Assolto dall'accusa di traffico di influenze, David Sánchez evita il carcere. Dura la condanna all'ex presidente dell'ente locale che avrebbe costruito un posto su misura per Sánchez: 18 anni di interdizione dai pubblici uffici
La giustizia spagnola ha condannato David Sánchez, fratello del presidente del governo Pedro Sánchez, a nove anni di interdizione dai pubblici incarichi per abuso d'ufficio amministrativo.
Il tribunale ha assolto il fratello del premier dall'accusa di traffico di influenze ed esclude qualsiasi pena detentiva.
La sentenza dell'Audiencia Provincial di Badajoz chiude, salvo ricorso, un caso giudiziario iniziato nel 2024 dopo una denuncia dell'associazione Manos Limpias.
Secondo i giudici, nel 2017 la Diputación di Badajoz, l'ente provinciale locale, avrebbe creato un posto di coordinatore delle attività dei conservatori musicali costruito su misura per David Sánchez, che all'epoca non aveva un impiego stabile.
Successivamente, secondo la sentenza, il ruolo sarebbe stato modificato per adattarlo ai suoi interessi nel settore dell'opera e dotato di caratteristiche proprie di un incarico dirigenziale.
I magistrati concludono che sono stati violati i principi di merito e capacità e parlano di un piano attuato "di comune accordo" tra i diversi imputati per favorire il fratello dell'allora segretario generale del PSOE.
Condannato anche l'ex presidente della Diputación
L'ex presidente socialista della Diputación, Miguel Ángel Gallardo, riceve una condanna più pesante: 18 anni di interdizione dai pubblici uffici.
È stato riconosciuto colpevole di due reati di abuso d'ufficio, nove anni per ciascuno, rispetto all'unico reato attribuito a David Sánchez.
Secondo il tribunale, è stato Gallardo a promuovere dalla presidenza dell'istituzione provinciale la creazione del posto, oltre a un altro incarico di alta direzione destinato a Luis María Carrero, amico e collaboratore di Sánchez.
La sentenza prevede inoltre pene di interdizione per gli altri 11 imputati, tra cui diversi ex dirigenti e funzionari della Diputación.
Le accuse popolari avevano chiesto fino a sei anni di carcere e 28 di interdizione per David Sánchez.
La Procura aveva chiesto l'assoluzione di tutti gli imputati, sostenendo non vi fossero elementi sufficienti per configurare un reato.
Il tribunale ha scelto una via di mezzo: esclusa la detenzione, ma riconosciuto l'abuso d'ufficio, senza però provare lo scambio di favori richiesto dal reato di traffico di influenze.
Governo spagnolo sostiene l'innocenza del fratello del premier
Il caso ha avuto un forte impatto politico perché coinvolge un familiare diretto del capo dell'esecutivo spagnolo. Il governo di Pedro Sánchez ha dichiarato di rispettare la sentenza, ma di non condividerla, ribadendo la propria fiducia nella giustizia e sostenendo l'innocenza di David Sánchez.
"Rispettiamo la sentenza, ma non la condividiamo", ha affermato la portavoce dell'esecutivo Elma Saiz, ricordando che la Procura aveva chiesto l'assoluzione.
Anche il ministro dei Trasporti Óscar Puente e il Partito Socialista (PSOE) hanno difeso David Sánchez, denunciando quello che definiscono un tentativo politico di colpire il governo attraverso procedimenti giudiziari.
L'opposizione chiede le dimissioni di Sánchez
Il Partito Popolare (PP), principale forza di opposizione, ha invece chiesto a Pedro Sánchez di dimettersi, sciogliere il Parlamento e convocare nuove elezioni.
Secondo l'opposizione, la condanna rappresenta una grave crisi politica per il governo socialista. La maggioranza ha però respinto le accuse, sostenendo che il procedimento abbia avuto una motivazione principalmente politica.
La sentenza arriva a poche settimane dalla condanna a 24 anni dell'ex ministro José Luis Ábalos, e si aggiunge a un altro procedimento giudiziario pendente sulla moglie di Pedro Sánchez, Begoña Gómez, per quattro presunti reati di corruzione.