Newsletter Newsletters Events Eventi Podcasts Video Africanews
Loader
Seguiteci
Pubblicità

Città del Messico, conto alla rovescia per l'esordio dei Mondiali 2026 all'Azteca

ARCHIVIO - Lo stadio Azteca a Città del Messico, 100 giorni prima della cerimonia di apertura dei Mondiali di calcio FIFA 2026, martedì 3 marzo 2026.
ARCHIVIO - Lo stadio Azteca a Città del Messico, 100 giorni prima della cerimonia di apertura dei Mondiali FIFA 2026, martedì 3 marzo 2026. Diritti d'autore  Copyright 2026 The Associated Press. All rights reserved.
Diritti d'autore Copyright 2026 The Associated Press. All rights reserved.
Di Aadel Haleem
Pubblicato il
Condividi Commenti Segui Euronews su Google
Condividi Close Button

Città del Messico si prepara a ospitare giovedì la gara inaugurale dei Mondiali FIFA 2026, con i padroni di casa contro il Sudafrica al leggendario Estadio Azteca. Lo stadio sarà il primo nella storia a ospitare tre partite d’apertura del Mondiale

Città del Messico si prepara a vivere uno dei momenti più importanti della sua storia sportiva recente. L’11 giugno, la nazionale del Messico affronterà il Sudafrica nella partita inaugurale della Coppa del Mondo FIFA 2026 nello storico Estadio Azteca, impianto che durante il torneo assumerà il nome di Estadio Ciudad de México.

PUBBLICITÀ
PUBBLICITÀ

Sarà un appuntamento destinato a entrare nella storia del calcio: nessun altro stadio ha mai ospitato tre gare inaugurali dei Mondiali, e pochi impianti al mondo sono così profondamente legati agli episodi che hanno definito questo sport.

Un tempio del calcio mondiale

L’Estadio Azteca, inaugurato nel 1966, è il più grande stadio dell’America Latina e oggi può accogliere circa 87.500 spettatori. Una profonda ristrutturazione da circa 3,6 miliardi di pesos (circa 160 milioni di euro), conclusa all’inizio del 2026, lo ha riportato al centro della scena mondiale.

Nel corso della sua storia, questo stadio ha ospitato alcuni dei momenti più iconici del calcio. Qui nel 1970 Pelé trascinò il Brasile alla vittoria del Mondiale, battendo l’Italia 4-1 in finale e alzando la Coppa del Mondo.

Proprio in quello stesso torneo si disputò quella che ancora oggi è ricordata come la “Partita del secolo”: la semifinale tra Italia e Germania Ovest, conclusa 4-3 ai tempi supplementari in favore degli azzurri.

Sedici anni dopo, nel 1986, fu la volta di Diego Maradona, protagonista assoluto del trionfo dell’Argentina. In Messico, il numero 10 segnò due delle reti più celebri della storia dei Mondiali: la controversa “Mano de Dios” e il leggendario “Gol del secolo”, una cavalcata di 60 metri contro l’Inghilterra.

Tra i ricordi di quella giornata c’è anche la testimonianza dell’architetto messicano Mauricio Rocha Iturbide, che racconta di come, dagli spalti, la dinamica della “Mano de Dios” fosse quasi impossibile da percepire chiaramente: un dettaglio che alimenta ancora oggi il mito di quella partita.

Il Sudafrica e il ritorno dei Mondiali

L’avversaria della gara inaugurale, il Sudafrica, porta con sé un’altra pagina storica del calcio mondiale. Nel 2010 ha ospitato il primo Mondiale disputato in Africa, lasciando un’impronta indelebile nell’immaginario collettivo anche grazie al suono delle vuvuzela.

La sfida con il Messico aprirà ufficialmente un torneo destinato a essere il più grande di sempre.

Una capitale in fermento

A pochi giorni dal fischio d’inizio, Città del Messico è già immersa nell’atmosfera mondiale. La città, situata a 2.240 metri di altitudine, rappresenta anche una sfida fisica importante per le nazionali ospiti, non abituate a condizioni di ossigenazione più rarefatta.

Fuori dallo stadio, i tifosi si radunano per foto, eventi e incontri con la mascotte ufficiale del torneo. Nei giorni scorsi, migliaia di persone hanno partecipato a una gigantesca ola umana nei pressi dell’impianto, con l’obiettivo di stabilire un record mondiale.

Tra i tifosi, l’attesa è carica di emozione. Monse Palafox racconta un entusiasmo già palpabile: la sensazione è quella di una grande festa nazionale.

Anche Christian Díaz sottolinea l’orgoglio di ospitare nuovamente un Mondiale, mentre Pablo Anguiano ricorda il suo viaggio in Qatar nel 2022, quando assistette a una delle finali più emozionanti della storia tra Argentina e Francia.

Il Mondiale più grande di sempre

La Coppa del Mondo FIFA 2026 sarà la prima edizione disputata in tre Paesi — Messico, Stati Uniti e Canada — e la prima con 48 squadre partecipanti. Un torneo di 39 giorni che coinvolgerà milioni di tifosi in un viaggio senza precedenti attraverso il Nord America.

Per il Messico, però, tutto inizia da qui: dall’Estadio Azteca e da una partita inaugurale che riporta Città del Messico al centro della storia del calcio mondiale, ancora una volta.

Vai alle scorciatoie di accessibilità
Condividi Commenti Segui Euronews su Google

Notizie correlate

Mondiali 2026: 5 curiosità sul più grande torneo di calcio mai organizzato dalla Fifa

Dalle camicie nere di Mussolini alla testata di Zidane: 10 momenti che hanno segnato i Mondiali

Città del Messico: guida di viaggio alla città ospite dei Mondiali 2026