Agli elettori sono state sottoposte due domande: l'abolizione della pensione vitalizia per le più alte cariche dello Stato e la ricostituzione dell'Ufficio del procuratore speciale e dell'Agenzia nazionale per le indagini penali. Si può votare fino alle 22.
In Slovacchia si tiene il decimo referendum nella storia del Paese. Agli elettori vengono sottoposti due quesiti.
Il primo riguarda l’abolizione del vitalizio a vita per gli ex primi ministri e altre alte cariche pubbliche, il secondo chiede se debba essere ricostituita la procura speciale, un ufficio soppresso alcuni anni fa.
Il referendum è stato promosso da un partito extraparlamentare, il Demomráták (Demokrati). In origine si voleva sottoporre agli elettori anche un terzo quesito, sulla possibilità di accorciare l’attuale legislatura. Su decisione del presidente della Repubblica, Peter Pellegrini, è però stato tolto dalla scheda perché ritenuto incostituzionale.
Finora nella storia della Slovacchia si sono tenuti nove referendum, l’ultimo nel 2023, sulla modifica della Costituzione.
Tra i referendum finora convocati, solo uno è stato valido, quello del 2003 sull’adesione del Paese all’Unione europea. Negli altri casi l’affluenza non ha raggiunto la soglia richiesta.
Secondo gli analisti, anche questa volta è improbabile che si presenti alle urne un numero sufficiente di persone. Perché il referendum sia valido, devono partecipare almeno 2,2 milioni di elettori, cioè il 50% più uno degli aventi diritto.
In base ai dati dell’Ufficio statistico slovacco, sono oltre 4,3 milioni i cittadini con diritto di voto. Per 112 mila di loro si tratta della prima volta alle urne, in uno dei 5.542 seggi allestiti nel Paese.
I risultati ufficiosi dovrebbero essere resi noti nel corso della notte, mentre la proclamazione dei risultati ufficiali definitivi è attesa per domenica.