La direttrice generale delle Finanze pubbliche ha presentato le sue "scuse a tutti gli utenti interessati" dal furto massiccio di dati. Matignon ha precisato che le vittime saranno contattate da lunedì 17 agosto, anche per avvertirle dei rischi di furto d'identità
Lunedì i francesi sapranno se fanno parte dei circa 678.000 utenti del sito "impots.gouv.fr" (privati e imprese) coinvolti nel furto su larga scala di dati fiscali.
Venerdì la direttrice generale delle Finanze pubbliche, Amélie Verdier, ha deplorato un "attacco più sofisticato" rispetto a quelli osservati "in passato". I commenti sotto il messaggio della DGFiP su X sono stati disattivati.
In un comunicato (fonte in francese), l'amministrazione fiscale ha segnalato un'intrusione nel proprio sistema informativo, che ha consentito ai pirati informatici di consultare ed estrarre alcuni dati sensibili, tra cui il reddito fiscale di riferimento e l'aliquota del prelievo alla fonte.
Il Fisco cerca tuttavia di rassicurare: i dati sottratti "non permettono l'accesso al conto sicuro su impots.gouv.fr".
Per le imprese, le informazioni compromesse sono "meno sensibili" rispetto a quelle dei privati. Si tratta in particolare della ragione sociale e del numero Siren.
Le intrusioni, avvenute a giugno e luglio 2026, sono state rese possibili dall'"uso fraudolento delle credenziali di un agente della DGFiP e di un terzo autorizzato", ha precisato l'amministrazione.
In un'altra offensiva rivendicata dallo stesso cybercriminale, che agisce con lo pseudonimo ZeoBytes, sono stati sottratti anche dati catastali relativi a beni immobili. Secondo il sito specializzato FrenchBreaches, che censisce gli attacchi informatici in Francia, l'hacker sostiene che questa intrusione risalirebbe a giugno 2026. Il sito gli attribuisce anche altre offensive, che avrebbero preso di mira in particolare Intermarché, Eva GG, una piattaforma francese specializzata nella realtà virtuale, e la Federazione francese di pallamano (FFHandball).
La DGFiP ha inoltre cercato di spiegare perché l'allerta sia stata lanciata solo a metà agosto. Riconosce che i controlli effettuati in precedenza "non hanno permesso di rilevare che queste intrusioni avevano comportato furti di dati, a causa della complessità dell'attacco".
"Reati commessi contro i francesi e contro lo Stato"
Gli uffici del primo ministro, Sébastien Lecornu, hanno rilevato sabato, in un comunicato, che "le amministrazioni dello Stato sono, come tutte le grandi organizzazioni pubbliche e private in Europa, nel mirino di attacchi informatici sempre più numerosi e sofisticati".
Matignon, che considera questi attacchi come "reati, commessi contro i francesi e contro lo Stato", ha inoltre illustrato il rafforzamento delle misure destinate a contrastare queste offensive informatiche.
Un "piano di messa in sicurezza dei sistemi informativi dello Stato" è stato avviato il 30 aprile 2026. Prevede, tra l'altro, la prossima creazione di una nuova autorità digitale dello Stato, chiamata ARIANE, che sarà direttamente alle dipendenze del primo ministro.
Questa campagna di cyberprotezione ha già mobilitato 200 milioni di euro, una parte dei quali servirà a sviluppare le capacità in materia di intelligenza artificiale, precisa Matignon. Nell'ambito del bilancio 2027, le sanzioni comminate dalla CNIL, l'autorità francese incaricata di vigilare sulla protezione dei dati personali, dovranno contribuire al suo finanziamento.
Indagine aperta dalla procura di Parigi
La procura di Parigi ha aperto un'indagine per "estrazione fraudolenta di dati" e "associazione a delinquere", dopo il furto di informazioni riguardanti quasi 700.000 utenti, ha reso noto sabato 15 agosto il pubblico ministero, interpellato dall'AFP.
Le indagini sono state affidate all'Ufficio anticibercriminalità (Ofac), che dipende dalla Direzione generale della Polizia nazionale (DGPN).