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Ondata di calore: l'OMS avverte che l'Europa non è pronta al caldo estremo

ARCHIVIO - Turisti si rinfrescano vicino a un ventilatore mentre aspettano in fila per entrare al Colosseo di Roma, il 18 luglio 2023.
FILE - Turisti si rinfrescano vicino a un ventilatore mentre aspettano in fila per entrare al Colosseo di Roma, il 18 luglio 2023. Diritti d'autore  AP/Gregorio Borgia
Diritti d'autore AP/Gregorio Borgia
Di Marta Iraola Iribarren
Pubblicato il
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L'Organizzazione mondiale della sanità ha avvertito che l'Europa deve prepararsi meglio a nuove “settimane mortali” di caldo estremo.

La prossima ondata di calore si sta già formando sull’Atlantico. In Portogallo e nel sud della Spagna si prevedono fino a 43°C questa settimana, mentre la Francia e il Benelux si preparano a una nuova impennata delle temperature. Alcune zone dell’Asia centrale stanno già facendo i conti con 40°C.

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E l’Europa non è pronta, ha avvertito martedì in una dichiarazione il direttore regionale per l’Europa dell’Organizzazione mondiale della sanità (Oms), Hans Kluge.

Secondo Kluge, meno della metà dei Paesi della Regione europea dispone di piani per affrontare i rischi per la salute legati al caldo intenso, quelli che l’Oms definisce national Heat-health Action Plans (piani nazionali di azione per la salute e il caldo).

Il responsabile dell’Oms Europa ha sottolineato la necessità che tutti i Paesi si dotino di questi piani, che dovrebbero includere sistemi di allerta meteorologica precoce, iniziative mirate verso i gruppi più a rischio e un coordinamento tra le autorità sanitarie, della salute sul lavoro, dell’assistenza sociale, dell’edilizia abitativa e della pianificazione urbana.

«Nei Paesi che dispongono di piani ben funzionanti si sa in anticipo chi è responsabile di cosa, quali fasce di popolazione sono più a rischio e a quale soglia di temperatura si attiva ogni livello di intervento», ha spiegato Kluge, aggiungendo che avere questa chiarezza prima dell’arrivo di un’ondata di calore rappresenta la «differenza che salva vite» tra una risposta gestita e una puramente reattiva.

«Ora il lavoro si svolge su due fronti», ha aggiunto. «Correggere ciò che non ha funzionato nelle ultime settimane prima che arrivi la prossima ondata di calore e costruire sistemi sanitari che non si limitino a reagire al caldo estremo, ma siano preparati ad affrontarlo».

I dati preliminari dell’Europa occidentale indicano oltre 4.000 morti in eccesso, mentre le temperature di giugno, in forte aumento, hanno messo a dura prova i sistemi sanitari.

Per evitare che lo stesso scenario si ripeta, Kluge ha convocato una riunione d’emergenza sul caldo estremo, con rappresentanti di 41 Paesi europei, della Commissione europea e di gruppi della società civile, per analizzare le lezioni tratte dalla precedente ondata di calore.

Il capo dell’Oms Europa ha elogiato iniziative come il sistema italiano di sorveglianza della mortalità, la strategia di comunicazione sui media della Spagna e il piano caldo aggiornato dell’Austria.

«Questi esempi sono importanti perché possono essere replicati», ha sottolineato Kluge, ribadendo che gli strumenti esistono. «Quando i piani sono definiti e testati prima di una crisi, salvano vite umane».

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