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Condanna internazionale e richiesta di indagini sul massacro di migranti a Melilla

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Di Jorge Liboreiro
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I migranti cercano di attraversare il confine tra Melilla e il Marocco per poter entrare in Spagna e, quindi, nel territorio dell'UE.
I migranti cercano di attraversare il confine tra Melilla e il Marocco per poter entrare in Spagna e, quindi, nel territorio dell'UE.   -   Diritti d'autore  Javier Bernardo/Copyright 2022 The Associated Press. All rights reserved.

Spagna e Marocco sono sotto i riflettori dopo che, nell'attraversamento di frontiera nell'enclave di Melilla, sono morti almeno 37 migranti, secondo i numeri forniti dalle ONG che lavorano sul posto.

La condanna internazionale nei confronti dei due Paesi sta crescendo, man mano che emergono nuovi dettagli sul massacro e sul trattamento usato dalle forze dell'ordine.

Membri del Parlamento europeo, dell'Unione africana e un comitato speciale delle Nazioni Unite sono tra quanti chiedono una rapida inchiesta per far luce sulla tragedia.

Il 24 giugno, circa 2.000 migranti hanno tentato di attraversare il confine: un flusso improvviso che ha causato una fuga fatale e ha lasciato centinaia di feriti, tra cui le autorità marocchine e spagnole.

Non è ancora chiaro quanti siano morti cadendo dalla recinzione, intrappolati nella calca o come conseguenza delle azioni intraprese dagli agenti di frontiera. Le ONG hanno dichiarato che il bilancio delle vittime è di almeno 37 persone, mentre le autorità marocchine ne hanno dichiarate 23.

Il primo ministro spagnolo Pedro Sánchez ha inizialmente affermato che la crisi è stata "ben risolta", ma i suoi commenti hanno rapidamente attirato critiche feroci in tutto lo spettro politico, con partiti che li hanno definiti "irresponsabili", "infami" e "molto spiacevoli".

Sánchez ha poi ritrattato le sue parole e ha specificato di non aver visto le immagini complete.

Ma non è sfuggito neanche il fatto che il primo ministro abbia evitato di criticare il Marocco, dando invece la colpa ai trafficanti e alle "mafie" che attirano i migranti verso il confine. 

Un gruppo di 51 eurodeputati, principalmente dei Verdi e della Sinistra, ha chiesto alla Commissione europea di aprire un'indagine formale e di determinare le "responsabilità necessarie".

"L'Unione Europea non può continuare ad essere complice di episodi come questi, né di ulteriori violenze, pertanto chiediamo l'attuazione di una politica migratoria basata sull'accoglienza, sui diritti umani e su percorsi legali e sicuri, che è la migliore garanzia che questi episodi non si ripetano", hanno scritto i legislatori nella lettera indirizzata all'esecutivo europeo.

La Commissione, a una richiesta di commento, non ha dato un'immediata risposta.

Lo ha fatto, invece, il capo della Commissione dell'Unione Africana, il ciadiano Moussa Faki Mahamat, che ha denunciato il "trattamento violento e degradante dei migranti africani" e ha chiesto un'inchiesta immediata. La stessa cosa ha chiesto il Comitato delle Nazioni Unite per i lavoratori migranti (CMW) che si è dichiarato "sconvolto" dalle morti.

Con l'aumentare delle pressioni nazionali e internazionali, il procuratore generale della Spagna, Dolores Delgado, ha ordinato l'avvio di un'indagine per chiarire la catena di eventi che ha portato al massacro.

Guardate il video qui sopra per saperne di più sul fatale passaggio di frontiera a Melilla.