Il Tribunale Supremo estingue la responsabilità penale di otto condannati per disordini pubblici e disobbedienza dopo le proteste contro la sentenza sul "procés". È la prima volta che applica la legge di amnistia da quando è in vigore
Il Tribunale Supremo spagnolo ha applicato per la prima volta la legge di amnistia, decidendo di estinguere la responsabilità penale di otto persone condannate per reati di disordini pubblici e disobbedienza per la loro partecipazione alle proteste registrate in Catalogna dopo la sentenza sul 'procés', nel 2019.
La decisione rappresenta il primo pronunciamento dell'alta corte che applica la norma dalla sua entrata in vigore, nel giugno 2024.
Gli otto interessati erano stati condannati dall'Audiencia provinciale di Girona per i disordini avvenuti durante le mobilitazioni contro la sentenza del Tribunale Supremo sui leader indipendentisti. La risoluzione accoglie parzialmente i ricorsi presentati dai condannati e dichiara estinta la loro responsabilità penale, ritenendo che i reati rientrino nell'ambito di applicazione della legge di amnistia.
Tra i beneficiari della decisione figurano quattro ex membri dell'Ufficio di presidenza del Parlamento della Catalogna, l'ex sindaco di Sabadell, Maties Serracant, e tre persone condannate per disordini pubblici durante le proteste seguite alla sentenza sul 'procés'. Nel caso degli ex membri dell'Ufficio di presidenza, il Tribunale superiore di giustizia della Catalogna li aveva già assolti dal reato di disobbedienza, ma la sentenza non era ancora definitiva perché impugnata davanti al Tribunale.
Un primo passo nell'applicazione della legge di amnistia
È la prima volta che viene applicata la legge di amnistia, dopo averne respinto finora l'applicazione in altri procedimenti legati al 'procés', in particolare quelli relativi al reato di malversazione. La risoluzione si limita al caso di questi otto condannati per disordini pubblici e disobbedienza e non modifica la situazione processuale dei principali leader indipendentisti.
La decisione arriva una settimana dopo che la Corte di giustizia dell'Unione europea (CGUE) ha avallato la legge di amnistia, in un procedimento in cui non restavano in sospeso altre decisioni che potessero giustificare un rinvio nell'applicazione della norma.