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Fact-checking: la mappa online dell'hantavirus non mostra i casi confermati

Lunedì 18 maggio 2026, al porto di Rotterdam nei Paesi Bassi, personale in tuta protettiva rimuove i rifiuti dalla nave da crociera MV Hondius.
Personale in tuta protettiva rimuove i rifiuti dalla nave da crociera MV Hondius dopo il suo arrivo al porto di Rotterdam, nei Paesi Bassi, lunedì 18 maggio 2026. Diritti d'autore  Patrick Post/Copyright 2026 The AP. All rights reserved
Diritti d'autore Patrick Post/Copyright 2026 The AP. All rights reserved
Di James Thomas
Pubblicato il
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Una mappa che circola online è stata usata per suggerire falsamente che l’hantavirus si stia diffondendo rapidamente in Europa. Il suo creatore spiega che serviva solo a monitorare la copertura mediatica sul virus

Una mappa condivisa ampiamente online è stata usata per sostenere falsamente che il ceppo andino dell'hantavirus si stia diffondendo rapidamente in Europa e Nord America.

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Le immagini sono screenshot di una mappa dal sito HantavirusMap.com, diffuse su X e TikTok dopo il focolaio di hantavirus sulla nave da crociera MV Hondius.

Secondo alcuni utenti dei social, i segnaposto rossi e arancioni sulla mappa indicherebbero casi confermati di hantavirus in tutto il mondo, soprattutto in Europa e nel Nord America.

Si tratta però di un'interpretazione fuorviante. Gli screenshot del sito non mostrano nuovi casi di hantavirus, ma raccolgono articoli di stampa e segnalazioni della comunità da tutto il mondo.

Per esempio, passando il cursore sulla Spagna la mappa mostra un avviso rosso con il numero 18.

Questo è stato interpretato erroneamente come se ci fossero 18 casi di hantavirus in Spagna, quando in realtà attualmente ci sono due casi confermati di hantavirus nel Paese collegati al focolaio della MV Hondius.

Il secondo caso riguarda una persona che si trovava in quarantena preventiva e aveva avuto un contatto stretto con un individuo identificato come parte del focolaio iniziale, secondo il ministero della Salute spagnolo.

Il governo di Madrid ha sottolineato che il rischio per la popolazione generale resta invariata.

I post online interpretano erroneamente la mappa come se mostrasse un numero sbagliato di casi di hantavirus nel mondo.
I post online interpretano erroneamente la mappa come se mostrasse un numero sbagliato di casi di hantavirus nel mondo. @kluskachytruska

Il sito riporta un'avvertenza in cui si afferma che la mappa mostra "notizie, non casi confermati", prima di presentare un aggiornamento dell'OMS sul numero di casi confermati.

Il creatore del sito, Bas Witkop, ha spiegato a The Cube, il team di fact-checking di Euronews, di aver sviluppato lo strumento per raccogliere segnalazioni pubbliche e aggiornamenti ufficiali, non per monitorare le infezioni confermate.

Ha riferito che alcune persone hanno catturato schermate della mappa e vi hanno aggiunto commenti vocali sostenendo che mostrasse infezioni confermate, facendo così apparire la situazione più allarmante di quanto sia in realtà.

Da allora Witkop ha inserito avvertenze più chiare e regole di classificazione più rigide, dopo aver visto gli utenti online fraintendere la mappa.

Nel suo aggiornamento del 26 maggio, il Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (ECDC) ha indicato che in totale sono stati segnalati 13 casi di hantavirus, di cui 11 confermati e 2 probabili.

Le autorità sanitarie hanno precisato che l'individuazione di ulteriori casi era attesa, poiché l'Andes hantavirus ha un lungo periodo di incubazione.

L'agenzia ha aggiunto che il rischio per la popolazione più ampia dell'UE "resta molto basso".

La maggior parte degli hantavirus si trasmette attraverso il contatto tra roditori infetti e esseri umani. La variante andina del virus può effettivamente diffondersi da persona a persona, anche se le agenzie sanitarie spiegano che ciò richiede un contatto stretto e prolungato con un individuo sintomatico.

Il focolaio di hantavirus sulla MV Hondius ha scatenato un'ondata di disinformazione sanitaria online.

In passato l'OMS ha avvertito che la disinformazione può diffondersi rapidamente durante le emergenze sanitarie, creando quella che ha definito una "infodemia", ossia un eccesso di informazioni che rende più difficile per le persone trovare indicazioni affidabili sui rischi reali per la salute.

Secondo i ricercatori, il focolaio ha riacceso molti degli stessi schemi di disinformazione online che si erano diffusi durante la pandemia di COVID-19.

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