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Spagna: Zapatero e le figlie accusati di aver beneficiato di fondi statali durante la pandemia

ARCHIVIO: Il presidente del governo spagnolo, José Luis Rodríguez Zapatero, durante una conferenza stampa dopo un vertice UE a Bruxelles, il 20 giugno 2008.
ARCHIVIO: Il presidente del governo spagnolo, José Luis Rodríguez Zapatero, durante una conferenza stampa dopo un vertice UE a Bruxelles, il 20 giugno 2008. Diritti d'autore  Copyright 2008 AP. All rights reserved.
Diritti d'autore Copyright 2008 AP. All rights reserved.
Di Rafael Salido
Pubblicato il
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Un rapporto dell'UDEF indica l'ex presidente José Luis Rodríguez Zapatero e le sue figlie come principali beneficiari del salvataggio di Plus Ultra durante la pandemia. Il documento cita conversazioni su presunte manovre per influenzare l’indagine e accelerare decisioni della SEPI

L'ex presidente del governo José Luis Rodríguez Zapatero e le sue figlie risultano i principali beneficiari dei fondi legati al salvataggio della compagnia aerea Plus Ultra durante la pandemia, secondo un rapporto dell'Unità di Delinquenza Economica e Fiscale (UDEF) della Polizia nazionale spagnola.

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Il documento, a cui hanno avuto accesso alcuni media locali, fa parte dell'inchiesta giudiziaria in cui Zapatero dovrà deporre come indagato il prossimo 2 giugno.

Secondo gli agenti, "il principale beneficiario finale dei fondi ottenuti dalla rete sarebbe José Luis Rodríguez Zapatero e la società WhatTheFav, le cui amministratrici e socie sono le sue figlie Alba e Laura Rodríguez Espinosa, giustificando ancora una volta il trasferimento di fondi attraverso contratti che servirebbero solo come giustificazione documentale".

Il rapporto di polizia include anche conversazioni tra imprenditori e avvocati legati al caso Plus Ultra, in cui si citano presunte manovre per interferire nell'inchiesta giudiziaria. In uno di questi messaggi gli implicati parlano di "fare un Kitchen Gabinet" e di "la juez del 15, cómo es", in riferimento al monitoraggio del procedimento giudiziario.

In un altro scambio gli inquirenti riportano riferimenti alla presunta influenza esercitata sul processo di salvataggio durante la pandemia. In quei messaggi si parla di "meterle chola al Zapa" e di parlare "con el tocayo". "Magari dobbiamo vedere quando ci contatterà la SEPI per iniziare a parlare e chiarire i dubbi, ma con il tocayo dobbiamo fare in modo che tutto proceda in fretta", avrebbe detto Julio Martínez Martínez, buon amico di Zapatero e "volto visibile della rete di influenza", secondo il rapporto.

Il rapporto include anche comunicazioni in cui un dirigente dell'area Plus Ultra assicura di aver avuto una "conversazione soddisfacente" con un consulente legato all'ex presidente in Venezuela, Nicolás Maduro.

In un altro scambio successivo lo stesso dirigente scherza sul suo rapporto con l'ex capo del governo: "Mi ha chiamato Zapatero. Ho dovuto cambiare la foto del profilo. Ahahaha. Le bretelle spagnole, ahahaha".

Il documento riporta inoltre riferimenti interni alla percezione di vicinanza tra gli attori del caso, con commenti come "la procuratrice capo è un'amica" e "l'istruttoria è molto importante", secondo quanto emerge dal verbale di polizia. L'indagine resta aperta mentre l'Audiencia Nacional spagnola analizza nuove attività istruttorie, comprese richieste di cooperazione internazionale.

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