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Traffico di droga da 31 miliardi e 7.600 morti: come l'Ue vuole affrontare la crisi

Un assortimento di farmaci
Un assortimento di farmaci Diritti d'autore  Canva
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Di Leticia Batista Cabanas & Elisabeth Heinz
Pubblicato il
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Ogni anno 29 milioni di europei fanno uso di droghe e il mercato vale circa 31 miliardi di euro. Il Consiglio europeo ha varato un nuovo quadro per rivoluzionare la gestione UE del problema, dall’applicazione della legge alla sanità pubblica

Il piano, adottato all’unanimità, punta a smantellare in modo sistematico la criminalità organizzata legata alla droga. Per farlo chiede ai principali porti dell’UE di stringere alleanze e coordinarsi più strettamente nella lotta contro i gruppi criminali. Il piano prenderà di mira anche i proventi del traffico e introdurrà divieti generali su alcune sostanze chimiche usate per produrre droghe sintetiche.

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Sul fronte sanitario, il testo propone un monitoraggio a livello urbano, la possibilità di portare a casa farmaci salvavita contro le overdose e un aumento dei finanziamenti per i servizi di cura rivolti ai gruppi emarginati più esposti ai danni legati alla droga.

Si tratta di una risposta a una crisi in crescita nell’UE. Un recente rapporto dell’Agenzia dell’Unione europea per le droghe (EUDA) ha rivelato che il consumo di stupefacenti in Europa ha raggiunto livelli senza precedenti, con oltre 83 milioni di adulti che hanno fatto uso di sostanze illecite. La situazione è instabile, caratterizzata da un’ampia disponibilità di sostanze potenti, diversificate e spesso adulterate.

L’agenzia registra ogni anno più di 7.600 morti per overdose.

Alcuni tipi di droga in aumento

La crisi della droga in Europa non è più definita solo dai consumi, ma da un mercato in rapido movimento, in cui sostanze sempre più forti e reti di traffico flessibili mettono alla prova le forze dell’ordine e i sistemi sanitari pubblici.

“Le cause sono molte. È difficile ridurre tutto a un solo fattore, perché il mercato risponde a molteplici elementi: l’aumento dei livelli di criminalità organizzata [...], la maggiore disponibilità di sostanze [...]; vediamo anche che l’Europa emerge sempre più come un hub di produzione [...]”, ha dichiarato la direttrice esecutiva dell’EUDA, la dottoressa Lorraine Nolan.

Secondo i dati dell’EUDA, la cannabis resta la droga illecita più consumata: circa 15,4 milioni di giovani adulti tra i 15 e i 34 anni dichiarano di averla usata nell’ultimo anno.

La cocaina è la seconda sostanza più diffusa, con circa 2,5 milioni di giovani adulti. Ma il mercato è sempre più complesso e dannoso: la disponibilità resta elevata, i residui di cocaina aumentano nel 57 per cento delle città europee monitorate e le sostanze sintetiche hanno un peso crescente.

Consumo di droghe nell’UE nell’ultimo decennio

Un traffico sempre più sofisticato

In cinque anni sono state sequestrate almeno 1.826 tonnellate di droghe illecite in operazioni legate ai porti marittimi dell’UE.

Le reti criminali continuano a servirsi del trasporto commerciale di container attraverso grandi scali come Anversa e Rotterdam, ma stanno spostando parte delle attività su porti più piccoli per sfuggire ai controlli.

Ogni anno i sequestri di cocaina raggiungono le 330 tonnellate, mentre il numero di singoli sequestri è salito a 97.000. I gruppi criminali dividono sempre più spesso le spedizioni in carichi più piccoli, riducendo il rischio di perdite ingenti quando una partita viene intercettata.

L’Europa sta diventando non solo un importante mercato di destinazione, ma anche un centro di produzione. In un solo anno le autorità hanno smantellato 42 siti di estrazione di cocaina, 110 laboratori di anfetamine e circa 4.000 piantagioni illegali di cannabis.

Insieme a 1,6 milioni di reati legati alla normativa sugli stupefacenti registrati ogni anno nell’UE, le risultanze dell’EUDA mostrano un mercato sempre più resiliente, adattabile e difficile da interrompere.

L’impatto sulla salute

In un solo anno sono stati registrati almeno 7.600 decessi indotti dall’uso di droghe in tutta l’UE, nella maggior parte dei casi con il coinvolgimento di più sostanze. I pronto soccorso e i programmi di riduzione del danno sono sottoposti a una pressione crescente per via di tendenze come l’aumento del consumo di crack e la diffusione di nuovi oppioidi sintetici.

Gli oppioidi restano le droghe più spesso associate a overdose mortali, spesso in combinazione con altre sostanze sintetiche.

L’EUDA mette in guardia in particolare contro il crescente uso di oppioidi sintetici come i nitazeni e le orfine, collegati a casi di avvelenamento fatale e a ricoveri di emergenza in diversi Paesi del blocco. Queste sostanze richiedono interventi medici estremi, perché il margine tra una dose singola e un’overdose mortale è molto ristretto.

Tipi di droghe consumate nell’UE

Il monitoraggio delle acque reflue indica inoltre una crescita del consumo di cocaina in molte città europee, mentre il crack sta esercitando una pressione crescente sui servizi di riduzione del danno e sui programmi di trattamento.

Inoltre, nell’arco di cinque anni i programmi di cura specificamente pensati per la dipendenza da ketamina sono quadruplicati, costringendo le cliniche a un rapido adeguamento strutturale.

“Gli aumenti dei consumi [...] stanno esercitando una pressione aggiuntiva sui servizi sanitari. I servizi di cura devono rispondere a una gamma più ampia di sostanze e a bisogni di salute e sociali spesso più complessi. Ma vorrei rovesciare la prospettiva e riportarla nel quadro della prevenzione, del trattamento, della reintegrazione sociale...”, ha spiegato la World Federation Against Drugs (WFAG).

“Quando le persone vengono accompagnate verso il recupero, l’istruzione e il lavoro, non solo si migliora la loro vita, ma si riducono anche in modo significativo i costi a lungo termine per i sistemi sanitari, sociali e di welfare”, ha aggiunto la federazione.

La strategia dell'UE

Per combattere le droghe illecite, la Commissione ha proposto la nuova strategia antidroga dell’UE nel dicembre 2025. Il testo si basa sulla precedente strategia 2021-2025, rafforzando l’attenzione su sicurezza e preparazione.

Secondo la WFAG, la vecchia strategia non è fallita: ha prodotto progressi significativi nel monitoraggio e nell’applicazione della legge. “Ma dobbiamo anche riconoscere che il mercato della droga è in continua evoluzione [...] e questi sviluppi, naturalmente, creano nuove sfide che richiedono risposte in grado a loro volta di evolversi”, spiega la federazione.

Consumo di droghe per Paese

La strategia è articolata in cinque pilastri. Il primo riguarda la preparazione, per anticipare e monitorare meglio l’andamento del fenomeno. In concreto significa un monitoraggio e una raccolta dati più rapidi sulle tendenze del consumo, oltre a uno scambio di informazioni transfrontaliere più coordinato.

“Il cambiamento positivo più importante è l’ambizione di essere proattivi, invece che reattivi. La strategia adotta un approccio più integrato tra prevenzione, trattamento, riduzione del danno, che comprende anche gli impatti ambientali e sociali”, ha spiegato la WFAG.

I programmi di prevenzione e sensibilizzazione mirano a contrastare uso e dipendenza. Le persone con disturbi da uso di sostanze possono beneficiare di un accesso più ampio alle cure, al sostegno sociale e ai programmi di reinserimento. Non prevenire la dipendenza da droghe comporta costi enormi per la società, “ma è qualcosa che non sempre viene presentato in questi termini perché non può essere mostrato immediatamente con i numeri”, ha spiegato la federazione.

Il terzo pilastro rafforza la sicurezza interna attraverso misure più incisive contro la criminalità organizzata, tra cui la cooperazione pubblico-privato per individuare le droghe nei servizi postali, una strategia specifica per i porti dell’UE e azioni più decise per smantellare i laboratori di produzione. L’UE impone inoltre controlli più severi sull’uso dei precursori, sostanze chimiche legali impiegate per esempio in batterie e cosmetici ma usate illegalmente per produrre droga.

Le misure di riduzione del danno puntano a proteggere le persone dalle conseguenze peggiori del consumo, come overdose e malattie infettive, e allo stesso tempo a tutelare i giovani dal rischio di reclutamento nelle reti criminali.

L’ultimo pilastro sottolinea la dimensione globale della lotta: una cooperazione internazionale più forte e partenariati di polizia con i Paesi non appartenenti all’UE.

Accanto alla strategia, il Piano d’azione dell’UE contro il traffico di droga prevede 19 azioni pratiche per contrastare le reti di criminalità organizzata, tra cui strumenti di individuazione più efficaci, la cooperazione pubblico-privato contro il traffico illecito via posta e regole più rigorose per le imbarcazioni veloci che trasportano droghe illecite.

Stati membri e agenzie dell’UE

Gli Stati membri devono prepararsi e adattare le proprie strutture nazionali per attuare la strategia nei settori della sanità, dei servizi sociali e dell’applicazione della legge.

“Ci sono ancora lacune, ma direi che si tratta di una situazione in rapido miglioramento, con Stati membri molto impegnati che lavorano in partenariato con noi [...]”, ha dichiarato Nolan.

Il primo pilastro richiede ai governi nazionali di aggiornare i sistemi di raccolta dati esistenti, rafforzare le misure preventive e accelerare la distribuzione di contromisure mediche in caso di improvvise escalation. Sul piano della salute pubblica, i Paesi devono intensificare i programmi di prevenzione, ampliare l’accesso a trattamenti basati su prove scientifiche e potenziare le strutture nazionali per il recupero, per garantire cure sanitarie e sociali accessibili e di alta qualità. Il pilastro sicurezza incoraggia il miglioramento dei sistemi nazionali di individuazione, indagine e perseguimento attraverso misure mirate, compresi interventi sul recupero dei beni e sull’infiltrazione nella legalità economica.

Consumo di droghe per fascia demografica

Gli Stati membri devono dare priorità a diversi aspetti dei loro sistemi nazionali in base alla situazione specifica. Per Belgio e Paesi Bassi la sfida principale sarà rafforzare la sicurezza e la resilienza dei porti, che restano punti nevralgici per il traffico. In Germania, Italia e Francia si registra il numero più alto di persone che si iniettano droghe, il che richiede trattamenti preventivi più forti, servizi sociali e iniziative di informazione e allerta.

L’EUDA assisterà gli Stati membri come “partner chiave nell’attuazione della strategia in ciascuno dei cinque pilastri”, ha affermato Nolan.

“[...] il nostro ruolo è soprattutto quello di promuovere risposte e interventi basati sulle evidenze. Lavoriamo anche con i punti focali nazionali sul monitoraggio [...]. Per quanto riguarda il quadro di attuazione, ci è stato assegnato un ruolo di supporto nella misurazione dei risultati che derivano dall’applicazione della strategia”.

Nolan ha spiegato che la cooperazione tra Frontex ed Europol resta cruciale per sostenere gli Stati membri. Frontex proteggerà la sicurezza interna del blocco contrastando il traffico di droga alle frontiere esterne, mentre Europol, in quanto hub di intelligence, monitorerà il mercato e coordinerà le indagini transfrontaliere.

“Più che in passato lavoriamo in un contesto in cui questa partnership è assolutamente fondamentale. Cerchiamo ogni opportunità per rafforzarla, restando concentrati sugli obiettivi sia della strategia sia del quadro di attuazione”, ha dichiarato Nolan a Euronews.

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