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La Polonia avvia l'iter per inserire il ministro Ben Gvir nella lista degli stranieri indesiderati

Itamar Ben Gvir gesticola dopo l'annuncio dei primi risultati degli exit poll delle elezioni in Israele, nella sede del suo partito a Gerusalemme, il 2 novembre 2022.
Itamar Ben Gvir gesticola dopo l'annuncio dei primi exit poll del voto in Israele, nella sede del suo partito a Gerusalemme, 2 novembre 2022. Diritti d'autore  Copyright 2022 The Associated Press. All rights reserved
Diritti d'autore Copyright 2022 The Associated Press. All rights reserved
Di Tomasz Lezon
Pubblicato il
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Il video del ministro israeliano Itamar Ben Gvir che schernisce gli attivisti della Global Sumud Flotilla ha scatenato polemiche internazionali. La Polonia ha protestato formalmente ed è ancora in attesa di scuse ufficiali

Il ministro dell’Interno (MSWiA) Marcin Kierwiński ha reso noto l’avvio di una procedura per inserire il ministro della Sicurezza nazionale israeliano Itamar Ben Gvir nell’elenco degli stranieri indesiderati in Polonia. In un post pubblicato sulla piattaforma X ha sottolineato di condividere la posizione del ministro degli Esteri Radosław Sikorski su questo tema.

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La decisione è legata a un filmato diffuso da Ben Gvir, in cui si vedono gli attivisti fermati della Global Sumud Flotilla.

Nel video si vede un gruppo di alcune decine di persone in ginocchio a terra, mentre il ministro israeliano agita una bandiera di Israele e urla in ebraico slogan che sottolineano la supremazia del suo Paese. Le immagini hanno suscitato un’ondata di critiche da parte di numerosi Stati, tra cui Polonia, Regno Unito, Francia, Germania e Italia.

Il portavoce del ministero degli Esteri polacco (MSZ), Maciej Wewiór, ha riferito che Radosław Sikorski ha presentato al ministero dell’Interno una richiesta formale di vietare l’ingresso di Ben Gvir in Polonia.

Ha aggiunto che i comportamenti controversi del ministro israeliano non sono episodi isolati e che sulla decisione delle autorità polacche ha pesato una serie di sue precedenti dichiarazioni e iniziative.

Secondo il ministero degli Esteri, la situazione in Medio Oriente richiede cooperazione internazionale e una riduzione della violenza contro la popolazione civile.

Le autorità polacche hanno sottolineato di opporsi all’escalation del conflitto e alle sofferenze inflitte a persone innocenti, in particolare ai palestinesi.

Come ha reso noto il portavoce del dicastero, durante un colloquio con il chargé d’affaires di Israele in Polonia la diplomazia polacca ha espresso un netto dissenso per il modo in cui sono stati trattati gli attivisti fermati.

La parte israeliana ha preso atto della posizione della Polonia, ma, secondo Wewiór, durante l’incontro non sono arrivate le scuse che Varsavia continua ad attendere.

La Global Sumud Flotilla era partita alcuni giorni prima dal porto turco di Marmaris, trasportando aiuti umanitari verso la Striscia di Gaza.

Gli organizzatori hanno riferito che le forze israeliane hanno fermato tutte le imbarcazioni del convoglio, a bordo delle quali si trovavano 428 persone, tra cui anche cittadini polacchi.

Secondo le informazioni diffuse dal ministero degli Esteri, i cittadini polacchi arrestati hanno già lasciato il carcere israeliano e sono in viaggio verso la Turchia. Dovrebbero volare a Istanbul con un aereo presumibilmente operato dalla Turkish Airlines.

In questo dossier il ministero polacco degli Esteri ha collaborato sia con le autorità turche sia con quelle degli altri Paesi i cui cittadini hanno preso parte alla missione della Flotilla.

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