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Pegasus ha spiato gli indipendentisti catalani?

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Di Aida Sanchez Alonso
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Lo spyware Pegasus è ancora una volta sotto i riflettori, questa volta per aver preso di mira i leader indipendentisti catalani.

Almeno 65 persone tra cui 3 presidenti catalani e 4 eurodeputati sono state spiati tra il 2017 e il 2020. Non ci sono prove che l'ex presidente e ora deputato europeo Carles Puigdemont sia stato attenzionato, ma l'attacco ha colpito sua moglie, il suo avvocato e molti membri del suo staff. Per questo lui chiede un'indagine a livello europeo.

Carles Puigdemont, eurodeputato ed ex presidente catalano: "Noi come eurodeputati, e anche uno dei nostri assistenti, siamo stati spiati con Pegasus mentre lavoravamo in questa casa, mettendo a rischio le comunicazioni di tutto il Parlamento".

Il gruppo di ricerca canadese che ha condotto la ricerca, Citizen Lab, ritiene che dietro questa operazione di spionaggio, che si ritiene costi centinaia di milioni di euro, ci siano le autorità spagnole.

Carles Puigdemont, eurodeputato ed ex presidente catalano: "Lo Stato spagnolo ha organizzato un complotto criminale con denaro proveniente da fonti oscure e non controllate democraticamente per attaccare un movimento politico legittimo democratico e maggioritario nelle istituzioni e nelle strade".

La Spagna però nega tutte le accuse.

Così Isabel Rodríguez, ministro e portavoce del governo spagnolo: "Il governo non ha nulla da nascondere, assolutamente niente. Pertanto, l'esecutivo collaborerà al meglio con la giustizia nelle indagini su questi eventi se i tribunali lo richiederanno".

Nel frattempo, la commissione del Parlamento europeo incaricata di indagare sulle attività di Pegasus ha iniziato martedì i suoi lavori.

Dovrà gestire molti altri casi, comprese le accuse contro l'Ungheria o la Polonia, oltre alla Grecia.

Il software, realizzato dall'azienda israeliana NSO, penetra nei dispositivi per leggere testi, ascoltare chiamate o attivare il microfono.