È vero che il Regno Unito sta cercando di stringere legami più stretti con l'Ue, quasi dieci anni dopo il referendum sulla Brexit, ma alcune affermazioni sul modo in cui intende riallinearsi sono false
Sui social media si stanno diffondendo false affermazioni secondo cui il Consiglio europeo avrebbe istituito a Bruxelles un Uk Office of Strategic Alignment per riportare il Paese nell’Ue.
Un post sostiene che l’ufficio sia stato creato nel “principale edificio dell’Ue” e lascia intendere che la Brexit sarà presto superata, mentre un altro afferma che dimostrerebbe la volontà dell’Ue di “voltare pagina con eleganza” e invita i britannici a non sprecare l’occasione.
Tuttavia, purtroppo per i sostenitori del Remain o di un ritorno nell’Ue, non è così.
Un portavoce del Consiglio europeo ha descritto il post come un "tipico caso di disinformazione", in quanto non è stato istituito alcun ufficio di questo tipo.
Working Party on the United Kingdom, l'organo del Consiglio responsabile della gestione delle relazioni post-Brexit con il Regno Unito, ha dichiarato che le affermazioni sono inesatte.
Tuttavia, è vero che il Regno Unito sta cercando di approfondire i suoi legami con l'Ue, quasi dieci anni dopo il referendum che ha portato all'uscita del Paese dal blocco e le successive misure del governo conservatore per mettere ancora più distanza tra loro.
Il team di fact-checking di Euronews, The Cube, ha anche contattato la Missione del Regno Unito presso l'Ue, che ci ha indicato un discorso tenuto dal Primo Ministro Keir Starmer il 1° aprile di quest'anno, in cui ha delineato il desiderio del suo governo di avvicinarsi al continente.
"È sempre più chiaro che, mentre il mondo continua a percorrere questa strada instabile, il nostro interesse nazionale a lungo termine richiede una partnership più stretta con i nostri alleati in Europa e con l'Unione europea", ha detto il primo ministro britannico, illustrando la risposta del suo Paese alla guerra in Iran.
"Abbiamo fatto progressi su questo fronte in materia di agricoltura, elettricità, emissioni, commercio e altro ancora. Ma come ha giustamente sottolineato il cancelliere [Rachel Reeves], la Brexit ha danneggiato profondamente la nostra economia e le opportunità di rafforzare la nostra sicurezza e di ridurre il costo della vita sono semplicemente troppo grandi per essere ignorate".
"Quindi nelle prossime settimane annunceremo un nuovo vertice con i nostri partner dell'Ue", ha continuato Starmer. "E posso dirvi che in quel vertice il Regno Unito non si limiterà a ratificare gli impegni esistenti presi al vertice dello scorso anno. Vogliamo essere più ambiziosi: una cooperazione economica più stretta, una cooperazione più intensa in materia di sicurezza, un partenariato che riconosca i nostri valori condivisi, i nostri interessi comuni e il nostro futuro condiviso".
L'analisi più recente dell'organo di controllo fiscale del Regno Unito, l'Office for Budget Responsibility (Obr), afferma che l'impatto a lungo termine della Brexit rimane un freno significativo per l'economia britannica. Secondo le stime, nel lungo periodo (entro i primi anni 2030) il Pil potenziale del Regno Unito si ridurrà del 4% rispetto a quello che sarebbe stato se Londra fosse rimasta con Bruxelles.
Secondo l'Obr, questo 4% è dovuto principalmente a un calo della produttività, in quanto le barriere commerciali soffocano la concorrenza e impediscono al Regno Unito di specializzarsi nei settori più efficienti.
Altri dati forniti dal think tank britannico Centre for European Reform stimano la perdita economica della Brexit a circa 130 miliardi di sterline (149 miliardi di euro), mentre l'organizzazione di ricerca statunitense National Bureau of Economic Research afferma che, entro il 2025, l'uscita del Regno Unito dall'Ue avrà ridotto il Pil del 6%-8% dal 2016.
Come si è avvicinato il Regno Unito a Bruxelles finora?
Il governo laburista, salito al potere nel 2024, ha promesso di "reimpostare" le relazioni del Regno Unito con l'Europa e ha già compiuto alcuni passi concreti in tal senso, tra cui l'accettazione di rientrare nel programma di scambio Erasmus+.
Le due parti hanno anche avviato un partenariato per la sicurezza e la difesa e stanno lavorando, tra le altre cose, ad accordi sugli standard sanitari e fitosanitari e sul riconoscimento reciproco delle qualifiche professionali.
Recentemente, il quotidiano britannico The Guardian ha riferito che i ministri del governo britannico stanno preparando una legislazione che potrebbe vedere il Paese adottare le regole del mercato unico dell'Ue senza un voto del Parlamento, se il governo decide che è nell'interesse nazionale.
Una ricerca condotta lo scorso anno dalla società di consulenza Frontier Economics con sede a Bruxelles ha dimostrato che un allineamento più profondo nel settore dei beni e dei servizi potrebbe far crescere il Pil del Regno Unito tra l'1,7% e il 2,2%.
Con il prossimo vertice tra Regno Unito e Unione Europea previsto per l'estate di quest'anno, resta da vedere esattamente come le due parti si allineeranno ulteriormente, ma non c’è dubbio che le relazioni tra le due si stiano rafforzando, piuttosto che allontanando.