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Grecia, Tsipras annuncia un nuovo partito: potrà riunire il centrosinistra ora frammentato?

Alexis Tsipras
Alexis Tsipras Diritti d'autore  Copyright 2026 The Associated Press. All rights reserved
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Di Foteini Doulgkeri & Chiara Zampiva
Pubblicato il
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La grande scommessa per Alexis Tsipras è riuscire a riunire le forze di centrosinistra rimaste senza casa politica, come indicano i sondaggi, e a riportare dalla sua parte gli elettori delusi dal governo

L'ex primo ministro greco Alexis Tsipras ha annunciato la fondazione di un nuovo partito politico "Alleanza della Sinistra Greca" durante una manifestazione al Thisio, ad Atene, parlando di "un nuovo viaggio per la grande maggioranza democratica e progressista".

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"Oggi nasce una nuova forza politica", ha dichiarato, presentando il nuovo partito come "uno choc di sincerità e democrazia" per il Paese.

Alexis Tsipras è stato, anche per molti dei suoi avversari politici, una delle figure più carismatiche della politica greca contemporanea. Durante il periodo della profonda crisi economica si era imposto come la "speranza" per una larga parte della società greca, conoscendo un'ascesa politica rapida e impressionante. La sua caduta, però, si è rivelata altrettanto veloce e fragorosa, fino a portarlo addirittura a lasciare il partito Syriza.

Da allora, l'area del centrosinistra in Grecia è rimasta frammentata, senza una strategia comune e senza un leader in grado di mettere davvero in discussione il dominio del governo di Kyriakos Mitsotakis.

Nuova Democrazia continua a dominare i sondaggi

Nonostante le pressioni politiche e gli scandali che hanno acceso il dibattito pubblico, come il caso delle sovvenzioni agricole, Nuova Democrazia continua a mantenere un vantaggio nei sondaggi, che molti analisti attribuiscono soprattutto all'assenza di un'opposizione forte.

Nel suo intervento ha attaccato duramente il governo, accusandolo di corruzione, degrado istituzionale, manipolazione delle istituzioni e aggravamento delle disuguaglianze sociali. Ha insistito in particolare sull'aumento dei prezzi e sul caro vita, sostenendo che alloggio, energia, cibo, istruzione e sanità "non possono essere un privilegio per pochi".

Ha inoltre fatto riferimento agli sviluppi internazionali e ai conflitti a Gaza, in Iran e in Medio Oriente, avvertendo che la Grecia rischia di essere trascinata in "pericolose avventure militari che non servono gli interessi nazionali". Ha criticato anche l'idea del Paese come "alleato scontato" delle grandi potenze, chiedendo una politica estera multidimensionale, fondata sul diritto internazionale.

Un ritorno in politica divisivo

Il ritorno di Alexis Tsipras, tuttavia, continua a dividere i cittadini. Gli elettori che hanno parlato a Euronews hanno espresso sia scetticismo sia aspettative rispetto al nuovo progetto politico.

"Ritengo che il signor Tsipras abbia fatto una presentazione del nuovo partito molto pittoresca, puntando più sul passato che sulle prospettive per il futuro", ha dichiarato un cittadino, definendo "populista" la presentazione del partito.

Altri si sono mostrati ancora più critici. "È una vergogna che torni una persona che non ha dato nulla. Ha detto tantissime bugie", ha affermato un altro cittadino.

Non sono però mancati coloro che riconoscono come il vuoto politico nel campo del centrosinistra resti reale. "I problemi che si sono creati mostrano che questo spazio non è coperto politicamente, quindi forse occorre organizzarsi meglio", ha osservato una cittadina.

Altri hanno scelto di attendere, collegando il successo del nuovo partito alla credibilità degli impegni presi dal suo leader. "Se manterrà ciò che ha detto, la gente lo voterà", ha detto un elettore.

La grande scommessa politica per Alexis Tsipras è ora capire se, nel tempo limitato che resta fino alle prossime elezioni, riuscirà a riunire le forze disperse del centrosinistra e a trasformare il malcontento verso il governo in una credibile alternativa di governo. In caso contrario, il suo ritorno rischia di tradursi soltanto in una parziale ricomposizione degli elettori delusi, insufficiente però a cambiare i rapporti di forza con Nuova Democrazia.

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