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Cosa dice l'accordo tra Stati Uniti e Repubblica islamica e perché segna una vittoria per l'Iran

A woman walks past an anti-American mural on the wall of the former U.S. Embassy, now a museum, in Tehran, Iran, Friday, June 12, 2026. (AP Photo/Vahid Salemi)
A woman walks past an anti-American mural on the wall of the former U.S. Embassy, now a museum, in Tehran, Iran, Friday, June 12, 2026. (AP Photo/Vahid Salemi) Diritti d'autore  AP Photo
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Di Cecilia Attanasio Ghezzi
Pubblicato il Ultimo aggiornamento
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Bloomberg ha anticipato un memorandum in 14 punti che dovrebbe essere la bozza di quello che sarà firmato da Stati Uniti e Repubblica islamica il prossimo 19 giugno in Svizzera. Già nel primo punto si chiede la fine della guerra su tutti i fronti "Libano compreso", ma non è stato coinvolto Israele

Bloomberg ha avuto accesso e ha pubblicato memorandum che dovrebbe essere la bozza di quello che sarà firmato da Stati Uniti e Repubblica islamica il prossimo 19 giugno in Svizzera. Ci sono date, cifre e paletti messi nero su bianco.

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E soprattutto sono 14 punti. Come quelli della Carta Atlantica che definì la visione degli Alleati per un nuovo ordine mondiale post-nazismo.

E prima ancora come quelli di Wilson che elencò i principi con cui avrebbe voluto si governasse pacificamente il mondo alla fine della prima guerra mondiale

Già nel primo punto si legge qualcosa che sarà difficile da ottenere senza coinvolgere Israele: la fine permanente su tutti i fronti, Libano compreso.

E se la bozza dovesse essere firmata così come la leggiamo oggi, sarebbe una completa vittoria iraniana. C'è il principio di non interferenza, la deadline a 60 giorni, la riapertura dello stretto di Hormuz, "minimo" 300 miliardi per la ricostruzione dell'Iran, la fine delle sanzioni, lo sblocco dei fondi congelati e una deroga sull'export di petrolio e derivati.

Di contro l'Iran si impegnerebbe a congelare il proprio programma nucleare. L'accordo prevede l'istituzione di un meccanismo che vigili sul rispetto su quanto concordato e l'approvazione attraverso una risoluzione vincolante del Consiglio di sicurezza Onu.

Qual è l'accordo tra Stati Uniti e Iran, punto per punto

  1. La Repubblica islamica dell’Iran e gli Stati Uniti, insieme ai rispettivi alleati coinvolti nell’attuale conflitto, con la firma di questo memorandum dichiarano la fine immediata e permanente della guerra su tutti i fronti, Libano compreso. Da quel momento si impegnano a non compiere più azioni ostili l’uno contro l’altro e a rinunciare sia all’uso della forza sia alla minaccia del suo impiego. L’accordo finale dovrà recepire e confermare questo articolo e tutti quelli successivi.
  2. Iran e Stati Uniti si impegnano a rispettare reciprocamente sovranità e integrità territoriale, e a non interferire negli affari interni dell’altro.
  3. Le due parti si obbligano a negoziare e concludere un accordo definitivo entro un massimo di 60 giorni, prorogabile solo con il consenso di entrambe.
  4. Con la firma del memorandum, gli Stati Uniti si impegnano a revocare il blocco navale contro l’Iran, a non ostacolare in alcun modo il traffico marittimo diretto verso i suoi porti e a riportare entro 30 giorni i transiti alla piena capacità. Il volume di traffico dovrà essere proporzionale ai flussi pre–guerra delle navi iraniane. Washington si impegna inoltre a ritirare le proprie forze dall’area circostante entro 30 giorni dalla firma dell’accordo finale.
  5. A sua volta, con la firma del memorandum, la Repubblica islamica si impegna ad adottare subito le misure necessarie per far riprendere, entro 30 giorni, il movimento delle navi mercantili tra il Golfo Persico e il Mare di Oman ai livelli precedenti la guerra, compresa la rimozione degli ostacoli tecnici e la bonifica delle mine di propria competenza.
  6. Gli Stati Uniti si impegnano, insieme ai partner regionali, a definire un piano complessivo - concordato tra le parti - per la ricostruzione e lo sviluppo economico dell’Iran, garantendo un finanziamento minimo di 300 miliardi di dollari. Il meccanismo di attuazione di questo piano, parte integrante dell’accordo finale, dovrà essere messo a punto entro 60 giorni.
  7. Washington si impegna a porre fine, secondo una tempistica da stabilire nell’accordo definitivo, a tutte le sanzioni oggi in vigore contro la Repubblica islamica: quelle del Consiglio di Sicurezza dell’ONU, quelle del Board dei governatori dell’Agenzia internazionale per l’energia atomica e tutte le misure unilaterali statunitensi, siano esse primarie o secondarie.
  8. L’Iran ribadisce che non produrrà mai armi nucleari. Teheran e Washington convengono che la sorte del materiale arricchito e delle altre questioni nucleari da definire di comune accordo, comprese le “necessità nucleari” iraniane, saranno affrontate in modo adeguato nell’accordo finale, che dovrà confermare anche questo articolo.
  9. In attesa dell’intesa definitiva, Iran e Stati Uniti concordano di mantenere lo status quo: Teheran congela il proprio programma nucleare allo stato attuale, mentre Washington si impegna a non imporre nuove sanzioni contro l’Iran e a non rafforzare il proprio dispositivo militare nella regione.
  10. Gli Stati Uniti si impegnano a fare in modo che, subito dopo la firma del memorandum e fino alla revoca delle sanzioni, il Dipartimento del Tesoro rilasci deroghe per l’export di petrolio greggio iraniano, prodotti petrolchimici e derivati, e per tutti i servizi collegati – bancari, assicurativi, di trasporto e simili.
  11. Washington si impegna inoltre a liberare, sulla base dei progressi verso l’accordo finale, i fondi e gli asset iraniani congelati o soggetti a restrizioni, rendendoli pienamente disponibili. Queste risorse, sia che restino nei conti originari sia che vengano trasferite, potranno essere utilizzate per qualsiasi pagamento deciso dalla Banca centrale iraniana. Gli Stati Uniti si obbligano a rilasciare tutte le autorizzazioni e licenze necessarie.
  12. Iran e Stati Uniti concordano sull’istituzione di un meccanismo incaricato di vigilare sull’attuazione dell’accordo definitivo e sul rispetto nel tempo degli impegni assunti.
  13. Dopo la firma del memorandum, e una volta ricevute garanzie sull’avvio dell’attuazione degli articoli 4, 5, 10 e 11 – e sulla prosecuzione di questi passi – le due parti apriranno negoziati sull’accordo finale limitandosi agli articoli ancora da definire.
  14. L’accordo definitivo dovrà essere approvato con una risoluzione vincolante del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite.
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