A marzo il Tribunale arbitrale dello sport ha imposto alla Federazione scacchistica russa di cessare entro il 9 giugno 2026 le competizioni nei territori ucraini occupati
Il Consiglio della Federazione internazionale degli scacchi (Fide) ha deciso di sospendere per tre anni la Russia, per via dell'organizzazione di tornei di scacchi nei territori occupati dell’Ucraina, in Crimea e nelle regioni di Donetsk, Luhansk, Zaporizhzhia e Kherson.
La conferma della sanzione sarà posta ai voti alla prossima Assemblea generale della stessa federazione. L’adesione della Russia è sospesa fino all’esecuzione delle prescrizioni del Tribunale arbitrale dello sport (Tas) di Losanna, che a marzo ha ordinato alla Federazione scacchistica russa (Fsr) di interrompere entro il 9 giugno 2026 le competizioni nei territori occupati.
La federazione ucraina: "Una vittoria storica"
In origine il ricorso era stato presentato dalla Federazione scacchistica dell’Ucraina (Fsu). Nel 2024 la Fsr era già stata sospesa dalla Fide per due anni. La parte russa ha impugnato il verdetto e alla fine ha pagato una multa di 45mila euro. La Fsu ha però presentato appello contro questa decisione al Tas.
L’organizzazione ucraina ha definito ora la decisione del Consiglio Fide una “vittoria storica”. “La Federazione scacchistica dell’Ucraina ha costretto la Federazione internazionale degli scacchi a eseguire la decisione del Tribunale arbitrale dello sport e a sospendere l'adesione della Federazione scacchistica russa”, si legge nel comunicato dell’organizzazione scacchistica ucraina.
Secondo i dati ufficiali ucraini, i militari russi hanno ucciso più di 500 atleti e allenatori ucraini, tra cui almeno 21 scacchisti.
Il presidente della Federazione scacchistica dell’Ucraina Oleksandr Kamyshin, che è anche consigliere del presidente ucraino Volodymyr Zelensky, ha dichiarato che questa decisione sancisce una posizione giuridica chiara sulla questione.
“Questa decisione limita in modo significativo le possibilità per la Russia di utilizzare lo sport come strumento di legittimazione della propria occupazione. Non meno importante, crea un precedente significativo: ora esiste una posizione giuridica chiara su cui altre federazioni possono fare affidamento in casi analoghi. Ciò va oltre il mondo degli scacchi: invia un segnale a tutte le organizzazioni sportive internazionali sul fatto che la legittimazione dell’occupazione attraverso lo sport è inaccettabile”.
A Mosca ci si riserva “il diritto di contestare” la decisione del Consiglio Fide
Il presidente della Federazione scacchistica russa Andrey Filatov ha affermato che la Fsr ha preso atto della decisione del Consiglio Fide. “I nostri legali la stanno esaminando, ci riserviamo il diritto di contestare la decisione del Consiglio se riterremo che vi siano motivi per farlo”. Secondo lui, la decisione “è motivo di rammarico”, ma “non è una sorpresa”.
In precedenza la Fide aveva chiesto alla Fsr di riferire sui passi compiuti per dare esecuzione alla decisione di marzo del Tas. L’organizzazione russa aveva dichiarato di “non avere il diritto di violare la Costituzione della Federazione Russa”. Dopo l’invasione dell’Ucraina, il presidente russo Putin ha firmato una legge con cui i territori occupati dalla Russia sono stati inclusi nell’elenco dei soggetti della Federazione nella Costituzione russa. Nessuno Stato membro dell'Onu, però, ha ufficialmente riconosciuto questi territori come parte della Russia.
Dal 2018 la Fide è guidata dall’ex vicepremier russo Arkadij Dvorkovič. Negli ultimi giorni i media europei hanno riferito che l'Ue sta valutando sanzioni contro di lui nell’ambito del ventunesimo pacchetto di misure contro la Russia. L’elenco ufficiale delle persone su cui si prevede di imporre restrizioni non è stato pubblicato. Secondo le informazioni raccolte da Euronews, si intende includere nell'elenco anche il capo della Chiesa ortodossa russa, il patriarca Kirill.
All’inizio della guerra, 44 scacchisti russi hanno firmato una lettera aperta chiedendo a Putin di fermare l'operazione militare. Dall’inizio del conflitto più di 200 scacchisti russi hanno cambiato nazionalità sportiva.