Newsletter Newsletters Events Eventi Podcasts Video Africanews
Loader
Seguiteci
Pubblicità

Il Portogallo è uno dei pochi Paesi europei fuori dal raggio d'azione dei missili iraniani

La capacità missilistica dell'Iran in mostra
La capacità missilistica dell'Iran in mostra Diritti d'autore  AP Photo/Vahid Salemi
Diritti d'autore AP Photo/Vahid Salemi
Di Ema Gil Pires
Pubblicato il
Condividi Commenti
Condividi Close Button

L'attacco alla base di Diego Garcia ha rivelato che Teheran dispone di missili capaci di colpire fino a quattromila chilometri di distanza. Nel raggio d'azione rientra anche l'Europa, tranne il Portogallo, l'Irlanda e l'Islanda

L'attacco iraniano alla base anglo-statunitense di Diego Garcia, nell'Oceano Indiano, lo scorso 21 marzo ha fatto scattare l'allarme a livello internazionale.

PUBBLICITÀ
PUBBLICITÀ

L'infrastruttura si trova a circa quattromila chilometri dalle coste iraniane e sarebbe quindi ben oltre quella che finora è stata ufficialmente considerata la capacità di attacco di Teheran.

Dei due proiettili lanciati, va ricordato, nessuno ha colpito il bersaglio.

Il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Ismail Bagaei, ha dichiarato martedì sui social che Teheran non è responsabile dell'attacco alla base e che le accuse erano un caso di disinformazione promossa da Israele.

È di un altro parere però il colonnello dell'esercito in riserva del Portogallo, Carlos Mendes Dias. In un'intervista a Euronews, Mendes Dias ha dichiarato che "è molto probabile che l'Iran abbia effettivamente lanciato i missili" sulla base di Diego Garcia, citando informazioni diffuse anche da fonti statunitensi.

"Per quanto si sapeva, il programma missilistico iraniano aveva prodotto solo missili con una gittata di duemila chilometri, e questo sarebbe già a quattromila chilometri". I missili balistici in questione sarebbero di tipo "Khaibar", vettori a due stadi a propellente liquido tra i più avanzati del Paese.

Ma se questo sospetto fosse confermato, cosa che appare sempre più probabile, quali Paesi in Europa sarebbero al sicuro da un eventuale attacco iraniano?

Portogallo, Irlanda e Islanda sono ancora fuori portata per l'Iran

Lo scorso 21 marzo l'esercito israeliano ha affermato sui social che con il raid alla base di Diego Garcia, l'Iran ha rivelato che "intende sviluppare missili con una gittata di quattromila chilometri", che rappresentano "una minaccia per decine di Paesi in Europa, Asia e Africa".

Insieme a questa descrizione, viene presentata un'immagine che mostra come il Portogallo sarebbe uno dei pochi Paesi europei non coperti da questo tipo di armamento, insieme a Irlanda e Islanda.

Come ha spiegato il colonnello Mendes Dias a Euronews, "questa immagine è rappresentativa della realtà" se Teheran fosse effettivamente in possesso di missili di questa capacità.

"Quindi tutta la Germania, la Francia e almeno metà della Spagna" potrebbero essere prese di mira da Teheran.

Il territorio portoghese sarebbe a portata di tiro solo se, ad esempio, l'Iran trasferisse quei missili in Iraq e da lì lanciasse un eventuale attacco a Lisbona, ha specificato Mendes Dias.

Per quanto riguarda l'esistenza di un pericolo reale per i diversi Paesi europei, secondo il colonnello ciò dipende dalla reale intenzione di Teheran di usare un missile con una gittata sufficiente da colpire degli obiettivi a quattromila chilometri di distanza.

Ma il problema è che "l'intenzione è difficile da valutare", soprattutto nel caso dell'Iran. "Per quanto riguarda gli attori che consideriamo incerti, potenzialmente ostili alle alleanze a cui apparteniamo, alle nostre forme di posizionamento politico, non sappiamo, in futuro, quali intenzioni possano avere nei confronti di noi europei e di altri".

Il rischio più alto per l'Europa è quello del terrorismo

A questo si aggiunge il fatto che "il Portogallo, come molti Paesi" - come appunto i 27 Stati membri dell'Unione Europea - "non è in guerra con l'Iran". Anche se va notato che Teheran "sta sparando anche su una serie di Paesi del Golfo, per altre ragioni, che non sono tecnicamente in guerra" con quella nazione. Si tratta di Paesi in cui si trovano basi statunitensi.

"Ma a parte questo, non credo sia razionale attaccare il Portogallo, il Regno Unito, ecc. Sarebbe più razionale attaccare il Portogallo se il Paese avesse una nave che entra in una qualche operazione per aprire lo Stretto di Hormuz. Questo non accadrà, data la logica portoghese", ha detto l'esperto contattato da Euronews.

Alla luce di questi fatti, la "possibilità più pericolosa" per i Paesi europei è "l'azione terroristica" , ha sottolineato Carlos Mendes Dias, citando le informazioni diffuse dai servizi di intelligence e di sicurezza interna di queste nazioni. Questo "oltre agli attacchi informatici", ha sottolineato.

I missili lanciati sulla base di Diego Garcia potrebbero essere in fase sperimentale

Tuttavia, c'è un altro punto da tenere in considerazione quando si parla della minaccia rappresentata da questi nuovi proiettili: "solo perché ci sono uno o due missili" di questo tipo, non significa che siano già prodotti su larga scala e, quindi, che "l'Iran abbia quattromila di questi missili". Secondo il colonnello Mendes Dias, "forse lo stanno solo testando".

Finora si sa che Teheran ne ha almeno due. "Uno ha mancato completamente" il suo obiettivo, la base di Diego Garcia, mentre l'altro "è stato intercettato" da un cacciatorpediniere statunitense, "un Sm-3".

Ma il fatto è che "tra l'avere un modello in fase di sviluppo e la produzione su larga scala, tra il missile dichiarato pronto e l'avvio della produzione, ci vuole molto tempo". In altre parole, ha detto l'esperto militare, questo missile con una gittata di quattromila chilometri potrebbe essere ancora "in fase sperimentale".

"Perché ci sia una produzione su scala, dobbiamo sapere se tutti i componenti sono iraniani, se ci sono componenti importati, da dove vengono le materie prime. Ci sono una serie di fasi tra lo sviluppo, la sperimentazione e la produzione su scala. A volte ci vogliono otto o dieci anni".

Vai alle scorciatoie di accessibilità
Condividi Commenti

Notizie correlate

Esercito portoghese testa droni d'attacco in esercitazione con la NATO

Ecco "Tekever", la società portoghese che fornisce droni all'esercito ucraino

La Marina portoghese monitora la nave russa che da giorni naviga lungo le coste portoghesi