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Politica UE. Ue: gli eurodeputati chiedono la revoca della nomina di Markus Pieper

La nomina di Markus Pieper ha suscitato polemiche politiche
La nomina di Markus Pieper ha suscitato polemiche politiche Diritti d'autore European Union 2023 / EP
Diritti d'autore European Union 2023 / EP
Di Jack SchicklerEuronews
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Questo articolo è stato pubblicato originariamente in inglese

L'emendamento dei Verdi passato con 382 voti a favore e 144 contrari chiede di annullare la decisione di nominare Markus Pieper da inviato per le Pmi in un sospetto caso di favoritismo politico

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I legislatori del Parlamento europeo hanno chiesto di revocare la nomina di Markus Pieper a inviato della Commissione europea per le piccole e medie imprese, con una votazione che ha ottenuto 382 voti favorevoli e 144 contrari.

L'incarico ha portato ad accuse di clientelismo politico nei confronti della presidente della Commissione Ursula von der Leyen, ma non è chiaro quanto il voto dei legislatori possa influire su una decisione presa da un'istituzione separata dell'Unione europea.

L'emendamento proposto dagli eurodeputati dei Verdi, dei Socialisti e Democratici e dei gruppi centristi di Renew Europe - riportato per la prima volta in esclusiva da Euronews la scorsa settimana - "mette in dubbio che i principi di merito, genere ed equilibrio geografico siano stati presi in considerazione" al momento della selezione di Pieper.

L'eurodeputato tedesco dei Verdi Daniel Freund, ha dichiarato ai legislatori che Pieper ha ottenuto l'incarico quadriennale perché fa parte dello stesso partito politico tedesco della von der Leyen, l'Unione cristiano-democratica tedesca (Cdu).

L'episodio è "triste e vergognoso", ha detto Freund, aggiungendo: "Non so come possiamo spiegarlo agli elettori".

La sessione plenaria del Parlamento europeo ha ora formalmente concordato con Freund e ha affermato che l'esecutivo dell'Ue dovrebbe rilanciare il processo per occupare il posto, che comporta uno stipendio di ventimila euro al mese, in modo "veramente trasparente e aperto".

Un emendamento parallelo d Ivan Štefanec (Slovacchia/Ppe), alleato di Pieper, ha affermato che il processo è stato "formale, equo e in più fasi" e che "le procedure di valutazione, non dovrebbero essere utilizzate per scopi di partito o di campagna personale". L'emendamento non è stato accolto.

All'Europarlamento dibattito su interferenze russe e riconoscimento Palestina

La decisione è stata presa nell'ambito dell'approvazione del bilancio dell'Ue da parte degli eurodeputati, dopo un ampio dibattito che ha spaziato dalle interferenze russe al riconoscimento dello Stato di Palestina.

La mossa dei legislatori fa seguito a giorni di proteste per la nomina, anche da parte di alcuni dei luogotenenti della stessa von der Leyen.

Durante la riunione settimanale dei Commissari, mercoledì, il francese Thierry Breton e lo spagnolo Josep Borrell hanno lamentato la mancanza di trasparenza e di un processo decisionale collettivo ai vertici dell'esecutivo dell'Ue, ha riferito una fonte informata sulla discussione a Euronews.

Ma il dibattito non sembra aver cambiato il risultato, dato che il commissario slovacco Maroš Šefčovič è uscito dalla riunione per dire ai giornalisti che le regole e le procedure sono state seguite nel caso Pieper.

Sebbene l'emendamento sia passato, non è chiaro quale influenza avrà sulla Commissione. Pieper ha già firmato un contratto per iniziare il lavoro a partire da martedì prossimo, 16 aprile.

Richiesta di chiarezza sulla nomina

Nonostante le rassicurazioni di Šefčovič, rimangono ancora molti interrogativi sulla nomina, formalizzata il 31 gennaio. Secondo i media, ripetuti da Freund, Pieper è stato superato durante il reclutamento formale da molti altri candidati. Almeno uno di loro, l'europarlamentare ceca Martina Dlabajová, ha presentato un reclamo al servizio Risorse umane della Commissione.

Un portavoce della Commissione ha dichiarato che un buon risultato nelle prime fasi del test non garantisce il posto di lavoro, ma ci sono anche molte preoccupazioni sulle fasi successive della procedura, che comprendeva un colloquio con Bjoern Seibert, capo dello staff di von der Leyen.

Secondo le linee guida pubblicate dall'Ue, le nomine di alto livello dovrebbero essere fatte in accordo con i commissari di portafoglio, anche se Breton, responsabile della politica europea per le piccole imprese, non sembra essere d'accordo.

In anni di esperienza di nomine di alto livello alla Commissione, "non c'è mai stato un solo caso" di nomina di qualcuno senza il consenso del Commissario competente, ha dichiarato a Euronews un alto funzionario dell'Ue, che ha parlato a condizione di anonimato.

Un portavoce della Commissione ha dichiarato a Euronews che la decisione di tenere un colloquio con Seibert era conforme a una decisione interna del settembre 2020, ma anche questo ha sollevato delle perplessità, dato che Seibert è diventato nel frattempo il capo del team della campagna politica di von der Leyen al PPE.

"Nella mia esperienza personale non ho mai visto accadere una cosa del genere (un capo di gabinetto del presidente che conduce un'intervista, ndr)", ha detto il funzionario anonimo, aggiungendo che si trattava di un "conflitto di interessi intrinseco" dato il successivo trasferimento di Seibert.

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