L'Iran ha attaccato con missili una base anglo-statunitense a 4mila chilomentri nell'Oceano Indiano. "Poteva essere in Europa", avverte a Euronews l'esperto militare Ralph Thiele: ma quanto è reale la minaccia?
Il vasto attacco missilistico iraniano contro la base militare anglo-americana di Diego Garcia del 21 marzo ha dimostrato che l'Europa può davvero essere in pericolo. "Questo attacco missilistico (...) avrebbe potuto benissimo colpire Berlino o Parigi", avverte l'esperto militare Ralph Thiele a Euronews.
L'Iran ha lanciato due missili balistici contro la base militare nell'Oceano Indiano. Stando al Wall Street Journal, uno dei missili sarebbe stato abbattuto da una nave da guerra statunitense, mentre l'altro avrebbe avuto un guasto in volo.
Finora le autorità iraniane avevano riconosciuto ufficialmente una gittata dei loro missili fino a duemila chilometri, cioè missili balistici a medio raggio (1.000-3.000 chilometri). Ora però emerge che l'Iran dispone apparentemente di un arsenale missilistico con una gittata molto più ampia di quanto si pensasse.
La base militare di Diego Garcia, utilizzata congiuntamente da Regno Unito e Stati Uniti, era finora considerata intoccabile. L'arcipelago è sotto controllo britannico dal 1810 e si trova a circa 4.000 chilometri a sud-est delle coste iraniane. Una distanza di questo tipo è sufficiente "almeno per raggiungere il sud della Germania", spiega Thiele a Euronews.
La base militare Usa di Ramstein avrebbe potuto essere un bersaglio
Il fatto che, per esempio, la base militare Usa di Ramstein, vicino a Kaiserslautern, non sia diventata il bersaglio di un attacco missilistico iraniano è una mera coincidenza, secondo l'esperto militare.
La Ramstein Air Base, in Renania-Palatinato, è considerata la più importante base statunitense in Europa. Nel sito ha sede anche il comando Nato per le forze aeree, per cui un attacco colpirebbe di fatto tutti i Paesi dell'alleanza di difesa.
C'è un ulteriore elemento di pericolosità: l'Iran non ha nel mirino solo obiettivi militari. Di recente le forze armate iraniane hanno minacciato apertamente di inseguire i propri nemici in tutto il mondo. Il portavoce delle forze armate, generale Abolfazl Shekarchi, ha annunciato alla tv di Stato l'intenzione di estendere la guerra dell'Iran. D'ora in poi neppure le destinazioni di svago e turistiche in tutto il mondo sarebbero più sicure, ha riportato l'emittente privata Iran International citando il portavoce militare.
Thiele conferma: l'Iran è, a suo avviso, uno Stato terrorista che da decenni compie attacchi contro le persone. I suoi obiettivi sono ambasciate, discoteche, centri turistici.
Prossimo passo: armi nucleari?
L'invio dei missili contro Diego Garcia è stato un "testing", afferma l'esperto militare. Nel caso di Diego Garcia si è trattato di armamenti convenzionali. L'Iran ha però dimostrato di poter lanciare anche testate nucleari a questa distanza.
Il pericolo è reale. Secondo le valutazioni dei servizi segreti occidentali, i missili balistici iraniani sarebbero tecnicamente in grado di trasportare testate nucleari.
Anche Iran Watch conferma che molti missili iraniani sono in grado di trasportare testate nucleari. L'arsenale missilistico dell'Iran è tra i più grandi del Medio Oriente. Nel 2022 il generale Kenneth McKenzie, del comando centrale Usa, ha dichiarato che l'Iran dispone di "oltre tremila" missili balistici.
Il programma missilistico iraniano ha più di quarant'anni. È stato avviato negli anni Ottanta in risposta alla guerra Iran-Iraq. Nei decenni successivi è stato ampliato sotto la guida dei Guardiani della rivoluzione, come strumento di deterrenza contro Stati Uniti e Israele.
Quali missili iraniani possono raggiungere l'Europa
Quale sistema abbia impiegato esattamente l'Iran per l'attacco a Diego Garcia, al momento non è chiaro, secondo un'analisi del Critical Threats Project. Potrebbe trattarsi di una versione modificata di uno dei suoi missili oppure di un'arma finora sconosciuta.
Che tipo di modifica possa aver interessato i missili lanciati su Diego Garcia lo mostra il seguente esempio.
Tra i missili di cui l'Iran dispone figura, tra gli altri, il Khorramshahr-4, un missile balistico a medio raggio con una gittata compresa tra 2.000 e 3.000 chilometri e un carico utile tra 450 e 600 chilogrammi. Il missile è stato presentato a Teheran nel settembre 2017, durante le celebrazioni per il 37esimo anniversario della guerra Iran-Iraq. Secondo il sito specializzato Army Technology, è lungo 13 metri e pesa circa 20 tonnellate.
Una versione modificata di questo missile è stata presentata nel 2019 durante una parata a Teheran. Questa variante era dotata di un veicolo di rientro più piccolo e leggero rispetto al modello precedente. La gittata sarebbe stata aumentata presumibilmente da 2.000 a 3.000 chilometri.
Berlino dista circa 3.200 chilometri da Teheran: il tempo di volo sarebbe di circa 15-20 minuti. Questo dimostra che quasi tutta l'Europa rientra nel raggio d'azione dell'Iran, sottolineano gli esperti militari.
Uno scenario per cui l'Europa non è preparata
Secondo l'esperto militare Thiele, l'Europa non è affatto preparata a uno scenario di attacco di questo tipo. Il motivo è che dispone di troppi pochi sistemi di difesa aerea e metà di quelli esistenti viene inviata in Ucraina.
Ora gli Stati Uniti hanno bisogno essi stessi dei missili di difesa aerea, ma le scorte di Patriot, il principale sistema di difesa aerea dell'Occidente, si sono assottigliate in Europa.
Per Ralph Thiele, la soluzione è l'Arrow Weapon System (Aws). L'Aws è un sistema di fabbricazione israeliana sviluppato in cooperazione con gli Stati Uniti. Può intercettare missili balistici al di fuori dell'atmosfera terrestre, a oltre 100 chilometri di altitudine e fino a 2.400 chilometri di distanza. I vantaggi sono tempi di reazione estremamente brevi, grande quota operativa e una protezione multistrato.
Uno di questi impianti è operativo dal dicembre 2025 già nell'area metropolitana di Berlino. Altri due sono stati ordinati. Tuttavia Thiele avverte: non bisogna credere di essere già protetti. "Non potremo mai chiudere il nostro spazio aereo in modo così fitto come fanno gli israeliani", afferma.
Secondo Thiele, ora inizia un lungo processo per rendere più sicuro lo spazio aereo e l'Europa deve rafforzare la propria difesa.