Loader
Seguiteci
Pubblicità

Dai banchi vuoti al vero dibattito: Metsola punta a rilanciare il Parlamento europeo

La prossima sessione plenaria del Parlamento europeo inizierà il 14 settembre
La prossima sessione plenaria del Parlamento europeo è in programma per il 14 settembre Diritti d'autore  EbS
Diritti d'autore EbS
Di Vincenzo Genovese
Pubblicato il
Condividi Commenti Segui Euronews su Google
Condividi Close Button

Da settembre nuove regole cambieranno il dibattito in emiciclo. Obiettivo: tenere gli eurodeputati in aula e trasformare la sfilata di clip social in un vero confronto politico.

Un eurodeputato prende la parola e pronuncia un intervento appassionato. Poi la telecamera si allarga e mostra una realtà imbarazzante: l'aula è quasi vuota, con solo qualche decina di parlamentari sparsi tra i banchi. Molti hanno gli occhi fissi sul telefono, mentre centinaia di posti restano vuoti.

PUBBLICITÀ
PUBBLICITÀ

Da anni questa è una scena abituale al Parlamento europeo. Durante le lunghe settimane di plenaria a Strasburgo, molti eurodeputati arrivano poco prima del proprio turno di intervento, pronunciano un discorso di un minuto, preparato nei dettagli, e se ne vanno quasi subito dopo.

"È la scenografia per clip sui social più costosa al mondo", ha detto a Euronews un eurodeputato, a condizione di anonimato. Secondo il parlamentare, il vero pubblico si trova a centinaia di chilometri di distanza e guarda i discorsi in un secondo momento su X, Instagram, TikTok o Facebook.

Man mano che l'emiciclo è diventato sempre più uno studio di registrazione e sempre meno una sala di dibattito, la presidente del Parlamento europeo Roberta Metsola ha spinto per una riforma ambiziosa del funzionamento delle plenarie.

L'obiettivo è rendere i dibattiti più dinamici e ridurre le file di posti vuoti. Metsola ritiene che le immagini dei banchi semideserti indeboliscano la pretesa del Parlamento di essere il cuore della democrazia europea, ha spiegato a Euronews un funzionario dell'UE.

Dopo le prove pilota durante le plenarie di giugno e luglio, un pacchetto di riforme procedurali diventerà la nuova normalità da settembre.

L'idea circola da mesi, con un obiettivo centrale: trattenere i parlamentari in aula durante le quattro giornate di sessione, favorire scambi reali e trasformare le plenarie da una sequenza di interventi isolati in discussioni politiche vere e proprie.

Nuove regole per le sessioni plenarie

In questa riforma il fattore tempo è decisivo.

Con il sistema attuale, i dibattiti sforano spesso, spingendo l'ordine del giorno ben oltre la serata e scoraggiando la presenza. Di conseguenza, i dossier politicamente sensibili possono finire per essere discussi davanti a banchi quasi deserti, con in sala solo gli oratori iscritti a parlare.

Le nuove regole fissano orari di chiusura per le sedute plenarie, creando un calendario più prevedibile e mettendo fine alle serate-marathon che da anni caratterizzano le settimane di Strasburgo.

Nei test in programma a settembre, le scadenze sono fissate alle 20:30 di lunedì, alle 19:00 di martedì e mercoledì e alle 16:00 di giovedì.

"Se si aggiunge un nuovo tema da dibattere all'ordine del giorno, un altro deve essere tolto", ha spiegato a Euronews un portavoce della presidente del Parlamento. Con le regole attuali, nuovi dibattiti vengono aggiunti a un calendario già sovraccarico.

La riforma interviene anche su una delle principali ragioni per cui gli eurodeputati saltano i dibattiti. Le riunioni dei gruppi politici e altre attività parlamentari, come i negoziati con gli Stati membri, non si svolgeranno più in parallelo alle discussioni in plenaria.

Questi incontri sono molto importanti per gli eurodeputati, perché è lì che si prendono le decisioni. Tenerli fuori dagli orari di dibattito dovrebbe rendere meno onerosa e più utile la partecipazione alla plenaria.

Anche la lista degli oratori cambierà. In alcuni dibattiti di grande visibilità, gli eurodeputati non sapranno più con precisione quando tocca loro parlare. Invece di aspettare fuori dall'aula finché si avvicina il proprio turno, avranno un incentivo a rimanere in emiciclo e seguire il dibattito.

Ma riempire i banchi è solo una parte della sfida. L'ambizione più grande è rendere gli scambi meno recitati e più spontanei.

Troppo spesso gli eurodeputati scrivono i loro interventi per gli elettori a casa, non per i colleghi seduti a pochi metri di distanza. Le prese di parola puntano sempre più a generare clip brevi per i social e per le emittenti nazionali, invece di convincere gli altri parlamentari.

Le nuove regole mirano a cambiare questa dinamica. Gli eurodeputati potranno fare dichiarazioni personali immediate quando un altro parlamentare li cita direttamente. Il Parlamento vuole anche che si faccia un uso più esteso delle "blue card", la procedura che consente ai membri di rivolgere una domanda all'oratore subito dopo il suo intervento.

Anche l'interazione con i commissari europei diventerà più diretta. I dibattiti attuali risultano spesso frammentati: i commissari pronunciano dichiarazioni introduttive e finali che rispondono solo in parte ai punti sollevati dagli eurodeputati.

Con il nuovo formato, i commissari interverranno lungo tutto il dibattito, rispondendo direttamente agli argomenti dei parlamentari. Ogni sessione plenaria includerà inoltre un dibattito specifico di controllo con la Commissione, strutturato in formato "question time" simile a quelli presenti in diversi parlamenti nazionali.

Reazioni contrastanti tra gli eurodeputati

La presidente Metsola vuole che i cambiamenti diventino una caratteristica permanente delle future sessioni plenarie. Ma il regolamento parlamentare prevede che i leader dei gruppi politici approvino l'ordine del giorno prima di ogni sessione, il che significa che la riforma dipenderà in ultima analisi da un sostegno politico continuo.

La prima prova arriverà a settembre, quando i capigruppo decideranno se adottare un ordine del giorno rivisto sulla base della valutazione delle prove di giugno e luglio. Secondo l'ufficio di Metsola, quella decisione indicherebbe che il nuovo formato ha raccolto un sostegno sufficiente per diventare permanente.

Non tutti sono convinti.

L'eurodeputato irlandese di Renew Europe Barry Andrews dubita che banchi più affollati rendano il Parlamento più efficiente.

"La maggior parte del lavoro legislativo si svolge nelle commissioni, che sono spesso deserte", ha detto a Euronews. Concentrarsi sulla plenaria è "la risposta sbagliata" se l'obiettivo è migliorare l'efficacia complessiva del Parlamento.

"A volte sono circondato da dieci altri eurodeputati, che guardano il telefono mentre parlo. Se invece fossero in trenta a guardare il telefono, non credo che cambierebbe molto", ha aggiunto.

Sostiene anche che spostare le riunioni di commissione verso la fine della settimana di Strasburgo, per evitare sovrapposizioni con la plenaria, potrebbe tradursi in un calo della partecipazione alle commissioni.

Nonostante le riserve, Andrews apprezza alcune misure del pacchetto, in particolare i confronti più interattivi con i commissari e la scelta di non pubblicare in anticipo i turni di parola per alcuni dibattiti.

"Costringe le persone ad ascoltare davvero", ha detto.

La partecipazione alle sessioni pilota di giugno e luglio resta difficile da misurare, perché gli eurodeputati di solito entrano in aula per votare e spesso se ne vanno subito dopo.

L'impressione generale, però, è che i dibattiti si siano svolti ancora davanti a molti posti vuoti, ha spiegato a Euronews l'eurodeputata italiana dei Verdi/ALE Benedetta Scuderi.

"L'idea di rendere i dibattiti più interattivi è positiva", ha detto, avvertendo però che durante l'ultima sessione ha già individuato un possibile problema.

"Il sistema delle 'blue card' viene spesso sfruttato da eurodeputati affini, ma appartenenti a gruppi diversi, che si rivolgono domande innocue solo per ottenere tempo di parola aggiuntivo", ha affermato, a riprova di una vecchia verità parlamentare: dove c'è una regola, di solito c'è anche un modo per aggirarla.

Da settembre i dibattiti in plenaria potrebbero diventare più vivaci e più partecipati. Pochi, però, all'interno del Parlamento si aspettano una rivoluzione. Nessuna riforma procedurale può cambiare una realtà di fondo: per la maggior parte dei politici, il pubblico principale non è più seduto in aula.

Vai alle scorciatoie di accessibilità
Condividi Commenti Segui Euronews su Google

Notizie correlate

Il Parlamento Ue chiede una legge sullo stupro basata sull'assenza di consenso

Dai banchi vuoti al vero dibattito: Metsola punta a rilanciare il Parlamento europeo

Eclissi solare porta ondata di caldo: fino a 40 gradi in Portogallo