Un incendio scoppiato durante la distruzione di munizioni in un poligono militare vicino Larnaca ha costretto all'evacuazione di due villaggi. Aperta un'indagine sulle responsabilità
Resta alta l'allerta nel sud-est di Cipro dopo il vasto incendio divampato lunedì nel poligono di tiro militare di Kaló Chorió, nel distretto di Larnaca. Sebbene le fiamme siano state completamente domate in serata, vigili del fuoco e squadre forestali continuano a presidiare l'area per scongiurare eventuali riaccensioni, mentre un velivolo antincendio sorvola la zona a scopo preventivo.
L'incendio, che ha distrutto circa 120 ettari di vegetazione, ha provocato l'evacuazione di due comunità e acceso una dura polemica politica dopo che le autorità hanno confermato che il rogo è scoppiato durante un'operazione di distruzione di munizioni condotta dalla Guardia Nazionale cipriota.
L'incendio durante la distruzione di ordigni RPG
Secondo la ricostruzione delle autorità, il rogo è iniziato intorno alle 12:30 all'interno del poligono di tiro di Kaló Chorió, mentre il 70º Battaglione del Genio stava procedendo alla distruzione di sei ordigni RPG.
I primi mezzi di soccorso sono arrivati sul posto appena sette minuti dopo la segnalazione, ma le fiamme avevano già oltrepassato il perimetro dell'area militare. Il vento sostenuto e la vegetazione particolarmente secca hanno favorito una rapida propagazione dell'incendio verso il vicino villaggio di Agia Anna, costringendo le autorità a ordinare l'evacuazione della località e, successivamente, anche quella preventiva della comunità di Psevdás.
Circa dieci anziani sono stati trasferiti in sicurezza, mentre alcune abitazioni minacciate dal fuoco sono state salvate grazie all'intervento coordinato di vigili del fuoco, volontari e residenti.
Operazioni complicate dalle esplosioni
Le operazioni di spegnimento sono state rese particolarmente difficili dalle continue esplosioni che si verificavano all'interno del poligono militare, impedendo alle squadre di intervenire in sicurezza nelle prime fasi dell'emergenza.
Alla vasta operazione hanno preso parte circa 140 operatori tra Corpo dei Vigili del Fuoco e Dipartimento delle Foreste, supportati da Protezione civile, Polizia, Guardia Nazionale, servizi sanitari e volontari. È stato inoltre attivato il piano nazionale antincendio "Ikaros II", con l'impiego di sei aerei e cinque elicotteri.
Durante le operazioni un giovane volontario è rimasto ferito dopo una caduta ed è stato ricoverato all'ospedale generale di Larnaca con lesioni agli arti inferiori. Un'altra persona ha riportato ferite lievi.
Il ministro della Difesa: "Mancanza di professionalità"
La vicenda ha assunto rapidamente una dimensione politica. Il ministro della Difesa, Vasilis Palmas, ha definito quanto accaduto una "mancanza di professionalità" e ha attribuito le responsabilità preliminari al 70º Battaglione del Genio.
Secondo Palmas, il reparto avrebbe effettuato la distruzione degli ordigni nonostante il divieto di utilizzare esplosivi pesanti durante i mesi estivi e con temperature prossime ai 40 gradi.
"Le responsabilità hanno nome e cognome", ha dichiarato il ministro, annunciando un'indagine interna per chiarire chi abbia autorizzato l'operazione e se siano stati rispettati tutti i protocolli di sicurezza. I risultati dell'inchiesta dovrebbero essere resi noti entro dieci giorni.
Rabbia dei residenti: "L'allerta è arrivata troppo tardi"
Forte anche la protesta delle comunità coinvolte. I residenti contestano sia la decisione di effettuare attività militari in condizioni di caldo estremo, sia il ritardo nell'invio dell'allerta tramite il sistema nazionale CY-Alert, che secondo il presidente della comunità di Agia Anna sarebbe arrivata quasi cinque ore dopo l'inizio dell'incendio.
Da tempo gli abitanti chiedono il trasferimento del poligono di tiro di Kaló Chorió, sostenendo che esercitazioni e distruzione di munizioni vengano effettuate regolarmente anche durante l'estate, quando il rischio di incendi è massimo.
Le autorità mantengono intanto il massimo livello di sorveglianza nell'area colpita, mentre proseguono le verifiche sulle cause dell'incendio e sulle eventuali responsabilità militari che hanno portato a una delle emergenze più gravi registrate negli ultimi mesi nel distretto di Larnaca.