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Responsabile Onu per Sviluppo: spesa per difesa e aiuti sono "due facce della stessa medaglia"

Alexander De Croo, amministratore del Programma delle Nazioni Unite per lo sviluppo
Alexander De Croo, amministratore del Programma di sviluppo delle Nazioni Unite Diritti d'autore  Euronews
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Di Angela Skujins
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Esclusivo: Alexander De Croo, capo del programma ONU per lo sviluppo ed ex premier belga, ha affermato che il bilancio pluriennale Ue deve bilanciare difesa e aiuti, entrambi vitali per la sicurezza europea

Il responsabile del Programma delle Nazioni Unite per lo sviluppo (UNDP) Alexander De Croo ha dichiarato giovedì che il bilancio pluriennale dell’Unione europea può conciliare la spesa per la difesa e quella per gli aiuti, così da garantire che il vicinato europeo sia sicuro, perché sono "due facce della stessa medaglia".

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"Osserviamo un aumento della spesa militare, e lo capiamo perfettamente nelle circostanze attua", ha spiegato De Croo. "Ma se si vuole che quella spesa militare sia il più efficace possibile, bisogna investire anche nella prevenzione dei conflitti".

Un vicinato stabile significa crescita economica, democrazia e pace, ha aggiunto De Croo, già primo ministro del Belgio, intervenendo al programma mattutino di Euronews Europe Today.

De Croo: difesa in cima al bilancio Ue non implica esclusione degli aiuti

Nel giugno dello scorso anno la Commissione europea ha proposto una spesa di 2.000 miliardi di euro per il periodo 2028-2034, nell’ambito del quadro finanziario pluriennale, il bilancio settennale dell’Ue.

La proposta è attualmente discussa dai capi di Stato europei, prima della ratifica da parte del Parlamento europeo, con l’obiettivo di arrivare a una decisione entro dicembre.

La competitività e la difesa sono state individuate come priorità dalla Commissione, e alla difesa sono stati destinati 131 miliardi di euro per rispondere alle esigenze di sicurezza dell’Europa. Non esiste però una voce specifica per gli aiuti, anche se varie sottovoci prevedono fondi per iniziative esterne, come lo strumento Global Europe (Global Europe Instrument), del valore di 200 miliardi di euro.

Secondo De Croo, questo bilancio non ha vincitori né vinti e il fatto che la difesa sia in cima alle priorità non significa che gli aiuti resteranno esclusi.

"Lo sviluppo fa parte dell’agenda della sicurezza e anche di quella economica", ha spiegato, citando come esempio la futura ricostruzione dell’Ucraina una volta terminata l’invasione russa. "Quanto più rapida è la ricostruzione dopo una guerra, tanto meglio è per tutti, perché si evita che il conflitto si trascini e si creano anche opportunità economiche".

L'UNDO e le guerre in Ucraina e in Medio Oriente

Insieme a diversi altri leader europei, De Croo è stato questo mesea Danzica, in Polonia, per la Ukraine Recovery Conference (Conferenza sulla ricostruzione dell’Ucraina), un importante evento politico volto a raccogliere sostegno e finanziamenti per il Paese devastato dalla guerra, mentre prosegue l’invasione su vasta scala da parte della Russia.

In Ucraina, l’UNDP offre sostegno ai veterani, alle operazioni di sminamento e ai civili, fornendo elettricità a oltre 6,6 milioni di persone mentre si intensificano gli attacchi russi contro le infrastrutture energetiche.

"La guerra è sviluppo al contrario", ha detto. "La miseria umana e il livello di distruzione in Ucraina sono qualcosa che deploriamo. Prima finisce, prima potremo riportare progresso umano".

De Croo è stato anche a Gaza in febbraio. Questo mese le Nazioni Unite hanno pubblicato un rapporto in cui si afferma che le forze israeliane hanno preso deliberatamente di mira i bambini palestinesi, parlando di "genocidio".

"Le condizioni sul terreno sono drammatiche e non ho visto molti luoghi peggiori al mondo rispetto a Gaza oggi", ha affermato, quando gli è stato chiesto se il rapporto corrispondesse a quanto ha visto sul posto. "Più dell’80% della popolazione ha perso la casa, vive in strutture che non si possono neppure chiamare tende. Il livello di povertà è enorme", ha aggiunto De Croo.

Vorrebbe inoltre che le Forze di difesa israeliane garantissero un accesso umanitario più ampio a organizzazioni come l’UNDP, in modo da poter «portare più soluzioni» nelle aree maggiormente colpite, pur comprendendo le loro preoccupazioni.

"Tutta la discussione verte sulla possibilità che parte del materiale che viene introdotto possa essere usato in modo improprio da parte di Hamas", ha spiegato De Croo. "Riteniamo di avere sistemi piuttosto efficaci per evitare che ciò accada e siamo in dialogo con le autorità israeliane su come garantire questo aspetto. Ma il nostro appello è che è davvero importante ampliare l’accesso e fare in modo che le persone possano ricominciare a vivere".

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