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Afgano arrestato per l'omicidio di cittadina britannica 38enne trovata in una valigia a Kypseli

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Immagine d'archivio Diritti d'autore  ΑΠΕ-ΜΠΕ
Diritti d'autore ΑΠΕ-ΜΠΕ
Di Ioannis Giagkinis
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Ha preso la carta bancaria della donna, effettuando prelievi. Avrebbe ammesso di aver messo il corpo in valigia e portato in una casa abbandonata. Era arrivata in Grecia a giugno; indagine con ELAS, Interpol e autorità britanniche e scozzesi

Svolta nelle indagini sull'omicidio della cittadina britannica di 38 anni trovata morta all'interno di una valigia in un edificio abbandonato nel quartiere di Kypseli, ad Atene. La Direzione greca per il contrasto del crimine organizzato ha identificato e arrestato un cittadino afghano di 26 anni, accusato di omicidio volontario, rapina e violazione della normativa sulle armi.

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Secondo quanto riferito dalla polizia greca (ELAS), l'uomo avrebbe ammesso il proprio coinvolgimento nei fatti durante l'interrogatorio. L'indagine è stata condotta dal Reparto reati contro la vita e la libertà personale della Direzione per il contrasto del crimine organizzato.

Il ritrovamento del corpo nella valigia

Il corpo della donna era stato scoperto intorno a mezzogiorno del 18 luglio 2026 all'interno di una valigia abbandonata in un edificio dismesso del quartiere di Kypseli, nella capitale greca. Fin dai primi rilievi gli investigatori avevano avviato un'approfondita attività investigativa, affidando gli accertamenti agli specialisti della Direzione delle indagini criminologiche.

Nonostante l'avanzato stato di decomposizione del cadavere e le difficili condizioni ambientali, gli esperti sono riusciti a isolare impronte digitali utilizzabili, elemento che si è rivelato decisivo per identificare la vittima.

Decisive le impronte digitali e la cooperazione internazionale

Le impronte sono state confrontate attraverso il canale Interpol della Polizia greca. Grazie alla collaborazione con le autorità statunitensi è stato possibile stabilire che appartenevano a una cittadina del Regno Unito di 38 anni.

Le indagini hanno ricostruito anche gli ultimi spostamenti della donna. Era arrivata in Grecia il 26 giugno 2026 e aveva soggiornato nell'abitazione di alcuni conoscenti nella zona del Pireo fino al 10 luglio, quando aveva lasciato la casa dirigendosi verso una destinazione sconosciuta all'interno dell'Attica.

L'identificazione del sospettato

L'analisi del materiale investigativo, unita all'esame delle immagini dei sistemi di videosorveglianza, ha consentito agli investigatori di individuare il presunto responsabile.

Il 26enne è stato accompagnato il 30 luglio presso la sede della Direzione per il contrasto del crimine organizzato e, secondo quanto riferito dalle autorità, avrebbe confessato parte delle proprie azioni.

Gli investigatori ritengono che, dopo l'omicidio, l'uomo abbia nascosto il corpo della vittima all'interno di una valigia, trasportandolo poi nell'edificio abbandonato dove è stato ritrovato. Nei giorni successivi avrebbe inoltre utilizzato le carte bancarie della donna per effettuare diversi prelievi di denaro.

Sequestrati un coltello e una pistola replica

Nel corso delle perquisizioni nell'abitazione del sospettato, gli agenti hanno sequestrato una pistola replica e un coltello. Per questo motivo il 26enne è stato arrestato anche per violazione della normativa greca sulle armi.

Le autorità hanno precisato che l'inchiesta si è svolta in stretta collaborazione con un ufficiale di collegamento della National Crime Agency (NCA) del Regno Unito e con la polizia scozzese (Police Scotland), a conferma della dimensione internazionale delle indagini.

L'uomo è stato quindi condotto davanti all'autorità giudiziaria competente, che dovrà ora valutare le accuse formulate nei suoi confronti.

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