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Spagna, Vox ricorda al PP le condizioni per governare: remigrazione, deregulation e priorità nazionale

Santiago Abascal, leader del partito Vox, partecipa a una conferenza stampa a Madrid l'11 novembre 2019.
Santiago Abascal, leader del partito Vox, partecipa a una conferenza stampa a Madrid, l’11 novembre 2019. -  Diritti d'autore  Copyright 2019 The Associated Press. All rights reserved.
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Di Rafael Salido
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Elezioni anticipate in Spagna il 29 novembre: Abascal mette sul tavolo le condizioni per un governo con il PP, dalla "priorità nazionale" alla remigrazione

La destra spagnola scalda i motori in vista delle elezioni anticipate del 29 novembre. E Santiago Abascal mette subito sul tavolo le sue condizioni per un possibile governo con il Partido Popular: "priorità nazionale", meno regole e "remigrazione".

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Il leader di Vox ha affidato a un messaggio sui social la sua prima risposta all'annuncio del premier Pedro Sánchez, che ha deciso di convocare gli spagnoli alle urne dopo la bocciatura in Parlamento di due decreti sulla crisi abitativa.

"Bisogna invertire l'invasione migratoria", ha detto Abascal, sostenendo che l'immigrazione abbia conseguenze negative "per il portafoglio degli spagnoli, per la loro sicurezza, per l'assistenza sanitaria" e anche per l'accesso alla casa.

È proprio il termine "remigrazione", utilizzato esplicitamente dal leader di Vox, a segnare il tono del messaggio. La parola, adottata negli ultimi anni dall'estrema destra europea, viene utilizzata per indicare il ritorno nei Paesi d'origine di persone immigrate, anche attraverso politiche di rimpatrio. I suoi critici la considerano un concetto con una forte connotazione xenofoba.

Abascal ha poi chiesto che gli spagnoli non siano "discriminati nella propria patria" e ha promesso di combattere "corruzioni, ideologie e spirito confiscatorio che soffocano i lavoratori autonomi".

Abascal attacca Sánchez: "Governo mafioso"

Nel suo intervento il leader di Vox ha definito l'esecutivo Sánchez un "governo mafioso" e ha chiesto che le elezioni siano "libere", "pulite" e "senza violenza".

Un passaggio particolarmente duro è stato quello sulle proteste e sulle mobilitazioni legate alla questione migratoria. Abascal ha accusato alcuni settori politici di poter utilizzare "le loro milizie, quelle della spiaggia del Trampolín e molte altre" per impedire a Vox di fare campagna elettorale "in libertà e a parità di condizioni".

Il riferimento è al campo informale per migranti sorto sulla spiaggia del Trampolín, a Ceuta, sgomberato nei giorni scorsi dalla polizia spagnola.

Abascal ha anche ricordato che Vox chiede elezioni "dal primo minuto" dell'attuale legislatura. "Da anni costruiamo l'alternativa e combattiamo questo governo", ha rivendicato.

PP e Vox verso la maggioranza? I sondaggi dicono sì

La convocazione del voto arriva dopo una settimana difficile per Sánchez. Venerdì il Congresso ha respinto due decreti collegati alla crisi abitativa, mentre migliaia di persone sono scese in piazza in diverse città spagnole. Al centro delle proteste anche il caso di Maricarmen, l'87enne il cui sfratto è diventato un simbolo della crisi della casa e ha provocato un forte contraccolpo politico per il governo.

Ora i riflettori sono puntati sulla possibile alleanza tra Partido Popular e Vox.

Diversi sondaggi pubblicati nel fine settimana attribuiscono infatti alla destra una possibile maggioranza assoluta. Secondo una rilevazione di Sigma Dos per El Mundo, il PP di Alberto Núñez Feijóo otterrebbe il 32,6% dei voti e 140 seggi, mentre Vox arriverebbe al 18,3% e 63 deputati.

Insieme, i due partiti arriverebbero quindi a 203 seggi, ben oltre i 176 necessari per la maggioranza assoluta al Congresso.

Il PSOE di Sánchez si fermerebbe invece al 25,6%, con 103 deputati, 18 in meno rispetto agli attuali 121. Anche un eventuale sostegno di Sumar e Podemos non sarebbe sufficiente, secondo questa proiezione, a garantire da solo la maggioranza.

PP e Vox governano già insieme, ma la trattativa non sarà facile

Un governo PP-Vox non sarebbe una novità assoluta per la Spagna. I due partiti governano già insieme in diverse comunità autonome, tra cui Andalusia, Castiglia e León, Aragona ed Estremadura.

Ma portare quell'esperienza a Madrid sarebbe tutt'altra partita.

La lista delle richieste di Abascal rischia infatti di rendere complicato l'accordo con Feijóo. Vox vuole mettere al centro dell'agenda la "priorità nazionale", la lotta all'immigrazione e la "remigrazione", oltre alla riduzione dei vincoli che, secondo Abascal, penalizzano lavoratori autonomi e imprese.

Il rapporto personale tra i due leader, almeno a sentire Abascal, resta però positivo. Intervistato da Antena 3, il leader di Vox ha parlato di una "relazione cordiale" con Feijóo. "Entrambi sappiamo che serve un cambiamento e parliamo con naturalezza", ha detto.

Abascal ha però frenato sull'ipotesi di una vittoria già scritta. Le elezioni, ha avvertito, saranno "molto incerte". E ha ricordato la lezione del voto del 23 luglio 2023, quando i risultati avevano lasciato il PP davanti al PSOE ma Sánchez era riuscito comunque a costruire una maggioranza parlamentare.

"Ho imparato a non mettermi in posizioni inadeguate e a non vendere la pelle dell'orso prima di averlo catturato", ha detto.

Il 29 novembre, dunque, non si voterà soltanto per decidere se Sánchez resterà alla Moncloa. Si voterà anche per capire quanto spazio avrà Vox nel prossimo governo spagnolo e fino a che punto il PP sarà disposto ad accettare l'agenda di Abascal.

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