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Spagna, il ricongiungimento familiare potrebbe portare a 3 milioni di immigrati regolarizzati

ARCHIVIO: Un migrante controlla il cellulare mentre altri dormono sul ponte di una nave della ONG Proactiva Open Arms, il 1º luglio 2018.
ARCHIVIO: Un migrante controlla il cellulare mentre altri dormono sul ponte di una nave della ONG Proactiva Open Arms, il 1º luglio 2018. Diritti d'autore  Copyright 2018 The Associated Press. All rights reserved.
Diritti d'autore Copyright 2018 The Associated Press. All rights reserved.
Di Rafael Salido
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Il ricongiungimento familiare potrebbe portare a tre milioni il numero di immigrati regolarizzati con la procedura straordinaria del governo, secondo il Sindacato Professionale di Polizia. Dirigenti di polizia avvertono anche di un possibile aumento delle frodi

Le domande per aderire al processo straordinario di regolarizzazione promosso dal Governo, che sfiorano già 1,2 milioni, potrebbero aumentare ulteriormente il numero di stranieri con documenti in regola in Spagna, secondo fonti della dirigenza di Immigrazione citate dal Sindacato Professionale di Polizia.

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Le stesse fonti avvertono inoltre che il reale impatto del provvedimento potrebbe essere ben superiore a quello inizialmente previsto a causa delle prevedibili ricongiungimenti familiari, che potrebbero portare il numero di stranieri regolarizzati fino a 3 milioni.

Il numero di pratiche ha già superato ampiamente la previsione iniziale dell'esecutivo, che al momento dell'annuncio stimava in circa 500.000 i potenziali beneficiari. Va però ricordato che, in base alla normativa vigente, chi intende avviare un processo di ricongiungimento deve disporre di risorse fisse sufficienti sia per il proprio sostentamento sia per quello dei familiari.

"Per i nuclei familiari composti da due persone (soggetto che ricongiunge e familiare ricongiunto) è richiesta una somma mensile pari al 150% dell'Indicatore Pubblico di Reddito a Effetti Multipli (IPREM)", precisa il Ministero dell'Inclusione, Sicurezza Sociale e Migrazioni sul suo sito web. "Per ogni membro aggiuntivo occorre aggiungere il 50% dell'IPREM".

Regolarizzazione senza precedenti penali

D'altra parte, alti funzionari di polizia citati dal quotidiano El Mundo criticano anche il fatto che il Governo abbia affidato la gestione del processo a questo Ministero, mentre il ruolo della Polizia nazionale verrebbe ridotto soprattutto alla semplice emissione dei documenti di identità, una volta che le pratiche siano state validate.

Dal Ministero dell'Interno, tuttavia, si sostiene che la procedura prevede la partecipazione delle forze di sicurezza dello Stato. "Sarà richiesto un rapporto di polizia, come indica il Decreto" governativo, affermano dall'istituzione, anche se hanno evitato di entrare nel dettaglio della portata di tali controlli.

Gli uffici di Immigrazione ritengono che ridurre il coinvolgimento della polizia nel processo possa complicare la verifica dell'autenticità della documentazione presentata e il controllo dei precedenti penali. Una situazione che si è aggravata dopo la decisione del Tribunale Supremo di eliminare il requisito dell'assenza di precedenti penali per ottenere un permesso di soggiorno quando il richiedente è familiare di uno spagnolo.

In una sentenza sul nuovo Regolamento sull'immigrazione, la Sezione del contenzioso amministrativo del Supremo stabilisce che l'Amministrazione dovrà effettuare una valutazione individuale di ogni caso per determinare se il richiedente rappresenta "una minaccia reale, attuale e sufficiente per un interesse fondamentale della società".

Secondo l'Alta Corte, il processo di regolarizzazione varato dall'Esecutivo di Pedro Sánchez violava la legislazione dell'Unione europea perché non prevedeva tale analisi individuale nei casi in cui potrebbe essere coinvolto il diritto alla cittadinanza dei familiari di cittadini spagnoli.

Possibili frodi e pressione sui servizi pubblici

I responsabili di Immigrazione citati da El Mundo esprimono inoltre dubbi sulla capacità del Ministero dell'Inclusione di gestire un volume di domande di questa entità e avvertono del rischio di frodi nei processi di ricongiungimento familiare.

Tra le principali preoccupazioni figura la possibilità che reti dedicate alla falsificazione di documenti sfruttino la procedura per attestare legami familiari inesistenti.

"Possono verificarsi casi in cui persone provenienti da Paesi terzi pagano chi è già in una situazione regolare per farsi passare per familiari, come un figlio o dei genitori. In altre parole, pagare per avere documenti certificati", avvertono. "Ora si vedono già casi di questo tipo, in cui arrivano persino con dei testimoni, ma vengono individuati rapidamente perché i richiedenti non sono così numerosi".

I vertici ricordano che la Direzione generale per l'Immigrazione e le Frontiere aveva già diffuso un rapporto critico durante l'iter della norma, nel quale avvertiva di un possibile "effetto calamita", di una maggiore pressione su sanità, istruzione e servizi sociali e del fatto che "il numero di stranieri e i tempi così brevi previsti dalla norma per completare la regolarizzazione sono inversamente proporzionali alla capacità di assorbimento dello Stato spagnolo".

Alla fine di giugno lo stesso Sánchez ha difeso il processo straordinario come una decisione "storica" fondata sulla giustizia, sul riconoscimento dei diritti e sull'integrazione, in concomitanza con la chiusura del termine per la presentazione delle domande.

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