Migliaia di membri dei corpi delle forze dell'ordine e di difesa hanno manifestato sabato chiedendo al governo interventi per combattere la crisi economica e dare maggiori tutele ai lavoratori impegnati nella difesa dello Stato
Circa seimila rappresentanti di Esercito, Marina, Aeronautica, Carabinieri e Guardia di Finanza sono scesi in piazza per la prima volta sabato a Roma per partecipare alla mobilitazione promossa dai principali sindacati del comparto difesa e sicurezza. La protesta è nata per chiedere al governo interventi sugli stipendi colpiti dalla crisi economica sulle le pensioni, oltre ad azioni per garantire maggiori tutele.
La manifestazione è arrivata pochi giorni dopo il rinnovo contrattuale per 430mila agenti che prevede 188 euro lordi in più in busta paga e un’una tantum da 2.448 euro per gli arretrati. Gli accordi sottoscritti dal ministro per la Pubblica amministrazione Paolo Zangrillo, da diversi sottosegretari, da alcune organizzazioni sindacali e associazioni professionali, prevedono anche l’apertura di un tavolo per individuare soluzioni ai problemi previdenziali della categoria.
Sinafi (Sindacato nazionale finanzieri), Nsc (Nuovo sindacato carabinieri), Usami Aeronautica, Itamil (organizzazione sindacale italiana dei militari) e Silmm (sindacato italiano lavoratori militari Marina) hanno deciso di non firmare l’accordo e hanno indetto la mobilitazione di sabato.
Le richieste dei sindacati delle forze dell'ordine e di difesa
Al grido di “Ogni giorno serviamo l’Italia. Oggi chiediamo rispetto”, i manifestanti hanno attraversato la Capitale reggendo cartelli e striscioni. Le richieste dei sindacati, formalizzate in una nota diffusa prima della manifestazione, si focalizzano su quattro punti principali: una soluzione reale per la previdenza complementare e lo stop all’innalzamento dell’età pensionabile fino ai 65 anni di età, uno scudo legale a tutela dei servitori dello Stato dalla necessità di “dover pagare di tasca propria o subire anni di calvari giudiziari per aver fatto il proprio dovere”, si legge nella nota. I sindacati poi chiedono un adeguamento economico in risposta all’innalzamento del costo della vita e, infine, un maggiore impegno per nuove assunzioni, formazione e un “modello professionale più moderno”.
Al termine della manifestazione si è tenuto il convegno ‘La specificità del comparto sicurezza, difesa e soccorso pubblico: analisi tecnica, sostenibilità previdenziale e strumenti di valorizzazione operativa’. Tra i partecipanti anche rappresentati del Nsc, sindacato Arma dei Carabinieri che non ha sottoscritto il contratto.
“I motivi per cui non abbiamo firmato questo contratto e lo abbiamo rifiutato sono semplici: non è stato mantenuto ciò che dal punto di vista economico doveva esserci dato. Pertanto noi, tutti insieme, abbiamo chiesto che la sicurezza che è garantita in Italia dalle forze dell'ordine e dalle forze Armate debba essere sostenuta anche economicamente. Perché dentro quelle uniformi che lavorano per lo Stato, sotto l'emblema dello Stato, non ci sono delle sagome**, ci sono delle famiglie, ci sono delle persone, donne e uomini che lavorano**. È giusto che vadano retribuite equamente. La sicurezza costa”, ha detto Massimiliano Zetti, segretario generale Nsc, durante il convegno.
Le proteste delle forze dell'ordine in Europa
Per quanto inusuali, proteste dei membri delle forze dell’ordine e di difesa sono state registrate in diversi Paesi dell’UE negli ultimi anni. I sindacati SILP, SIULP, SAP, nel 2023, avevano già organizzato in Italia sit-in, presìdi e volantinaggi davanti alle prefetture, chiedendo fondi più consistenti nelle leggi di bilancio per finanziare il rinnovo del contratto di lavoro, adeguare gli stipendi all'inflazione ed effettuare nuove assunzioni per coprire i gravi vuoti di organico.
Proteste simili sono state poi registrate a gennaio 2024 in Francia, dove i principali sindacati di polizia avevano attuato scioperi e presìdi per chiedere al governo bonus salariali (fino a 2.000 euro) e garanzie su turni e congedi in vista del massiccio dispiegamento richiesto per le Olimpiadi di Parigi.
In Spagna, nel 2024, il sindacato Jusapol, che rappresenta agenti della Policía Nacional e della Guardia Civil, ha manifestato ripetutamente per per ottenere stipendi pari a quelli delle polizie regionali, come i Mossos d'Esquadra catalani. Diversi mesi prima, alla fine del 2023, molti agenti e sindacati si sono opposti duramente alla controversa legge di amnistia del governo di Pedro Sánchez per i separatisti catalani, unendo le rivendicazioni economiche a una forte critica politica.
Mentre in Belgio, nel 2022 e nel 2023, i sindacati di polizia belgi hanno organizzato accese manifestazioni, "scioperi bianchi”, rifiuto di emettere multe per infrazioni minori e blocchi stradali, arrivando a paralizzare gli accessi all'aeroporto di Bruxelles.