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Londra, la polizia punta su droni e riconoscimento facciale

Due agenti di polizia pattugliano Parliament Square, di fronte al Big Ben, a Londra, mercoledì 3 giugno 2026
Due agenti di polizia pattugliano Parliament Square, di fronte al Big Ben, a Londra, mercoledì 3 giugno 2026 Diritti d'autore  Copyright 2026 The Associated Press. All rights reserved
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Di Nathan Rennolds
Pubblicato il
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L'organizzazione britannica per i diritti civili Big Brother Watch ha criticato l'uso di tecnologie che rischiano di "sfuggire a ogni controllo"

Il capo della polizia metropolitana di Londra ha annunciato piani per ampliare l’uso dei droni e della tecnologia di riconoscimento facciale in tutta la capitale. In un discorso pronunciato mercoledì, il commissario Mark Rowley ha avvertito che la criminalità "sta evolvendo a grande velocità" e che molti malviventi ormai operano online.

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"Usano strumenti più intelligenti, più veloci e più connessi che mai", ha precisato. Per contrastare tale minaccia crescente, ha quindi affermato che le forze di polizia devono adottare le nuove tecnologie e ha chiesto un alleggerimento del quadro normativo per poterle introdurre.

L'idea è di poter contare su una copertura con droni su tutta Londra entro metà 2027

Rowley ha indicato appunto i droni e il riconoscimento facciale come strumenti fondamentali per le capacità operative della polizia in futuro. I primi, in particolare, possono essere utilizzati per inseguire i sospetti, cercare persone scomparse e raccogliere informazioni in tempo reale, fornendo supporto agli agenti sul posto.

Il commissario ha aggiunto che verrà ampliato il programma sui mezzi aerei e che si punta a una copertura in tutti i distretti di Londra entro giugno 2027. "Intendiamo collaborare con i servizi di emergenza, come i vigili del fuoco della London Fire Brigade, per creare una rete di droni estesa a tutta la città, idealmente basata su un’infrastruttura condivisa".

La polizia della capitale inglese utilizza inoltre già dei software di riconoscimento facciale per aiutare gli agenti a individuare in tempo reale le persone inserite nelle cosiddette "watchlist" (gli elenchi di sorveglianza). La tecnologia viene impiegata anche per identificare chi fornisce false generalità o una persona incosciente o ferita che non è in grado di comunicare.

Rowley, che ha affermato che questa tecnologia ha portato a oltre duemila arresti dal 2024, ha annunciato che verranno installate telecamere permanenti, che saranno fissate su alcune strade e monitorate a distanza. "Potranno essere spostate nelle aree con il più alto tasso di criminalità. Il nostro obiettivo, il prossimo anno, è proseguire la distribuzione in tutta Londra", ha spiegato.

Le critiche di un'organizzazione per le libertà civili

L’organizzazione britannica per le libertà civili Big Brother Watch ha criticato l’uso di tali tecnologie, definendo i sistemi "invasivi, discriminatori e antidemocratici". Ha inoltre messo in guardia rispetto al rischio che il loro utilizzo "sfugga a ogni controllo".

Silkie Carlo, direttrice dell’organizzazione, ha definito anche i droni "una forma di sorveglianza estrema e militarista. L’uso da parte della polizia per sorvegliare e impartire ordini ai cittadini è di norma eccessivo e controproducente. Il Parlamento dovrebbe introdurre garanzie più solide per limitarne l’impiego".

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