del gasolio sulle autostrade italiane è tornato a 2,173 euro al litro, salendo ai livelli precedenti al 4 agosto, data dell'ultimo decreto legge del governo che prorogava il taglio delle accise fino al 25 agosto
Il prezzo del gasolio in autostrada è tornato ai livelli del 4 agosto scorso, quando il governo italiano ha prorogato lo sconto sul prezzo del gasolio di 17 centesimi al litro fino al 25 agosto.
Secondo i dati dell'Osservatorio sui prezzi dei carburanti del ministero delle Imprese e del Made in Italy, martedì in autostrada il prezzo medio del gasolio è di 2,173 euro a litro, lo stesso del 4 agosto, mentre lunedì era di 2,170 euro al litro; per la benzina self è invece di 2,073 euro.
Il decreto legge che è attualmente in vigore era stato attivato il 28 luglio e prolungato a causa dei rincari nei prezzi dei carburanti, dovuti alla chiusura dello Stretto di Hormuz e alla tensione sui mercati internazionali. Il ministro dell'Economia, Giancarlo Giorgetti, aveva affermato che il provvedimento valeva 245 milioni di euro, derivati da tagli ad altri ministeri.
Nonostante la misura del governo, i prezzi rimangono elevati e non scendono sotto i due euro al litro. Le cause sono molteplici e riguardano la filiera complessa del petrolio, influenzata dai conflitti internazionali e ricca di irregolarità, mentre secondo studi recenti sono da escludere le speculazioni.
Frodi e speculazioni nel ciclo del petrolio
Il prezzo della benzina impatta in modo più immediato la vita dei consumatori, poiché è il principale carburante utilizzato per la mobilità privata. Tuttavia, l'aumento dei prezzi del gasolio è, nel complesso, più rilevante, poichè riguarda il principale carburante utilizzato in svariati ambiti, come agricoltura, industria, riscaldamento e trasporti.
Entrambi i prodotti derivano dal petrolio e dunque il loro prezzo alla pompa prende come riferimento i prezzi internazionali di benzina e olio già raffinati, non quelli del petrolio greggio. Per questa ragione, contano molto anche gli altri passaggi della filiera come il trasporto, la distribuzione e la fiscalità.
Secondo uno studio pubblicato dall'ERSE, l'Ente regolatore dei servizi energetici, in Portogallo il prezzo elevato del carburante e la differenza di prezzo con altri Paesi come la Spagna non sono dovute a speculazioni dei distributori. La ragione principale è da ricercare nelle imposte, sottolineando che, secondo lo studio, l'andamento dei prezzi va sempre considerato insieme al regime fiscale.
In Italia una serie di controlli della Guardia di Finanza voluti dal ministero delle Imprese e del Made in italy ha fatto emergere molte irregolarità riguardanti la non trasparenza dei prezzi, il tipo di carburante distribuito e le frodi sulle accise.
Questo però non significa che l'aumento dei prezzi sia da attribuire solo ai distributori o alla fiscalità; anche in Italia questo secondo aspetto ha un peso rilevante nel prezzo finale del gasolio, che però è il risultato di più componenti.
I tagli delle accise contribuiscono dunque allo sconto sul prezzo finale e possono alleggerire il peso delle imposte statali, ma non garantiscono un prezzo basso, poiché altri fattori rilevanti, come la quotazione dei prodotti raffinati, possono causare una variazione di prezzo maggiore.