Nella notte tra domenica e lunedì un uovo sciame sismico ha coinvolto la zona dei Campi Flegrei: la scossa più forte è stata di magnitudo 3.0. Secondo l'Osservatorio Vesuviano lo sciame per il momento è terminato, a quanto riporta il Comune sui social
Nella notte tra lunedì e domenica si è avvertita una nuova scossa di terremoto di magnitudo 3.0 a Pozzuoli, con una profondita' di circa 4 chilometri e l'epicentro nella zona di via Fascione, nella città stessa.
La zona dei Campi Flegrei, già colpita il 31 luglio, è stata interessata da un nuovo "sciame sismico", che però al momento sarebbe terminato, a quanto riporta un comunicato del Comune di Pozzuoli condiviso sui social.
"L’Osservatorio Vesuviano ha comunicato a questa amministrazione la conclusione dello sciame sismico iniziato alle ore locali 02:27 del 10/08/2026 e costituito in via preliminare da 7 terremoti con magnitudo Md ≥ 0.0 (7 localizzati) e magnitudo massima Md = 3.0 ± 0.3 localizzati nell’area dei Campi Flegrei", si legge sulla pagina, anche se l'Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (Ingv) non ha ancora rilasciato una nota ufficiale a riguardo.
La situazione a Pozzuoli dopo la scossa di 4.7
A Pozzuoli la situazione è ancora critica. Dopo la scossa del 31 luglio sono stati effettuati 1400 interventi per la messa in sicurezza degli edifici, di cui 199 sono stati sgomberati e 974 evacuati, secondo gli ultimi aggiornamenti rilasciati dai vigili del fuoco.
In totale sono 831 i nuclei familiari interessati da ordinanze di sgombero o interdizione, per un totale di 2172 persone, alloggiate in sistemazioni autonome o in alberghi.
La scorsa settimana gli abitanti della città sono scesi in piazza per protestare contro il modo in cui è stata gestita la crisi da parte delle autorità.
Molte persone sono ancora senza casa, non è stato allestito un hub permanente per gestire l'emergenza - nonostante sia noto che la zona è ad alto rischio sismico - e il rifornimento di acqua ed energia è problematico.
I vigili del fuoco hanno dichiarato un miglioramento della situazione sul territorio, con tre autobotti kilolitriche operative per la distribuzione di acqua non potabile e gli interventi in coda che continuano a diminuire.
Le proteste si sono concentrate in particolare contro lo strumento del Cas, il contributo autonomo di sistemazione, secondo molti insufficiente per trovare una soluzione abitativa per tutti gli sfollati.
"Dopo il terremoto e gli sgomberi, nei Campi Flegrei si sta aprendo un'altra emergenza che rischia di colpire proprio le famiglie più fragili e cioè quella degli affitti. In queste ore arrivano segnalazioni di canoni che, in alcuni casi, sarebbero addirittura raddoppiati o quadruplicati rispetto ai normali valori di mercato", ha denunciato Assocasa, il sindacato degli Inquilini.
Il sindacato ha rivolto un appello alle autorità e ai proprietari immobiliari di Pozzuoli, proponendo contratti a canone concordato e ulteriori agevolazioni per aiutare gli abitanti durante l'emergenza.