L’eurodeputato tedesco Bernd Lange teme che la fine di una cruciale tregua tra imprese possa offrire agli USA il pretesto per violare l’accordo di Turnberry, che il Parlamento europeo dovrebbe adottare la prossima settimana
L’accordo commerciale raggiunto nel 2025 tra Unione europea e Stati Uniti potrebbe essere messo a dura prova dal riaccendersi della storica disputa tra Airbus e Boeing.
A lanciare l’allarme è Bernd Lange, presidente della commissione per il commercio internazionale del Parlamento europeo, secondo il quale la scadenza imminente della tregua tra i due colossi dell’aerospazio rischia di alimentare nuove tensioni tra Bruxelles e Washington.
L’intesa, nota come Accordo di Turnberry, fu siglata nel luglio 2025 dal presidente statunitense Donald Trump e dalla presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen durante un incontro in Scozia. Il testo è ora nella fase finale del processo di approvazione e il Parlamento europeo dovrebbe votarlo definitivamente la prossima settimana.
La tregua Airbus-Boeing scade a luglio
A preoccupare le istituzioni europee è la fine della sospensione delle misure di ritorsione legate al contenzioso Airbus-Boeing. La tregua quinquennale, concordata nel 2021, scadrà l’11 luglio e, al momento, Stati Uniti e Unione europea non hanno ancora trovato un accordo per estenderla.
Secondo Lange, l’assenza di una proroga potrebbe riaprire uno dei conflitti commerciali più lunghi e complessi della storia recente.
"Questo porterà a una nuova escalation? Nessuno lo sa", ha dichiarato l’eurodeputato tedesco, che segue da vicino i negoziati sull’accordo commerciale transatlantico.
La sua principale preoccupazione è che una nuova fase dello scontro possa compromettere gli sforzi compiuti negli ultimi mesi per stabilizzare le relazioni economiche tra le due sponde dell’Atlantico.
Vent’anni di accuse reciproche
La disputa tra Boeing e Airbus affonda le proprie radici nei primi anni Duemila. Gli Stati Uniti accusarono inizialmente l’Unione europea di sostenere Airbus con sussidi pubblici incompatibili con le regole del commercio internazionale.
Bruxelles rispose presentando una denuncia simile contro Washington, sostenendo che anche Boeing beneficiasse di aiuti pubblici illegittimi.
Il confronto si è protratto per oltre vent’anni davanti all’Organizzazione mondiale del commercio (OMC), trasformandosi progressivamente in una vera e propria guerra commerciale. Nel corso degli anni entrambe le parti hanno introdotto dazi su una vasta gamma di prodotti, dal vino ai superalcolici, passando per formaggi, tabacco e altri beni di consumo.
Il valore complessivo degli scambi colpiti dalle misure punitive ha raggiunto circa 11,5 miliardi di dollari.
L’accordo di Turnberry sotto pressione
La tregua raggiunta nel 2021 durante l’amministrazione Biden aveva sospeso per cinque anni i dazi collegati alla controversia aerospaziale, consentendo una temporanea normalizzazione dei rapporti commerciali.
Oggi però il contesto appare più fragile. L’amministrazione Trump ha lasciato intendere che a luglio potrebbe riesaminare il dossier Airbus-Boeing attraverso gli strumenti previsti dalla Sezione 301 del Trade Act del 1974, una norma che consente agli Stati Uniti di imporre tariffe punitive nei confronti dei partner commerciali.
Nel frattempo Washington ha già minacciato nuove misure contro i prodotti europei nell’ambito di altre indagini commerciali. Se tali dazi venissero applicati, potrebbero superare il limite massimo del 15% previsto dall’Accordo di Turnberry, mettendo a rischio l’intera architettura dell’intesa.
Le garanzie richieste dal Parlamento europeo
Consapevoli della volatilità delle relazioni commerciali con gli Stati Uniti, gli eurodeputati hanno insistito per inserire nell’accordo specifiche clausole di salvaguardia.
L’obiettivo è impedire che eventuali nuove iniziative tariffarie da parte di Washington possano svuotare di significato l’intesa raggiunta nel 2025. In cambio, l’Unione europea si è impegnata ad azzerare i dazi sulle merci provenienti dagli Stati Uniti, favorendo una maggiore integrazione commerciale tra le due economie.
Tuttavia, molti osservatori ritengono che il successo dell’accordo dipenderà soprattutto dalla volontà politica delle due parti di mantenere aperto il dialogo.
Il rischio di una nuova guerra commerciale
Negli ultimi mesi Donald Trump ha più volte utilizzato la leva dei dazi come strumento di pressione politica, anche in contesti estranei al commercio internazionale.
Dalle tensioni sulla Groenlandia alle recenti minacce di aumentare le tariffe sulle automobili europee, la Casa Bianca ha dimostrato di considerare i dazi uno strumento centrale della propria strategia negoziale.
In questo scenario, una riapertura della controversia Airbus-Boeing potrebbe rappresentare un nuovo punto di frizione tra Stati Uniti e Unione europea, alimentando l’incertezza per imprese e investitori.
Per Bruxelles la priorità resta evitare che una disputa vecchia di oltre vent’anni finisca per compromettere un accordo commerciale considerato fondamentale per la stabilità economica transatlantica. Le prossime settimane saranno decisive per capire se prevarrà la volontà di collaborazione o se si assisterà a una nuova stagione di dazi e ritorsioni.