Il premier socialista della Spagna, Pedro Sánchez, ha espresso la sua "solidarietà" a Giorgia Meloni dopo gli attacchi di Trump. "Ho espresso la mia solidarietà per questo attacco, che sinceramente non saprei nemmeno come definire", ha dichiarato Sánchez
Il presidente del governo spagnolo, Pedro Sánchez, da Bruxelles ha rivendicato l'importanza di avanzare verso "un'Europa aperta al mondo", capace di rispondere alle sfide globali con una maggiore integrazione, autonomia strategica e maggiore capacità finanziaria.
"L'Europa non sarà una potenza geoeconomica se non avrà la forza finanziaria per esserlo", ha dichiarato Sánchez durante il Consiglio europeo dedicato al futuro bilancio dell'Unione e alla situazione internazionale.
Con questo appello, il premier spagnolo ha sottolineato l'importanza di dotare l'UE di un Quadro finanziario pluriennale più ambizioso, in grado di rafforzare la competitività del blocco e sostenere una maggiore autonomia strategica in un contesto globale sempre più instabile.
Sánchez ha insistito sulla necessità di eliminare le barriere interne e armonizzare le norme per facilitare l'attività economica. In questo quadro ha valorizzato la strategia europea di diversificazione degli scambi e l'estensione degli accordi commerciali, come quelli conclusi di recente con il Mercosur, il Messico e l'India.
Allo stesso modo, il leader socialista, che ad aprile ha annunciato 19 accordi bilaterali con la Cina dopo essere stato ricevuto a Pechino dal presidente Xi Jinping, ha difeso la necessità che Bruxelles si apra al dialogo con altre regioni.
Questa posizione contrasta con quella di diversi Stati membri dell'UE che, guidati dalla Francia, vogliono adottare una linea più dura nei confronti del gigante asiatico, accusato di essere all'origine di una sovrapproduzione che mette sotto pressione un'economia europea già indebolita.
Maggiore integrazione economica, ma anche sociale
Sulla stessa linea, il presidente Sánchez, il cui governo ad aprile ha approvato una controversa regolarizzazione migratoria straordinaria che potrebbe permettere a circa 500mila stranieri di mettersi in regola in Spagna, ha affrontato anche i cambiamenti che l'UE sta introducendo nella propria politica migratoria.
Pur riconoscendo la crescente attenzione dell'UE verso nuove soluzioni per la gestione dei flussi migratori, il premier spagnolo si è detto contrario alla creazione di centri di accoglienza e rimpatrio in Paesi terzi, sostenendo che questa misura "non porterà alcuna soluzione" e rappresenti soltanto un "miraggio".
Secondo Sánchez, tali strutture trasmetterebbero inoltre un "messaggio sbagliato" ai Paesi di origine e di transito dei migranti, facendo intendere che la questione migratoria sia esclusivamente una loro responsabilità.
Il nuovo regolamento sui rimpatri dell'Unione europea, adottato all'inizio di giugno, segna un cambiamento significativo nella politica migratoria dell'UE, poiché consente agli Stati membri di istituire centri di rimpatrio per migranti in Paesi al di fuori del blocco, una misura ispirata al modello promosso da Giorgia Meloni dall'Italia.
Solidarietà a Meloni contro Trump per la foto al centro delle polemiche
Nonostante le divergenze sulla gestione migratoria, Sánchez ha colto l'occasione per esprimere solidarietà a Meloni dopo alcune dichiarazioni del presidente statunitense Donald Trump.
Trump aveva infatti affermato che la premier italiana lo avrebbe "supplicato" di scattare una fotografia insieme durante il recente vertice del G7 tenutosi a Évian e di aver accettato soltanto perché gli aveva fatto "pena".
"Ho espresso la mia solidarietà per questo attacco, che sinceramente non saprei nemmeno come definire", ha dichiarato Sánchez.
La polemica ha avuto ripercussioni anche sul piano diplomatico. Il ministro degli Esteri italiano, Antonio Tajani, ha infatti annullato una visita ufficiale negli Stati Uniti prevista per la prossima settimana, definendo le parole di Trump "gravi e offensive" e sostenendo che abbiano offeso "l'intera Italia".