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Commercio avorio: servono norme UE più severe

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Di Debora Gandini
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Commercio avorio: servono norme UE più severe

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Nessun divieto al commercio di avorio nei mercati nazionali, ma servono regole più dure. A decretarlo i paesi partecipanti alla Conferenza di Ginevra promossa dall’ONU sul Commercio internazionale delle Specie minacciate di Estinzione. Una decisione che non è piaciuta a diverse ONG ambientaliste che da tempo esortano l’Unione europea a dire stop a qualsiasi forma di vendita illegale e di commercio delle famose zanne d’avorio.

"Le misure europee al momento non vengono del tutto applicate, fa notare Mat Collis, Direttore della politica internazionale del "Fondo internazionale per il benessere degli animali". Ci sono alcune lacune, in particolare per quanto riguarda quello che è noto come avorio lavorato. In teoria se questo è antico è ancora possibile venderlo in Europa, e non essendoci regole chiare molti trafficanti continuano a fare i loro affari. Anche se è difficile chiudere i mercati bisogna cercare una migliore legislazione."

Attualmente l'Unione europea ha norme rigorose sul commercio di avorio all'interno dei suoi confini. Mentre a Ginevra si è discusso con altre parti, la Commissione europea al momento non si sbilancia. Intanto alcuni paesi come Francia o Gran Bretagna hanno adottato o stanno per adottare misure più severe contro il commercio illegale.

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