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Morta l’attivista Monika Silva Koniuszek in Ecuador: dubbi sul suicidio, l’Ue chiede un’indagine

Pattuglia di polizia davanti all'Assemblea nazionale prima del discorso sullo stato della nazione del presidente Daniel Noboa, 24 maggio 2026, foto d'archivio
Una pattuglia di polizia davanti all’Assemblea nazionale prima del discorso sullo stato della nazione del presidente Daniel Noboa, 24 maggio 2026, foto d’archivio Diritti d'autore  Copyright 2026 The Associated Press. All rights reserved
Diritti d'autore Copyright 2026 The Associated Press. All rights reserved
Di Katarzyna Kubacka
Pubblicato il
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È morta l’attivista polacca anticorruzione e ambientalista Monika Silva Koniuszek. Il suo corpo è stato trovato lunedì nella sua casa a Montañita, in Ecuador. La procura locale indaga sulle cause, mentre l’Ue chiede anche un’inchiesta indipendente.

È stata trovata morta nella sua abitazione di Montañita, in Ecuador, l’attivista polacca anticorruzione e ambientalista Monika Silva Koniuszek, conosciuta nel Paese sudamericano come Monika Silva. La scoperta del corpo risale a lunedì 8 giugno e ha immediatamente suscitato interrogativi e richieste di chiarimento, sia da parte della società civile sia delle istituzioni internazionali.

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La notizia è stata riportata dai principali media ecuadoriani. Monika Silva era presidente della fondazione La Integridad e da anni si occupava di temi legati alla trasparenza delle istituzioni pubbliche, alla lotta contro la corruzione e alla tutela dell’ambiente. Attraverso la sua attività aveva denunciato diverse presunte irregolarità, tra cui controversie sulla vendita di terreni nella regione di Manglaralto e questioni riguardanti la gestione del patrimonio pubblico.

A trovare il corpo dell’attivista sarebbe stato il compagno, con cui viveva in Ecuador insieme alle figlie. La Procura ecuadoriana e il ministro dell’Interno John Reimberg hanno annunciato l’apertura di un’indagine per accertare le cause e le circostanze del decesso.

In un’intervista a Radio América, Reimberg ha dichiarato di essere ancora in attesa dei risultati dell’autopsia, precisando che tra le ipotesi al vaglio degli investigatori vi è quella del suicidio. Secondo il ministro, sul luogo del ritrovamento sarebbero stati raccolti elementi compatibili con questa ricostruzione.

Tuttavia, la vicenda resta avvolta da numerosi dubbi. Secondo quanto riportato dai media locali, Monika Silva era in cura per depressione e avrebbe inviato poche ore prima della morte un messaggio dal tono di addio. Parallelamente, però, negli ultimi mesi l’attivista aveva denunciato pubblicamente di aver ricevuto minacce legate alla sua attività.

Particolare attenzione era stata dedicata da Silva a una presunta vendita illegale di 93 ettari di terreno nell’area di La Libertad. L’attivista aveva accusato pubblicamente figure politiche e amministrative di essere coinvolte nella controversa operazione immobiliare. Nel gennaio 2026 aveva inoltre divulgato ulteriori nomi di consiglieri comunali che, a suo dire, avrebbero potuto avere legami con la vicenda.

Il caso assume una rilevanza ancora maggiore alla luce di altri due decessi collegati alla stessa controversia. Nel novembre 2025 il giornalista Robinson del Pezo era stato ucciso a colpi d’arma da fuoco, mentre nel gennaio 2026 era morto l’avvocato Víctor Tomalá Rosales, anch’egli impegnato nelle questioni relative alla vendita dei terreni.

Molti amici e conoscenti dell’attivista non credono alla pista del suicidio. Sui social network sono comparsi numerosi messaggi che parlano apertamente di possibile omicidio e chiedono che le indagini facciano piena luce su quanto accaduto.

Tra le voci che hanno ricordato l’impegno di Monika Silva vi è quella dell’artista e docente universitario Joaquin Serrano Macias, che ha sottolineato il contributo dell’attivista alla trasparenza della vita pubblica e alla difesa dell’ambiente nelle comunità di Santa Elena e Olón, territori che considerava la sua seconda casa.

A intervenire sulla vicenda è stata anche la Delegazione dell’Unione europea in Ecuador. In una dichiarazione pubblicata sulla piattaforma X, l’Ue ha chiesto alle autorità ecuadoriane di condurre un’indagine rapida, approfondita, indipendente e trasparente per chiarire le circostanze della morte e verificare l’eventuale coinvolgimento di terzi.

L’Unione europea ha inoltre sollecitato maggiori garanzie per la sicurezza dei difensori dei diritti umani e degli attivisti sociali che operano nel Paese.

Nel frattempo, la Procura ha avviato i primi accertamenti. Secondo indiscrezioni riportate dalla stampa locale, nell’abitazione dell’attivista sarebbero stati sequestrati alcuni oggetti ritenuti utili alle indagini, tra cui un coltello, un telefono cellulare e una corda.

Martedì sera circa sessanta persone hanno partecipato a una veglia silenziosa a Manglaralto per ricordare Monika Silva e chiedere verità sulla sua morte. Una mobilitazione che testimonia l’impatto lasciato dall’attivista, da anni impegnata nella difesa delle comunità locali, nella tutela degli ecosistemi e nella lotta contro la corruzione.

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