Newsletter Newsletters Events Eventi Podcasts Video Africanews
Loader
Seguiteci
Pubblicità

Iran, Meloni al Senato: “Attacco Usa e Israele fuori dal diritto internazionale”

meloni
meloni Diritti d'autore  Copyright 2026 The Associated Press. All rights reserved
Diritti d'autore Copyright 2026 The Associated Press. All rights reserved
Di Euronews
Pubblicato il Ultimo aggiornamento
Condividi Commenti
Condividi Close Button

Nella giornata di mercoledì la presidente del Consiglio ha riferito in Senato sugli sviluppi del conflitto in Medio Oriente, in vista del Consiglio Ue del 19 e 20 marzo. Un intervento anticipato, a cui segue quello alla Camera nel pomeriggio

La presidente Meloni ha chiarito la posizione del governo sul conflitto in corso in Iran e nella regione mediorientale, ribadendo che l’Italia non intende prendere parte al conflitto e che l’esecutivo, attraverso i contatti con i leader dei Paesi del Golfo, sta lavorando ad una de-escalation.

PUBBLICITÀ
PUBBLICITÀ

Meloni ha anche parlato del coordinamento in corso con Germania, Francia e Regno Unito sulla questione dello stretto di Hormuz e dell’impatto sui traffici commerciali e nel comparto energetico.

Tra i punti salienti del suo discorso, anche l’uso delle basi militari che, ha chiarito, come nel caso degli altri Paesi europei, è regolato dai trattati internazionali.

Al termine della discussione in aula, con 102 voti a favore l’aula del Senato ha approvato la risoluzione di maggioranza sulle comunicazioni della presidente del Consiglio.

Meloni: uso basi militari "solo secondo gli accordi"

Nelle comunicazioni al Senato, Meloni ha definito la posizione dell’Italia rispetto all’operazione militare statunitense e israeliana contro il regime iraniano, inserendola in un contesto internazionale in cui, ha osservato, “si moltiplicano gli interventi unilaterali condotti fuori dal perimetro del diritto internazionale”.

La premier ha tuttavia escluso qualsiasi coinvolgimento italiano: “lo dico subito a scanso di ogni equivoco, l’Italia non prende parte e non intende prendere parte”.

Meloni ha inoltre ribadito che l’Italia continuerà ad attenersi agli accordi esistenti sull’utilizzo delle basi militari sul territorio nazionale.

“Mi pare che tutti i partner europei si stiano attenendo a quello che prevedono gli accordi”, ha affermato, ricordando che anche il governo spagnolo ha confermato che “al di fuori dell’accordo bilaterale con gli Stati Uniti non ci sarà alcun utilizzo delle basi”.

Eventuali richieste diverse, ha precisato, verrebbero valutate nel rispetto delle procedure istituzionali: “La decisione, in quel caso, per noi spetterebbe al Parlamento”, mentre al momento “non è pervenuta alcuna richiesta”.

La condanna per la strage nella scuola di Minab

Nel suo intervento la Presidente ha anche espresso una dura condanna per l’attacco che ha colpito una scuola femminile a Minab, nel sud dell’Iran, dove sono morte diverse bambine.

“A nome del governo esprimo ferma condanna per la strage delle bambine avvenuta nella scuola di Minab”, ha dichiarato, manifestando la solidarietà ai familiari delle giovani vittime.

Meloni ha quindi chiesto che si faccia rapidamente piena luce sull’accaduto. Alla condanna si è accompagnata infatti la richiesta "che si accertino rapidamente le responsabilità di questa tragedia”, nel quadro di un appello più ampio a garantire la tutela della popolazione civile durante le operazioni militari.

L’Italia, ha sottolineato, intende far sentire la propria voce affinché “venga preservata l’incolumità dei civili, a partire dai bambini”.

Diplomazia e coordinamento europeo sul nodo Hormuz

Sul tema dello stretto di Hormuz, nelle repliche Meloni ha confermato che il dibattito è ancora in corso. Negli ultimi giorni, il governo italiano ha infatti intensificato il lavoro diplomatico con i partner europei tra cui Francia, Germania e Regno Unito.

Uno dei dossier più delicati riguarda la sicurezza dello stretto, snodo strategico per il traffico energetico globale. Secondo quanto riferito da Downing Street, i leader hanno concordato di lavorare “strettamente insieme” per garantire la libertà di navigazione nella zona.

Tra le opzioni sul tavolo anche la possibilità di garantire protezione militare alle navi in transito dallo stretto. Tema però sul quale, il governo di Roma vuole evitare fughe in avanti.

“Con il Cancelliere Merz, il Primo Ministro Starmer e il presidente Macron abbiamo avuto modo di sentirci più volte, in questi giorni", ha detto Meloni, "per condividere le valutazioni sull'evoluzione della crisi e coordinare le rispettive risposte nazionali, a fronte di ripercussioni globali sia sul piano economico che sul piano della sicurezza, inclusa quella energetica e alimentare.

Siamo determinati a mantenere questo raccordo per calibrare tempestivamente le strategie comuni e non risparmiare alcuno sforzo, d'intesa con i partner regionali, nel favorire iniziative che riportino stabilità nell'area".

Crosetto: “Serve approccio multilaterale, una nave italiana non risolve”

Il ministro della Difesa, Guido Crosetto, ha sottolineato che la crisi nello Stretto di Hormuz va oltre i confini nazionali e riguarda l’intera economia mondiale. “Hormuz è un problema mondiale, che si ripercuoterà su tutte le economie mondiali”, ha detto a margine della seduta in Senato, spiegando come il passaggio sia cruciale per il transito dell’energia e delle merci, in particolare per la Cina, più che per l’Italia o l’Unione Europea.

Crosetto ha poi evidenziato la necessità di un approccio multilaterale: “Non è una nave italiana che risolve il problema di Hormuz, ma l’Italia può essere uno degli attori che mette insieme tutte le energie di tutto il mondo per affrontare un tema che coinvolge la possibilità di importazione di energia da parte di tutto il mondo”.

Secondo il ministro, la soluzione va ricercata attraverso strumenti internazionali come l’Onu e altri meccanismi multilaterali, sottolineando come la questione sia una delle prime opportunità per rilanciare il multilateralismo, spesso trascurato negli ultimi anni.

Vai alle scorciatoie di accessibilità
Condividi Commenti

Notizie correlate

Potenza di fuoco dell’Iran: missili, droni e la minaccia che può arrivare fino all’Europa

Dopo il divieto di Hormuz: il governo tedesco vuole liberare le riserve di petrolio

Conflitto con l'Iran costa al turismo in Medio Oriente 515 milioni di euro al giorno